giovedì 18 Giugno 2026,

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Lancio della petizione volta a bloccare eventuali iniziative della Regione Lazio verso l’autonomia differenziata

scritto da Redazione
Lancio della petizione volta a bloccare eventuali iniziative della Regione Lazio verso l’autonomia differenziata

4+1=6. I Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti partecipano alla campagna per 5 SI’ ai referendum dell’8-9 giugno (4 sul lavoro, 1 sulla cittadinanza) aggiungendo – dopo la bocciatura da parte della Consulta del quesito referendario contro la legge Calderoli – la raccolta di firme su una petizione che chiede al Consiglio della Regione di non iniziare alcuna trattativa con il Governo per accedere a forme di autonomia differenziata.

Il comitato del Lazio inaugurerà la campagna il 25 aprile, a parco Schuster a Roma, durante la celebrazione del 25 aprile.

Nel corso della legislatura 2018-23 si registrarono iniziative del Consiglio e della Giunta della Regione Lazio – ai sensi dell’art.116 c. 3 Cost. – volte ad ottenere “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”; tali iniziative non ebbero conseguenze, decadendo poi con il cambio di governo regionale.

Nonostante la sentenza 192/24 della Corte Costituzionale, che di fatto richiede di riscrivere interamente la legge Calderoli per rispettare i principi sanciti dagli articoli 2,3, 5 della Costituzione, il governo persegue ancora la strada dell’autonomia differenziata, questa volta con un disegno di legge delega sulla determinazione dei LEP, considerato atto necessario all’avvio della stipula di intese tra le singole regioni e il Governo. La legge delega sui LEP del ministro Calderoli non è assolutamente rispettosa della sentenza 192 della Corte costituzionale, che richiede di attribuire al Parlamento, all’organo della rappresentanza politica, incisivi poteri decisionali sull’iter e sulle eventuali Intese. Calderoli prosegue invece sulla strada dell’accentramento dei poteri nel governo per imporre i suoi disegni di sovversione delle istituzioni della Repubblica.

I Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e il Tavolo NOAD lanciano pertanto una campagna – accolta già in tante regioni – di raccolta firme su petizioni volte a bloccare eventuali iniziative regionali nella realizzazione del disegno eversivo dell’autonomia differenziata. Lo fanno forti del grande risultato conseguito in Emilia Romagna, dove il 19 febbraio scorso il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione, proposta dalle forze di maggioranza, con la quale impegna la Giunta a “manifestare formalmente il venir meno del consenso della Regione E-R alla prosecuzione di qualunque procedimento attuativo dell’art.116 c. 3 Cost.” e “a comunicare formalmente al Governo la volontà di revocare il proprio consenso all’accordo preliminare in merito all’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e le regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia del 28 febbraio 2018”. Tale risultato è stato raggiunto anche grazie alle 3000 firme di una petizione popolare del 2021 e alle 6000 per una legge regionale di iniziativa popolare del 2023, che chiedeva alla Regione di recedere dalle preintese firmate dal presidente Bonaccini con il governo Gentiloni nel 2018. Con quelle preintese si l’Emilia Romagna rivendicava potestà legislativa esclusiva su ben 16 delle 23 materie disponibili; iniziative promosse entrambe dal Comitato emiliano-romagnolo Per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata e accolta dall’attuale presidente De Pascale.

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