Con la Determina Dirigenziale n. 1476 del 14 luglio 2026, il Comune di Terracina ha formalizzato la liquidazione dei gettoni di presenza spettanti ai consiglieri comunali per la loro partecipazione alle sedute d’Aula nel primo semestre 2026. Un atto tecnico, burocratico nella forma, ma che offre uno spunto utile per fare due conti su un tema che periodicamente torna al centro del dibattito pubblico: quanto costano, in concreto, i nostri rappresentanti eletti?
Il provvedimento, a firma del Segretario Generale, impegna e liquida una spesa complessiva di 7.145,12 euro per il periodo 1 gennaio – 30 giugno 2026. Di questi:
6.585,36 euro sono destinati direttamente ai consiglieri comunali, sotto forma di gettoni di presenza per la partecipazione alle sedute consiliari;
559,76 euro sono versati a titolo di IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive.
L’importo unitario di ogni gettone è fissato in 35,79 euro, cifra comprensiva della maggiorazione del 10% prevista dall’articolo 2 del Decreto Ministeriale n. 119/2000 per gli enti che rispettano determinati requisiti, e ricalcolata sulla base della Deliberazione di Consiglio Comunale n. 22 del 30 maggio 2022.
Le sedute conteggiate nel semestre sono state dieci: il 16 e il 27 febbraio, il 19 e il 31 marzo, il 12 maggio, l’8, il 23, il 29 e il 30 giugno.
Facendo un rapido calcolo, la spesa per i gettoni si traduce in una media di poco superiore ai 1.100 euro al mese per l’intero collegio dei consiglieri comunali, a copertura di dieci sedute in sei mesi. Un importo che, spalmato sul numero dei componenti dell’assise cittadina, restituisce un costo pro capite tutt’altro che eccessivo se confrontato con la percezione diffusa – spesso alimentata da luoghi comuni più che da dati verificati – secondo cui la politica locale rappresenterebbe un costo insostenibile per le casse comunali.
Il meccanismo del gettone di presenza, del resto, non è un’invenzione locale: è disciplinato dall’articolo 82 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) e dal relativo decreto ministeriale attuativo, che ne fissano criteri e tetti massimi validi su tutto il territorio nazionale. Terracina, in questo senso, si muove entro una cornice normativa uniforme, senza margini di discrezionalità che possano far lievitare la spesa oltre i parametri di legge.
Se il capitolo “costi” restituisce dunque un quadro di sobrietà, la domanda che merita di essere posta riguarda l’altro lato della medaglia: qual è il lavoro concreto svolto dai consiglieri in cambio di quella partecipazione?
Qui la determina dirigenziale, per sua stessa natura, non può dare risposte: è un atto contabile, non un bilancio di attività. Per valutare la produttività del Consiglio servirebbe guardare al merito delle deliberazioni approvate nello stesso periodo – dal Documento Unico di Programmazione al bilancio di previsione, fino al rendiconto di gestione 2025 – e soprattutto alla loro ricaduta reale sulla città: opere pubbliche avviate, servizi migliorati, criticità risolte.
È un esercizio che richiede un’analisi separata e più approfondita, che vada oltre i numeri di una determina di liquidazione. Solo incrociando il dato di spesa con quello dei risultati amministrativi si potrebbe eventualmente sostenere che il rapporto costo-beneficio dell’attività consiliare è favorevole ai cittadini.
Resta, infine, la domanda più difficile da tradurre in cifre: quella della percezione pubblica. I terracinesi seguono i lavori del Consiglio Comunale? Conoscono l’ordine del giorno delle sedute, gli emendamenti discussi, gli esiti delle votazioni? La sensazione, diffusa in molte realtà di provincia e non solo a Terracina, è che l’attività istituzionale resti spesso distante dalla vita quotidiana delle persone, percepita più attraverso il filtro (talvolta distorto) delle polemiche social che attraverso una conoscenza diretta degli atti.
Prima di certificare che “i nostri rappresentanti stanno facendo un buon lavoro”, varrebbe la pena chiedere direttamente alla cittadinanza cosa ne pensa – magari attraverso strumenti di partecipazione, sondaggi o semplicemente un maggiore sforzo di comunicazione istituzionale da parte del Comune. Solo così il giudizio sul rapporto tra costi contenuti e risultati potrebbe diventare un giudizio realmente condiviso, e non solo un’equazione contabile. (everardo longarini)
Fonte: Determina Dirigenziale n. 1476 del 14/07/2026, Comune di Terracina – Oggetto: “Partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale. Corresponsione gettoni di presenza periodo 01/01/2026-30/06/2026. Impegno e liquidazione di spesa”.
I commenti non sono chiusi.