“Furgoni che non possono svuotarsi mentre i camion restano pieni perché le discariche dei comuni dove Ama va a scaricare non accettano altri rifiuti. La città va coprendosi di immondizia, ma l’azienda mette in scena l’ennesima passerella all’ombra degli Internazionali di tennis che maschererà, e forse, per qualche giorno, l’incuria costante riservata alla città e ai suoi abitanti appena dietro l’angolo di parterre, passerelle e chiacchiere”. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega capitolina Fabrizio Santori, che annuncia una richiesta di accesso agli atti per sapere come sono stati affidati i servizi in esterno di Ama. ”Non basta il caos della Tari, altro punto dolente di un’azienda che fallisce sistematicamente gli obiettivi per cui esiste, ma continua a premiare dirigenti che sprecano soldi esternalizzando servizi già potenziati senza risolvere i problemi. E scontenta anche gli operatori, che saranno a presidio della sede lunedì 11 maggio durante uno sciopero indetto da Ugl e altri sindacati: un’ intera giornata contro i festivi pagati in ordinario e le molteplici problematiche interne cui sono stanchi di rimediare a fronte di trattamenti che ignorano professionalità e disponibilità, e alla palese incapacità dirigenziale”, conclude il leghista.
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“Ama mette a gara quasi 4,8 milioni di euro per affidare all’esterno la gestione di oltre centomila pratiche l’anno tra ticket e autotutele Tari. Tradotto: prima sbagliano le bollette, poi pagano altri per rispondere ai cittadini, e, mentre si spendono milioni per coprire il caos, gli operai scendono in piazza contro turni massacranti e festivi lavorati come ordinario”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina. “In questo quadro gli stipendi dirigenziali arrivano però fino a oltre trecentomila euro annui: la distanza rispetto a chi lavora sul territorio è inaccettabile. Questo è il ‘modello Gualtieri’: inefficienza, esternalizzazioni e costi scaricati sui romani. Basta!”. Conclude.
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La UGL Salute esprime soddisfazione per il provvedimento adottato dalla Conferenza delle Regioni, che rappresenta un segnale politico rilevante e non più rinviabile rispetto a una condizione ormai insostenibile per migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata e delle RSA, da troppo tempo schiacciati da un blocco contrattuale che mortifica professionalità, diritti e dignità. “E’ un passaggio importante, frutto anche della pressione e del lavoro costante svolto dalla UGL Salute al fianco degli operatori del settore, che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere rispetto e riconoscimento”, dichiara il segretario nazionale Gianluca Giuliano, sottolineando come “non sia più tollerabile che chi garantisce ogni giorno servizi essenziali alla collettività continui a pagare il prezzo di ritardi e immobilismi”. La UGL Salute ritiene fondamentale l’impegno ad attivare ogni iniziativa utile per sbloccare i rinnovi del CCNL della sanità privata, così come l’introduzione di vincoli stringenti per gli accreditamenti imprescindibili per ristabilire equità nel sistema. “Ora però serve accelerare senza ulteriori rinvii”. Per questo la UGL Salute sollecita con forza l’apertura immediata del tavolo di trattativa, affinché si dia finalmente risposta concreta alle legittime aspettative dei lavoratori e si avvii un percorso serio di ricostruzione di un sistema oggi frammentato e diseguale. “E’ il momento di passare dalle parole ai fatti – conclude Giuliano – e di riconoscere davvero il valore di chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini iniziando anche a porre le basi per un contratto unico della sanità che equipari gli operatori del comparto privato a quelli del pubblico. La UGL Salute è pronta a fare la propria parte con determinazione e senso di responsabilità, ma servono tempi certi e impegni concreti”.
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INTERNAZIONALI D’ITALIA, ZELLI (FDI): «SPORT E AGROALIMENTARE INSIEME PER RACCONTARE IL MEGLIO DEL LAZIO»
Roma, 4 maggio 2026 – «Grandi eventi come gli Internazionali d’Italia rappresentano una straordinaria occasione per valorizzare il nostro territorio davanti a un pubblico vasto e internazionale. Non sono soltanto appuntamenti sportivi di altissimo livello, ma veri e propri moltiplicatori di visibilità per le eccellenze del Lazio, capaci di unire promozione, identità e sviluppo. In questo quadro, la presenza della Regione Lazio e di Arsial al Foro Italico con uno spazio dedicato all’olio extravergine di oliva e all’Olio di Roma IGP assume un valore strategico, perché consente di far conoscere una delle produzioni più rappresentative della nostra terra in un contesto di grande prestigio e richiamo internazionale. Degustazioni, momenti di incontro e attività promozionali diventano così strumenti concreti per rafforzare la riconoscibilità delle nostre filiere e per sostenere il lavoro delle imprese del comparto». Così, in una nota, il consigliere regionale Giulio Zelli, presidente della commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio.
«Il Lazio – prosegue il presidente – ha un patrimonio agroalimentare di assoluto valore, che merita di essere raccontato dentro le grandi vetrine nazionali e internazionali. Legare lo sport alla promozione delle produzioni certificate significa investire su un modello moderno di valorizzazione del territorio, capace di coniugare qualità, turismo, benessere e cultura. È questa la direzione giusta: costruire occasioni in cui il Lazio possa presentarsi non solo come luogo di eventi, ma come terra di eccellenze, tradizioni e innovazione».
«Desidero rivolgere un ringraziamento – conclude Zelli – ad Arsial, al presidente Massimiliano Raffa, all’assessore Giancarlo Righini e al Consorzio Olio di Roma IGP per il lavoro che stanno portando avanti. Promuovere i nostri prodotti in contesti come questo significa dare forza all’identità del Lazio e offrire nuove opportunità ai produttori, alle imprese e ai territori».
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Cittadini in graduatoria beffati e centri sociali che costano milioni
“L’elenco degli abusi e dei danni che la giunta Pd sta gettando sulle spalle dei contribuenti romani è inaccettabile: sono quasi cinquanta i centri sociali ancora da sgomberare a Roma, e costano 72 milioni all’anno. Ci sono poi ‘fiori all’occhiello’ dell’abuso particolarmente costosi, come lo ‘Spin time’, 21 milioni a carico dei romani per il mancato sgombero, senza contare l’acquisto del porto Fluviale e di via Bibulo, per i quali sono stati spesi altri 30 milioni. La devastazione del tessuto sociale ed economico della città continua da anni senza che la giunta del sindaco Gualtieri abbia posto un freno: anzi, ha incrementato gli incentivi all’abuso beffando i cittadini onesti e i contribuenti capitolini”. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori, che già nel 2023 presentò un esposto in procura, e da anni chiede provvedimenti che contemperino il diritto all’abitare con il rispetto della legalità. “A Roma”, rincara il leghista, “una casa su tre è sottratta a chi è in graduatoria per destinarla agli abusivi nonostante le oltre 16.300 famiglie in attesa, molte delle quali aspettano da anni: eppure sono diecimila le case popolari occupate e costano quaranta milioni di danni all’anno. Ma il Pd alla guida della città compra altre abitazioni spendendo duecento milioni, e inventa anche i condomini ‘misti’, come nel caso degli immobili ex Enasarco, che dimostrano ancora una volta il vero scopo della sinistra: continuare ad alimentare un sistema che premia l’illegalità scaricando i costi sociali ed economici sui quartieri e sui proprietari senza risolvere il problema dell’emergenza abitativa. Problema che, dati e fatti alla mano, non è per Gualtieri nemmeno all’ordine del giorno”, conclude.
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