domenica 15 dicembre 2019,
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Latina. “Abbiamo colpito una parte dell’imprenditoria malata”, firmato il questore Rosaria Amato

scritto da Redazione
Latina. “Abbiamo colpito una parte dell’imprenditoria malata”, firmato il questore Rosaria Amato

” Abbiamo colpito una parte dell’imprenditoria malata della provincia di Latina”, ha detto il questore di Latina, Rosaria Amato, durante la conferenza stampa sul sequestro patrimoniale ad Antonio Piattella. “Va detto – ha continuato – che non tutta l’imprenditoria del territorio è malata. L’operazione di oggi va anche a sostegno proprio di chi lavora onestamente, che deve trovare nella polizia uno sprone per continuare a comportarsi in maniera corretta”.

Giuseppe Linares, dirigente del Servizio centrale anticrimine della polizia di Stato, ha invece spiegato come il sequestro preventivo non riguardi il processo penale in corso a carico dell’imprenditore di Aprilia, per la discarica illecita di rifiuti, ma deriva comunque da quelle indagini ed è relativo “alla pericolosità emersa durante il procedimento”. Il provvedimento è volto proprio a “neutralizzarla”.

Attraverso il presunto traffico illecito di rifiuti Piattella sarebbe riuscito – secondo gli investigatori – a risparmiare somme di denaro che sarebbero state accantonate e poi riutilizzate nelle sue attività. “La legge antimafia – ha spiegato ancora Linares – consente a Procura e questore, congiuntamente, di individuare queste somme e bloccarle.

Sono stati così apposti i sigilli a 7 terreni, 9 fabbricati, a diversi conti correnti intestati a Piattella, alla moglie e ai figli, per un valore complessivamente stimato in circa 1,5 milioni di euro. Sequestrata anche l’abitazione di famiglia.

Il 25 novembre prossimo si terrà l’udienza davanti al tribunale di Roma che potrebbe decidere per la trasformazione del sequestro in confisca.

L’imprenditore apriliano era stato arrestato dalla polizia nell’ambito dell’operazione “Dark side”, e nei suoi confronti era scattato un provvedimento di sequestro preventivo che aveva interessato i beni e le aziende nella sua disponibilità. L’uomo è ritenuto al vertice di un sodalizio criminale dedito all’illecito smaltimento di rifiuti che venivano interrati in una ex cava alle porte di Aprilia, in località Tufetto, senza alcuna autorizzazione.

I servizi di monitoraggio avrebbero accertato, nell’arco di 5 mesi, circa 200 sversamenti abusivi, aventi ad oggetto anche rifiuti di natura tossica, che avrebbero procurato sia agli smaltitori che ai conferitori di ottenere elevatissimi profitti, che successivamente sarebbero stati reimpiegati nel circuito economico legale.La somma ,derivante dalla illecita attività del traffico di rifiuti, è stata stimata in circa 180mila euro.

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