martedì 09 Marzo 2021,

Cronaca

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Moro: giallo sull’orario del ritrovamento del corpo, aperta inchiesta

scritto da Redazione
Moro: giallo sull’orario del ritrovamento del corpo, aperta inchiesta

Ancora un capitolo nella lunga vicenda giudiziaria legata alla morte di Aldo Moro. Ancora misteri e ancora indagini. Le dichiarazioni rilasciate all’Ansa nei giorni scorsi da un artificiere sono al centro di una nuova inchiesta avviata dalla procura di Roma. I pm capitolini hanno avviato, infatti, un procedimento, al momento senza indagati e ipotesi di reato, dopo le affermazioni dei due artificieri Vitantonio Raso e Giovanni Circhetta che intervennero quel nove maggio del 1978, quando il corpo dello statista, rapito 55 giorni prima dalle Brigate Rosse, fu trovato privo di vita in una Renault R4 Rossa in via Caetani. I due spostano alle 11 l’ora del ritrovamento dell’auto con il cadavere e la presenza dell’allora ministro degli Interni, Francesco Cossiga, in via Caetani. La telefonata con cui i brigatisti avvertirono dell’avvenuta esecuzione i familiari dello statista arrivò infatti, alle 12,13. In quel breve colloquio le Br avvisarono che l’auto con a bordo il cadavere di Moro era stata lasciata in una traversa di via Botteghe Oscure, a pochi metri dalla sede dell’allora Pci e della Democrazia cristiana.
I due ex antisabotatori potrebbero essere ascoltati dal pm Luca Palamara, titolare sia di questo fascicolo che quello aperto recentemente a seguito di un esposto presentato da Ferdinando Imposimato, ex giudice istruttore che per primo si occupò del caso e che oggi, a distanza di 35 anni, sostiene in un libro che la morte dello statista poteva essere evitata.   Secondo quanto affermano i due  ex artificeri, fu Raso il primo ad entrare nella macchina ed a trovare sotto la coperta il corpo di Moro. Poco dopo sarebbe arrivato anche l’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga, che finora si sapeva essere giunto in via Caetani solo poco prima delle 14. Raso sostiene oggi che quando scese dell’auto e comunicò che dentro c’era Moro senza vita, non vi fu alcuna reazione da parte Cossiga e da chi lo circondava. “Sembrava che sapessero già tutto“, ha detto Raso. Circhetta ha poi riferito un’altra novità: sul sedile anteriore della R4 c’era una lettera. Si tratta della seconda nuova inchiesta aperta sulla morte dello statista. Nelle settimane scorso l’ex giudice istruttore Ferdinando Imposimato, che si occupò del caso nella sua fase iniziale, ha presentato un’esposto in Procura riportando quanto inserito nel suo libro “I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia“. Nel volume sono riportare presunte rivelazioni di quattro appartenenti a forze dell’ordine e armate secondo cui il covo Br di via Montalcini fu monitorato per settimane.

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