martedì 11 Maggio 2021,

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Latina. La coordinatrice della Consulta Piccoli Comuni dell’Acilazio scrive al ministro Brunetta

scritto da Redazione
Latina. La coordinatrice della Consulta Piccoli Comuni dell’Acilazio scrive al ministro Brunetta

Il nostro Presidente ANCI, Antonio Decaro, ha inviato una lettera al Ministro della PA Renato Brunetta, denunciando le gravi carenze di organico che da anni affliggono i Comuni, ed in particolare i più piccoli, costantemente a rischio di paralisi delle attività amministrative.

Negli ultimi 12 anni, ha sottolineato Decaro, il personale comunale è diminuito di un quarto ed il motivo, come più volte analizzato dalla Consulta Piccoli Comuni di Ancilazio, è da ricercarsi in origine con la crisi finanziaria del 2008/2014 che ha visto lo Stato varare provvedimenti draconiani proprio verso i Comuni.

I tagli lineari ai già esigui bilanci, accompagnati dal blocco del turn over dei dipendenti, se potevano essere giustificati ai tempi della crisi oggi sono un vero controsenso.

Infatti su cosa poggerà lo sforzo straordinario di spesa che ci si attende con l’arrivo degli euromiliardi, se I Comuni, terminale di gran parte di quegli investimenti, saranno incapaci a provvedervi per mancanza di personale e di Segretari Comunali?

Ci vuole quindi da una parte un reclutamento straordinario, come straordinario è il PNRR (Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza), dall’altra una semplificazione delle norme assunzionali, come promesso tante volte ad ogni riforma della Pubblica Amministrazione.

Vorrei sottolineare poi un altro grave problema, quello dell’invecchiamento del personale superiore ai 50 anni che si stima oltre il 67%, ponendoci agli ultimi posti in Europa vanificando quella rivoluzione informatica che si prospetta nel piano.

Ci vogliono giovani, preparati e motivati, che non vedano il posto fisso pubblico come una sorta di parcheggio finalmente raggiunto, ma un punto strategico per una carriera importante al servizio della nazione.

Oggi il personale dei Comuni è composto di circa 360.000 unità a fronte dei 480.000 del 2007, e ciò ha avuto gravi effetti negativi nei 5300 Comuni sino a 5000 abitanti, dove si deve ricorrere a figure plurime (il vigile è anche autista dello scuolabus ad esempio) e scarsamente qualificate.

Un’ inversione di tendenza oltre che doverosa avrà un carattere epocale.

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