sabato 11 Aprile 2026,

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Campionato di Eccellenza Girone B. Lodigiani–Terracina calcio 1925: “mazziate e cornute”

scritto da Redazione
Campionato di Eccellenza Girone B. Lodigiani–Terracina calcio 1925: “mazziate e cornute”

“Mazziate e cornute”: a Terracina il proverbio non ha bisogno di traduzioni. Significa incassare la beffa oltre al danno, subire su tutti i fronti senza scampo. Ed è esattamente ciò che è capitato al Terracina 1925 nell’arco di pochi giorni: una sconfitta rimontata per 3-2 sul campo della Lodigiani, dopo essere stati avanti di due reti; una multa da mille euro; la squalifica del tecnico Pernarella; e, ciliegina amara sulla torta, la disputa della prossima gara casalinga a porte chiuse, in uno dei momenti più delicati della stagione.

Il campo: da 2-0 a 2-3, tra rimonte e dubbi arbitrali.

Domenica scorsa, sul terreno di gioco della Lodigiani, il Terracina aveva costruito quello che sembrava un vantaggio solido: due reti di scarto, gestione apparentemente tranquilla. Poi qualcosa si è rotto, e la partita è scivolata via nel finale con i romani che hanno ribaltato il risultato portandosi sul 3-2. Una rimonta che fa male, certo, ma che da sola non basterebbe a giustificare il clima di protesta sorto nel post-partita.

A far discutere, più ancora del risultato, è stata la direzione di gara. Guardando i filmati dell’incontro, emergono episodi che hanno alimentato più di un dubbio sulla competenza nell’applicazione del regolamento: decisioni tardive, gestione del campo apparsa incerta, lettura degli episodi più concitati tutt’altro che limpida. Una prestazione che, per usare un’espressione colorita ma efficace, ha fatto pensare a un “pugile suonato” più che a un arbitro in pieno controllo.

Le sanzioni: mille euro, squalifica e porte chiuse.

Se la sconfitta è stata il danno, il provvedimento del Giudice Sportivo ne ha rappresentato la beffa. Sulla base del referto arbitrale, la società di via Ceccaccio si è vista infliggere una sanzione pecuniaria di mille euro, una giornata di squalifica a carico dell’allenatore Pernarella, e la misura più penalizzante: la disputa della prossima partita casalinga a porte chiuse, con decorrenza immediata.

Quest’ultima decisione, nella fase cruciale di una stagione in cui la classifica resta precaria, pesa come un macigno. Giocare senza la spinta della curva Mare, in un momento così delicato, è una iattura difficile da sopportare.

Il referto arbitrale: cosa è stato contestato.

Secondo quanto riportato dall’arbitro nel proprio referto ufficiale, nel corso della gara si sarebbero verificati: espressioni offensive, minacciose e denigratorie per motivi di sesso nei confronti di un’assistente arbitrale; il lancio di una bottiglietta di vetro — che, stando agli atti, non avrebbe colpito nessuno — e quello di una bottiglietta di plastica indirizzata verso l’assistente, senza tuttavia raggiungerla.

Il presidente Franco, da noi interpellato il giorno successivo alla partita, ha offerto un quadro del contesto che, pur non attenuando la presunta gravità dei fatti contestati, ne suggerisce una lettura più articolata. I tifosi ospiti, ha riferito, erano stati sistemati nella stessa tribuna dei supporter locali, senza alcuna separazione fisica; il servizio d’ordine presente allo stadio era giudicato del tutto insufficiente per la gestione di un incontro di quella portata; e, soprattutto, il punto di ristoro interno al campo distribuiva liberamente bottiglie in vetro e in plastica agli avventori.

Circostanze che — è bene ribadirlo con chiarezza — non costituiscono alcuna giustificazione per i comportamenti posti nel referto, né possono essere utilizzate come scusante. Ma che pongono interrogativi legittimi sull’adeguatezza delle misure organizzative adottate dalla società ospitante e, più in generale, sulle responsabilità condivise nella gestione dell’ordine pubblico durante la partita.

Il ricorso: la società si affida alla giustizia sportiva.

Con un comunicato diffuso in serata, la società ha annunciato di aver presentato ricorso avverso i provvedimenti del Giudice Sportivo. Questa si dice fiduciosa nel corretto operato della giustizia sportiva e chiede che vengano valutati attentamente tutti gli elementi relativi all’accaduto.

Nelle more della decisione, la prossima sfida interna — domenica contro il Casal Barriera — si disputerà, salvo ribaltoni dell’ultim’ora, a porte chiuse. Un paradosso che non sfugge agli addetti ai lavori: privare una squadra già in difficoltà di classifica del proprio pubblico proprio nel momento in cui ne avrebbe più bisogno.

E viene quasi da chiedersi, con quel filo di ironia amara che solo il calcio minore sa regalare: e se proprio le porte chiuse restituissero alla squadra quella compattezza e quella determinazione che, nelle settimane più difficili, fanno la differenza? (e)

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