domenica 14 Luglio 2024,

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“Legge di Stabilità della Regione Lazio: una ciofeca!”

scritto da Redazione
“Legge di Stabilità della Regione Lazio: una ciofeca!”

REGIONE, SBARDELLA: LEGGE STABILITÀ CON MOLTE OMBRE E POCHE LUCI
Molte ombre e poche luci. Questa in sintesi è la legge di stabilità per il 2016 presentata dalla giunta e che si presenta come un documento a metà tra la propaganda e la realtà secondo lo stile a cui ci ha abituato il presidente Zingaretti“. Lo ha dichiarato, in una nota, il consigliere Pietro Sbardella durante la discussione sulla Legge di stabilità per il 2016 della Regione Lazio.
Nessuno nasconde le difficoltà della finanza pubblica e le complessità per far quadrare i conti dovute alla crisi economica, ma non mi sembra che l’impostazione che Zingaretti ha voluto dare alla legge di stabilità preveda risorse e strumenti per far uscire il Lazio dalla crisi e, soprattutto, per proiettare la nostra regione verso un futuro più roseo.
Ad esempio, servirebbe un intervento più coraggioso per cercare di far diminuire la pressione fiscale e ridare ossigeno a famiglie e imprese. Questo coraggio, al di là della propaganda, non c’è e Zingaretti assomiglia sempre di più a Renzi che usa toni trionfalistici per descrivere la situazione del Paese, quando la realtà, cosi come percepita dai cittadini, è ben diversa. Purtroppo nella legge di stabilità regionale, al di là delle buone intenzioni, non c’è ancora traccia di quella inversione di tendenza tanto auspicata da Zingaretti, ma se il presidente cominciasse a contrastare non solo a timide parole la deriva centralistica del governo nazionale – ha concluso Sbardella – magari i cittadini del Lazio gli riconoscerebbero almeno lo sforzo“.


REGIONE, STORACE: BILANCIO 2015 UMILIA ROMA, MORTIFICA MALATI, VESSA CONTRIBUENTI
La manovra di bilancio della regione Lazio, in queste ore in aula alla Pisana, mortifica i malati, vessa i contribuenti, nega lo sviluppo, mortifica il personale regionale, umilia Roma. A Zingaretti non è bastata la legnata ricevuta dalla Corte dei Conti che ha scovato ben undici miliardi di disavanzo nella manovra della regione per il solo 2014. Fanno più debiti di prima, ma non c’è una sola struttura sanitaria che viene aperta. Anzi, si nega pure ai malati il diritto di ricevere assistenza fuori regione, se non c’è l’autorizzazione della Asl di appartenenza. E si rischia che la Asl dovrà autorizzare anche le prestazioni interne al territorio ma presso privati accreditati. Tutto questo mentre non si caccia un solo direttore di ospedale di quelli che hanno provocato disavanzi annui fino a 700 milioni di euro. Le Asl vengono ridotte da 17 a 15, con una microscopica riduzione dei costi. Noi proponiamo di ridurle da cinque a una nella città di Roma, da tre a una nel territorio della provincia metropolitana. Zingaretti non ne vuole sapere. Le tasse regionali restano al livello più alto d’Italia ma non c’è un chilometro di strada aperta. Non si trovano quattrini per il personale regionale ma si caricano i dipendenti delle province, si danno funzioni ad enti che andavano sciolti, e non si fa un solo passo in avanti per conferire nuove competenze alla Capitale d’Italia. Con la sinistra al governo del Lazio il dibattito sui poteri di Roma fa enormi passi indietro. E colpisce, infine, che in una regione “di sinistra” le risorse regionali destinate alle politiche per il lavoro ammontino ad appena nove milioni di euro. E’ la prova che la regione non fa nulla per il contrasto della disoccupazione“. Lo dichiara, in una nota, Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra.


REGIONE. CANGEMI: ZINGARETTI BUGIARDO, MORTIFICATE SICUREZZA E USURA
Tagli ai fondi per la sicurezza e risorse insufficienti per il contrasto all’usura, la manovra finanziaria 2016 targata Zingaretti ancora una volta è insufficiente e non dà le risposte che i territori si aspettano“. E’ quanto dichiara Giuseppe Cangemi, consigliere Ncd della Regione Lazio.
Mi auguro che non siano stati ridotti anche i finanziamenti per le attività del Garante dei detenuti – aggiunge- perché è già grave che da mesi questa figura sia ancora vacante per l’incapacità della Giunta e della maggioranza, decurtare i fondi sarebbe un ulteriore schiaffo alla popolazione carceraria abbandonata da questo governo regionale. E’ davvero paradossale che nel grande poltronificio costruito da Zingaretti resti vuota la poltrona del Garante dei detenuti, d’altronde per quel ruolo serve una persona competente, non basta piazzare l’amico o il trombato di turno. Altra vergogna di questo bilancio è la scarsa attenzione al contrasto all’usura: è stata approvata una legge importante che affronta seriamente il problema del sovraindebitamento delle famiglie e la Giunta stanzia appena 2 milioni e mezzo di euro, cifra assolutamente esigua dato che in questi anni associazioni e fondazioni, impegnate a sostegno di famiglie e imprese, non hanno visto un euro dalla Giunta Zingaretti. Per non parlare del Patto per Roma sicura rifinanziato con 1 milione di euro che non si sa come, e se, sia stato utilizzato. Che fine hanno fatto le risorse impegnate con i bilanci precenti? Dire che tutto va bene, come fa questa maggioranza è mortificante e, soprattutto, è una clamorosa balla“.

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