Sui cordami abbandonati del porto, dove il sale incide memorie di mare, nascono fiori selvatici — piccoli miracoli ostinati che cercano luce tra le maglie delle reti dimenticate.
Nessuno li ha seminati, eppure spuntano coraggiosi dalle corde impregnate d’alghe, trasformando l’odore di pesce in profumo dolce di rinascita.
I pescatori passano distratti, intenti ai loro nodi e alle loro prede, ma i fiori crescono lo stesso — testardi come il vento di levante, delicati come schiuma di risacca.
Qui a Terracina, dove il porto respira di fatica e di speranza, anche ciò che sembra morto può tornare a fiorire.
e.
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