sabato 08 Agosto 2026,

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L’incendio alla Re.Mat di San Giorgio. L’opinione di … Fiorini

scritto da Redazione
L’incendio alla Re.Mat di San Giorgio. L’opinione di … Fiorini

L’incendio alla Re.Mat di San Giorgio a Liri è un segnale d’allarme preoccupante. Lo stato dei fatti è
drammatico: i risultati delle analisi confermano i sospetti, diossine e pcb fortemente oltre le soglie di
tolleranza, non meno i furani. Il fallout, difficilmente individuabile e circoscrivibile, impatterà, negli
anni, pesantemente sulla salute della popolazione non solo della Valle dei Santi. E’ un film già visto,
penso alla Mecoris di Frosinone, alla Campania Energia di Teano, all’azienda di Torre Lupara di
Pastorano, la lista è lunga. Tonnellate e tonnellate di rifiuti stoccati, alla bene e meglio, andati in fumo
in un secondo, e quasi sempre nei mesi di luglio e agosto e per di più di sabato e domenica. Solo
casualità? Non è il primo incendio che si verifica alla Re.Mat azienda giovane che veniva presentata,
da tanti, come il fiore all’occhiello, pura hi tech, del recupero e smaltimento rifiuti. La Re.mat era
stata incensata, da tanta propaganda, come una azienda di ultima generazione, new company, capace
di finalizzare la transizione ecologica. Però i fatti dicono tutt’altro. La recidività è un fatto molto
grave e per questo non è tollerabile sentir parlare di evento occasionale o fortuito. Le indagini
stabiliranno se dolo o negligenza, tertium non datur. Sia la magistratura a certificare l’accaduto e a far
luce sul reale ruolo della Re.mat nell’intricato meccanismo dello smaltimento dei rifiuti in Ciociaria,
parimenti sia la politica a fare un sentito mea culpa e mettere fine al velleitario gioco di poltrone e di
scatole cinesi che ne macchiano l’onorabilità e la credibilità. Questo territorio è devastato: incendi,
discariche abusive, sversamenti, SIN potenzialmente perenni e cosa fa la politica di cartone? Si
inventa la riperimetrazione o altre folli sconcezze che dimostrano l’assoluta noncuranza dei disastri
che ha contribuito a causare. Oggi, dietro a tanti incendi c’è l’ombra delle ecomafie con la
compiacenza di qualcuno. Se le infiltrazioni iniziano a dilatarsi con più frequenza anche dalle nostre
parti significa che la guardia è stata tenuta bassa e che purtroppo c’è sempre un qualcuno che ha
accettato questi compromessi. Il basso Lazio si appresta a diventare la nuova terra dei fuochi, bisogna
intervenire subito. E’ necessario che chi si macchia di questi reati venga subito individuato con
indagini serratissime e assicurato alle patrie galere senza se e senza ma. Questi reati devono essere
sanzionati con pene più dure e aspre: nessuno sconto. Subito una proposta di legge per sanzionare
con pene detentive, anche a vita, chi li compie con, inoltre, l’alienazione patrimoniale per rifondere i
danni compiuti e la cancellazione dello status di cittadino italiano. Chi avvelena un territorio avvelena
il futuro delle nuove generazioni e non può essere considerato cittadino italiano. Alle nuove
generazioni non riusciamo a dare alcun insegnamento tangibile di rispetto per l’ambiente e di tutela
dei valori civili che hanno contraddistinto l’evoluzione sociale della nostra nazione. Oggi purtroppo
si percepisce una stagnante e malcelata indifferenza se non una tollerante rassegnazione, clichè che
vanno cancellati. Non basta indignarsi, serve agire e bisogna farlo ora. La lotta al
crimine ambientale, mi auguro non sia il caso della Re.Mat, è un impegno inderogabile e sarà
sicuramente terreno di scontro politico. Lo sviluppo del Basso Lazio passa anche attraverso una nuova
gestione dei rifiuti che tuteli l’ambiente. Questa è una emergenza prioritaria che va affrontata subito
e lo si faccia senza i doppi fini molto cari a questa politica dei compromessi che ha reso questo
territorio una zona di confine con molte zone d’ombra.

 

Lorenzo Fiorini PSI

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