Sabato scorso avevamo proposto all’attenzione dei lettori una riflessione su quelle che erano state le comunicazioni del sindaco Giannetti sul finire del Consiglio comunale del 5.12.2025.
In quell’occasione il capo dell’amministrazione aveva comunicato la perdita del finanziamento per la ristrutturazione del Mercato Marina di 3.200.000,00 euro, con le parole che seguono: “Abbiamo portato a termine tutte le opere del Prnn, esclusa quella del Mercato Marina per la quale, purtroppo, sono stati trovati dei resti archeologici durante le fasi di scavo e quindi adesso è in fase di approvazione una variante per procedere, anche se non più attraverso il Prnn, con un altro tipo di fondo alla realizzazione dell’opera”.
Ed proprio il ricorrere ad “altro tipo di fondo per la realizzazione dell’opera”, che ha sollecitato la nostra curiosità di cronisti.
Per comprendere meglio lo scenario della vicenda che il sindaco Giannetti, evidentemente per ragioni di tempo non ha spiegato nel dettaglio ai consiglieri riuniti in assise, che abbiamo cercato e trovato alcuni documenti che ci sono sono utili per comprendere forse meglio lo scenario.
Partiamo con una missiva della Prefettura di Latina, ricevuta dal Comune in data 28.4.2025, con all’oggetto “Rigenerazione urbana-decreto del Capo Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno di concerto con la Ragioneria dello Stato”.
In sintesi, la comunicazione era riservata agli enti che avevano in cantiere lavori finanziati con le risorse del Prnn, e che avevano fatto pervenire la comunicazione di rinuncia al contributo, e Terracina era evidentemente tra questi.
Rinunciando al contributo, il Comune veniva inserito in un percorso di “recupero” e quindi di rifinanziamento dei lavori per il Mercato Marina, con “altro tipo di fondi”.
Ma perché il Comune e quindi le strutture burocratiche dell’ente non sono riuscite a portare a termine i lavori?
A chiarire, almeno in parte la vicenda, ci viene incontro una nota del Rup del Comune di Terracina dell’ing. Alfredo Sperlonga, datata il “20 (o 6, dalla segnatura automatica non si comprende bene) del mese di maggio 2025, il quale scrivendo alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, e per conoscenza al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici, afferma che: ”… allo stato dei ritrovamenti presso il Mercato Marina, è stata esclusa la possibilità di poter realizzare il progetto come proposta alla ditta incarica della progettazione e fornite indicazioni per il proseguo delle attività di scavo, considerando le somme previste per le opere di scavo archeologico sono state esaurite, si chiede a codesta soprintendenza, anche al fine di orientare le scelte dell’amministrazione, specifiche/prescrizioni da adottare sul progetto in questione…”.
Insomma, par di capire che ci saremmo arenati dal proseguire un progetto di 3.200.000,00 euro per un’opera pubblica strategica per l’antico Borgo Pio e per l’intera comunità terracinese, perché sono comparsi sulla scena “imprevisti” reperti archeologici di epoca romana, e soprattutto perché i fondi per tali saggi erano terminati?
Se questa è la motivazione, c’è da alzare le mani e arrendersi al “nemico”.
e.
P.S. Se la ricostruzione ha delle carenze siamo disponibili ad ogni eventuale variazione o integrazione.
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