giovedì 11 Giugno 2026,

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L’ASCENSORE per il Centro Storico Alto di Terracina. Dopo anni di attesa, il sindaco Giannetti annuncia: “Entro l’estate 2026 sarà in funzione”. La città trattiene il fiato — e i polmoni.

scritto da Redazione
L’ASCENSORE per il Centro Storico Alto di Terracina.  Dopo anni di attesa, il sindaco Giannetti annuncia: “Entro l’estate 2026 sarà in funzione”. La città trattiene il fiato — e i polmoni.

C’è un ascensore a Terracina. Esiste, è stato costruito, è lì. Eppure per anni i terracinesi lo hanno contemplato come si contempla un’opera d’arte astratta: presente nella forma, assente nella funzione. Un monumento involontario all’italica arte del “quasi fatto”.

La vicenda ha radici lontane. Il progetto di collegamento verticale tra il centro moderno e il Centro Storico Alto — quella parte suggestiva e arroccata della città che sale verso la maestosa scalinata di Piazza Santa Domitilla nasce dalla necessità concreta di rendere accessibile un patrimonio storico altrimenti ostile alle gambe degli anziani, ai passeggini delle giovani famiglie e alle scarpe inadatte dei turisti. Un’idea giusta, condivisibile, necessaria.

Poi arriva la realtà dei lavori pubblici in salsa locale. L’ascensore viene realizzato — e qui bisogna dargli atto: è stato costruito — ma non entra mai in funzione. Gli anni passano. I cittadini salgono a piedi, come i loro avi. I turisti sudano. Qualcuno scatta fotografie alla struttura silenziosa, chissà se per documentare l’attesa o per ironia inconsapevole.

Il colpo di scena televisivo.

La svolta arriva, come spesso accade nell’era della comunicazione spettacolare, davanti alle telecamere. Durante un “faccia a faccia” su Lazio Tv tra il sindaco Francesco Giannetti e il direttore dell’emittente, il primo cittadino annuncia quello che molti avevano smesso di aspettarsi: le chiavi dell’ascensore sono state finalmente consegnate alla ditta incaricata di metterlo in funzione.

Un annuncio sobrio nei modi, ma rivoluzionario nella sostanza. Perché a Terracina, la consegna delle chiavi di quell’ascensore ha il peso simbolico di una cerimonia d’inaugurazione. Quasi quasi si sarebbe potuto sparare un colpo di cannone.

Il sindaco Giannetti si è spinto oltre, indicando anche una data: entro l’estate 2026, la struttura sarà operativa e permetterà finalmente a residenti e visitatori di raggiungere comodamente la scalinata che conduce a Piazza Santa Domitilla.

La destinazione: meravigliosa. Poi, arrangiarsi.

E qui, con la grazia ironica che solo la realtà sa offrire, si apre il capitolo successivo. Perché l’ascensore porta alla scalinata. Non oltre. Da lì in su — fino teatro romano, al foro di Aulo Emilio ai tanti monumenti e palazzi storici ognuno si arrangi come può.

È un dettaglio che la dice lunga sulla filosofia politica che talvolta governa le opere pubbliche italiane: si risolve il primo tratto del problema, e il resto diventa affar vostro. L’accessibilità, evidentemente, ha un limite geometrico ben preciso: la sommità dell’ascensore.

Non è una critica gratuita. È la fotografia fedele di un approccio che, pur lodevole nell’intenzione, lascia a metà il percorso verso un’accessibilità vera e compiuta del centro storico. Chi ha difficoltà motorie, chi spinge una carrozzina, chi porta con sé l’età dei propri anni — arriverà alla scalinata, certo. E lì si troverà davanti alla stessa domanda di sempre.

Una storia, molte domande.

La storia dell’ascensore di Terracina è, in fondo, una storia italiana. Una storia di buone intenzioni, finanziamenti pubblici, appalti, attese e annunci. Di opere che esistono ma non funzionano, di chiavi che girano di mano in mano prima di trovare la serratura giusta. Di città che meritano meglio e cittadini che aspettano con pazienza — quella pazienza tipicamente mediterranea che, a forza di essere esercitata, diventa rassegnazione mascherata da saggezza.

Se l’ascensore aprirà davvero entro l’estate 2026, come promesso dal sindaco Giannetti in diretta televisiva, sarà una piccola vittoria. Non solo per la mobilità urbana, ma per la credibilità di chi amministra e per la fiducia di chi abita. Terracina, con il suo centro storico arroccato sul colle, con i suoi duemila anni di storia visibili a ogni angolo, merita che le sue promesse abbiano i piedi per terra — e un ascensore che funzioni.

Il resto, come da copione, lo lasciamo all’estro individuale. (everardo)

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