Caro governatore
La millantata pulizia di un semplice fosso, in una amena e laboriosa cittadina dell’entroterra frusinate,
rischia di trasformarsi nella Caporetto del suo mandato. Mi riferisco al fosso Meringo di Ripi. Maestoso
intervento di ripristino di una porzione di territorio comunale dalla compromessa stabilità idraulica.
Questo è quanto si apprende dalle esaltanti dichiarazioni rimarcate dai servizi televisivi e dal battage
celebrativo della carta stampata, nemmeno fosse stata l’inaugurazione del ponte di Messina. Un
intervento che cade, puta caso, giusto nel mezzo della campagna elettorale comunale di Ripi ed è stato
celebrato in pompa magna da qualche suo importante membro di giunta nonché da consiglieri regionali
di maggioranza. Ma è stato veramente un fatto epocale? E’ stato fatto un intervento integrale di portata
biblica? NO. E’ la solita comica manfrina, la solita sterile e stucchevole parata, la solita pantomima
imbara zzante che purtroppo genera sempre le solite domande sulla necessità di queste iniziative. Anzi, a
vedere un video diventato virale e realizzato magistralmente dall’encomiabile Luca D’Arpino, monta una
profonda indignazione secondata da sincero sconcerto e profonda rabbia. Può essere che, su un fronte
di qualche chilometro di intervento necessario, ci si è limitati ad un ripristino integrale solo per qualche
decina di metri, quelli della frana? Può essere che per centinaia e centinaia di metri si è provvedu to solo
al taglio di essenze arboree, solo su un lato dell’argine e i tronchi invece di smaltirli come dovuto, sono
stati lasciati in loco creando ulteriore disagio ai proprietari coinvolti nella funesta attività di bonifica? Ripi non appartiene ad alcun c onsorzio di bonifica, perchè si è proceduto con questo intervento estemporaneo?
Quando è stato programmato? Esiste una convezione, un protocollo operativo tra consorzio di bonifica e
comune di Ripi che autorizza questo intervento? Quale il costo dell’inter a operazione di bonifica? Quale
la ratio della presentazione dell’opera in pompa magna? Perchè chiamare le tv? Chi ha pagato i servizi
televisivi? La regione Lazio? Caro Governatore spero che a queste domande seguano le sue risposte atte
a dissolvere i tan ti dubbi che connotano la vicenda. Il momento storico per i consorzi di bonifica non è
dei migliori e le iniziative popolari per richiederne lo scioglimento o la revisione o la cancellazione dei
comuni da queste strutture, oggi obsolete e fortemente critic ate per modus operandi e gestione, si
susseguono raccogliendo, non a torto, consenso e adesioni. Oggi, con da una parte la crisi idrica e
dall’altra il settore agricolo che arranca per i gravosi costi di gestione sempre più alti e la concorrenza di
competi tors stranieri (non ultimi sudamericani visto il folle accordo Europa Mercosur), c’è poco da stare
sereni. Il territorio non deve essere ancora bistrattato o depredato, clichè ormai consolidati, serve
pianificazione e programmazione oggi inesistenti. Il ruolo dei consorzi va ridisegnato e se necessario
rideterminato territorialmente in materia di ambito ed intervento. Si ponga fine a questo imbarazzante e
miserrimo modus operandi
Lorenzo Fiorini
Psi
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