MINISTERO ISTRUZIONE E MERITO E UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE “REGISTRANO” ALUNNI E ALUNNE PALESTINESI
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha incaricato gli Uffici Scolastici Regionali, di rilevare alunni palestinesi presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.
L’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha sollecitamente veicolato alle scuole di ogni ordine e grado una circolare con tale richiesta, senza una motivazione precisa per la rilevazione, che ha tutte le caratteristiche di una vera e propria schedatura.
Questa gravissima iniziativa s’inserisce in un clima di repressione nei confronti di Palestinesi che vivono in Italia e di chi li sostiene, com’è avvenuto con gli arresti pretestuosi di Hannoun e altri impegnati nella solidarietà fattiva nei confronti di Gaza, dell’Imam di Torino, le circolari del MIM alle scuole per intimidire studenti e insegnanti nella promozione di approfondimenti sulla Palestina e tanto altro.
Tutto questo intende rimuovere dalle coscienze dell’opinione pubblica, mobilitata in massa negli ultimi mesi, una situazione che tuttora vede in atto il genocidio a Gaza, pur con forme diverse, e la continua espropriazione di terreni e case dei Palestinesi in Cisgiordania.
La cancellazione dei diritti e della stessa identità palestinese, dovuta al colonialismo d’insediamento operato da Israele, sostenuto dagli USA e dai paesi europei, produce un’attenzione e una mobilitazione costanti per il PRC nel Lazio, con iniziative in molti territori, ma che deve farsi promotore di una ripresa della mobilitazione a livello nazionale per il popolo palestinese.
Daniela Alessandri segretaria del PRC Lazio
Loredana Fraleone gruppo scuola PRC Lazio
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Inaccettabile il silenzio del Sindaco: serve chiarezza su monitoraggi e cantieri
“I documenti ufficiali acquisiti dalla Lega tramite l’accesso agli atti confermano che le criticità strutturali della Torre dei Conti erano note da oltre vent’anni e che alcuni passaggi fondamentali non sono mai stati completati o adeguatamente tracciati”. Lo dichiara il capogruppo della Lega in Assemblea capitolina Fabrizio Santori. “Già nel 1999 la Sovrintendenza segnalava lesioni al secondo piano e sulle murature portanti, chiedendo una verifica urgente alla Commissione stabili pericolanti. Dagli atti, però, non emerge un successivo monitoraggio strutturale continuo, coerente con la fragilità del monumento, né un completamento chiaro dell’iter avviato allora. Colpisce”, prosegue Santori, “che, nonostante lo sgombero dell’edificio e le criticità certificate, per anni non risultino controlli strutturali sistematici, fino all’avvio della progettazione Pnrr, quando sulla Torre sono stati avviati cantieri invasivi, demolizioni interne e modifiche dei carichi in un contesto già compromesso. Gli atti più recenti mostrano inoltre una frammentazione di competenze tra più uffici e servizi, con il rischio concreto di vuoti di responsabilità proprio nella fase più delicata. Ora la domanda è politica prima ancora che tecnica: cosa si sta facendo per il controllo degli altri cantieri Pnrr e Giubileo su edifici storici con analoghe criticità? Il Sindaco Gualtieri continua a non riferire in Aula e a sottrarsi al confronto. Un atteggiamento inaccettabile: Roma ha il diritto di sapere se questa tragedia sia il risultato di omissioni e superficialità che non devono ripetersi”.
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“La sanità è chiamata ad affrontare una doppia sfida: tutelare la salute dei cittadini e ridurre il proprio impatto ambientale. Una transizione ecologica è necessaria e non più rinviabile, ma deve essere accompagnata da investimenti strutturali e da un pieno coinvolgimento dei lavoratori del settore”. Lo dichiara Gianluca Giuliano, Segretario nazionale di UGL Salute, commentando i dati sull’impatto ambientale degli ospedali e del sistema sanitario.
“Ospedali energivori, edifici obsoleti e una gestione dei rifiuti spesso emergenziale – prosegue Giuliano – sono il risultato di decenni di sotto finanziamento e di assenza di una vera programmazione. Non si può chiedere sostenibilità a strutture costruite oltre cinquant’anni fa senza fornire risorse adeguate”.
Secondo UGL Salute, la transizione verde della sanità deve partire da un piano nazionale che comprenda l’efficientamento energetico delle strutture, l’uso delle fonti rinnovabili, la digitalizzazione dei processi e una gestione più razionale dei materiali sanitari, senza però scaricare nuovi carichi di lavoro sul personale.
“Il rischio – avverte Giuliano – è che la sostenibilità venga utilizzata come pretesto per tagli o risparmi impropri. Al contrario, servono assunzioni, formazione specifica e tecnologie che aiutino gli operatori sanitari a lavorare meglio, in sicurezza e con minore impatto ambientale”.
UGL Salute chiede infine che la sanità venga inserita in modo esplicito nelle politiche di transizione ecologica e nei programmi di investimento nazionali ed europei: “Curare le persone non deve significare danneggiare l’ambiente, ma neppure sacrificare la qualità delle cure e la dignità del lavoro sanitario”.
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Una casa su tre sottratta a chi è in graduatoria per destinarla agli abusivi
“I numeri sulle assegnazioni delle case popolari a Roma sono inquietanti e certificano una deriva grave nelle politiche abitative della giunta Gualtieri. Dal 2022 al 2025 Roma Capitale ha assegnato complessivamente 1.234 alloggi, ma di questi ben 451 sono andati a occupanti, sfollati ed emergenze, mentre solo 807 a famiglie in graduatoria: oltre un terzo delle assegnazioni complessive dunque e, in alcuni anni, di una quota che di fatto mette sullo stesso piano chi occupa e chi rispetta le regole”. Così in una Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, in merito ai dati sull’emergenza casa resi pubblici da un noto quotidiano online. “Con oltre 16.300 famiglie in graduatoria, molte delle quali attendono da anni, è inaccettabile che quasi una casa su tre venga sottratta allo scorrimento ordinario per essere destinata a sanare occupazioni, sgomberi o pressioni emergenziali”, prosegue Santori. “L’amministrazione Pd invia un messaggio devastante: rispettare la legge non conviene, mentre occupare o trovarsi in situazioni illegali è una scorciatoia per ottenere un alloggio pubblico. I dati stessi spiegano con chiarezza perché cresce la rabbia dei cittadini onesti e perché operazioni come l’acquisizione degli alloggi Enasarco vengano vissute come un’imposizione ingiusta. Emerge infatti che l’obiettivo vero della sinistra non è risolvere l’emergenza casa, ma continuare ad alimentare un sistema che premia l’illegalità scaricando i costi sociali ed economici sui quartieri e sui proprietari”, conclude il leghista.
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