venerdì 10 aprile 2020,
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La pubblicistica della sanità nel Lazio e in Italia, oggi

scritto da Redazione
La pubblicistica della sanità nel Lazio e in Italia, oggi

SANITÀ. LENA: PRONTA PROPOSTA DI LEGGE SU CLOWNTERAPIA
Domani, giovedì 5 novembre, dalle 9.30 alle 13.30, il presidente della commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, Rodolfo Lena (Pd), parteciperà al convegno ‘Il valore del clownterapeuta in ospedale‘, ospitato nell’aula Anfiteatro Giubileo del policlinico Tor Vergata di Roma.
Nel corso dell’evento, spiega una nota, sarà presentata la proposta di legge regionale a sua firma: ‘Disposizioni in materia di clownterapia‘, che intende promuovere la conoscenza, la validità e l’utilizzo della clownterapia quale strumento di supporto ed integrazione delle cure clinico terapeutiche. A tal fine si vuole, con questa legge, riconoscere il ruolo importante svolto da coloro che singolarmente o come associazione operano in questo ambito, individuando il percorso formativo che questi soggetti dovranno seguire. Inoltre, si prevede da parte della Regione Lazio l’impegno a riconoscere e divulgare la clownterapia presso le proprie strutture sanitarie.


SANITÀ. RENZI: NESSUN TAGLIO, MATEMATICA NON È UN’OPINIONE
Quando mi si dice che ci sono tagli allora mi sembra ingiusto e mi arrabbio perché non è vero, non ci sono tagli ma ogni anno c’è un miliardo in più. Per piacere, cerchiamo tutti di gestirli nel modo migliore possibile. Questo sarà il messaggio che noi daremo anche oggi alle Regioni quando le incontreremo alle 18“. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a margine della cerimonia all’Altare della Patria.
Non voglio fare polemiche, non voglio demagogia: questo e’ un momento in cui l’Italia sta ripartendo, le tasse vanno giù, il debito va giù ed è importante per i nostri figli e i nostri nipoti, però non diciamo bugie – ha consigliato Renzi- Chi dice che ci sono i tagli alla sanità deve fare i conti con i numeri, e la matematica non è un’opinione“.


RENZI: 1 MLD IN PIÙ ALL’ANNO, REGIONI LI SPENDANO BENE
La questione della sanità è una questione molto semplice: lo scorso anno i soldi per la sanità erano 109 miliardi, quest’anno sono diventati 110 e il prossimo anno diventeranno 111 miliardi. Poi è normale che le Regionides iderino di più, è normale, giusto e logico che tutti quelli che ragionano di sanità vorrebbero sempre più soldi, è comprensibile. Ma in un bilancio dello Stato noi abbiamo messo un miliardo in più all’anno, che ci sembra una bella cifra, e naturalmente mentre diciamo questo diciamo anche alle Regioni: spendeteli bene, non buttateli via, perché ne va di mezzo la salute dei nostri concittadini“. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a margine della cerimonia all’Altare della Patria.


SANITÀ. PADOAN: REGIONI INEFFICIENTI COPINO QUELLE VIRTUOSE
C’è una esigenza generale di migliorare l’efficienza del sistema sanitario nazionale, si osserva che in alcuni casi regionali l’efficienza è più elevata che in altri” quindi “mi sembra una questione di buonsenso immaginare che ci possa essere una convergenza verso buone pratiche” da parte di regioni non virtuose. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, davanti alle commissioni Bilancio riunite a Palazzo Madama, nel corso di una audizione sulla legge di stabilità, rispondendo alle domande dei parlamentari. “Sono pratiche adottate in alcune regioni e quindi adottabili in altre“, sottolinea.


Sanità Lazio, Sbardella (Misto): Zingaretti faccia rispettare la legge
“Inerzia amministrativa rischia di impedire a tanti operatori sanitari di esercitare attività” “Mentre Nicola Zingaretti riceve le lodi del premier Renzi per il ‘lavoro straordinario’ (chissà quale!!!) che sta facendo nella regione Lazio, scalando la classifica nella competizione tra i governatori che vanno a braccetto con il governo, ci sono diverse decine di strutture sanitarie e socio-sanitarie private sul territorio regionale che rischiano la chiusura.” Lo dichiara il consigliere regionale Pietro Sbardella che sulla questione ha presentato in consiglio regionale, insieme al collega Giancarlo Righini, un’interrogazione a risposta immediata.
Come previsto da una recente delibera legislativa concernente ‘disposizioni urgenti in materia sanitaria‘, è stabilita l’emanazione da parte degli uffici competenti della Regione di un provvedimento amministrativo atto a definire sia le modalità di presentazione della domanda di conferma dell’autorizzazione alla Regione Lazio, sia la riattivazione della piattaforma applicativa informatica da utilizzare per la presentazione della domanda stessa. Il fatto grave è che a tutt’oggi questo provvedimento amministrativo non risulta essere stato emanato, e che quindi non è possibile accedere alla piattaforma applicativa informatica. L’inspiegabile e sconcertante inerzia amministrativa sta vanificando il dettato legislativo, lasciando la Regione Lazio alla mercè dei prevedibili, numerosi e costosi contenziosi. La legge va rispettata – conclude Sbardella – Gli uffici preposti non devono interpretarla ma si devono attenere al dettato legislativo.

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