Sanità: la riforma del Presidente della Regione non cura il problema, lo sposta sulle spalle dei cittadini.
Ci viene raccontata come una riorganizzazione, ma nella vita reale produce un solo effetto:
più attese, più burocrazia, meno diritti esigibili.
Il “circolo virtuoso” promesso si trasforma in un circolo vizioso:
medico di famiglia →
ricetta → prenotazione → tempi che scadono →
ricetta annullata → si ricomincia da capo.
Nel frattempo la visita non arriva, ma il problema sì. E peggiora.
La riforma non affronta il nodo vero:
• carenza di personale
• liste d’attesa fuori controllo
• mancanza di strutture territoriali funzionanti
Così la sanità pubblica smette di essere un diritto universale e diventa una prova di resistenza:
chi può paga, chi non può aspetta.
Oppure rinuncia.
Questa non è efficienza.
È scaricare il peso dell’inefficienza sui cittadini, mascherandolo da modernizzazione.
Pierpaolo Chiumera
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