domenica 14 Luglio 2024,

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Gazzettino del Lazio delle ore 17

scritto da Redazione
Gazzettino del Lazio delle ore 17

Fabrizio Panecaldo, ex capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia.
In merito alle dichiarazioni di Ignazio Marino durante la presentazione del suo libro.Finita la conferenza stampa –ha affermato Panecaldo- mi è venuta voglia di scrivere alcuni capitoli a cui ha fatto riferimento il sindaco, perché quella maggioranza non era composta solo da Marino, ma anche da 19 consiglieri che fino all’ultimo secondo hanno sostenuto fino all’ultimo secondo, anche in modo disperato, un’esperienza che ormai si era consumata. Entravi in un bar e i cittadini ti dicevano di andare a casa. Non è politica, è marketing quello che ha fatto Marino oggi. Ciò che ha detto l’ex sindaco nei riguardi del Pd è semplicemente ingeneroso. Lui ha fatto riferimento a quando fu proposto dai vertici nazionali del partito Mirko Coratti come vice sindaco. Ovviamente i vertici nazionali conoscevano meno di quanto conoscesse Marino le dinamiche del Pd a Roma. Dire che Coratti poi è stato arrestato per Mafia Capitale è un chiaro tentativo, da chirurgo, di lasciare il segno e lacerare il tessuto. Sa dove mettere il bisturi e sa che il bisturi anche se tocca soltanto un nervo, può ammazzare un paziente, in questo caso il partito. E’ una patacca che si vuole lasciare addosso al Pd. Nessuno era a conoscenza dei rapporti che intercorrevano tra Coratti e altre persone coinvolte nell’inchiesta. Dicendo ‘mi avrebbero mandato in galera’, vuole far rimanere quell’immagine nella testa della gente. E’ falso quello che dice. In primo luogo il messaggio è diretto a chi, secondo lui, non l’ha aiutato. Noi consiglieri dopo un anno scrivemmo una lettera, che poi rimase nel cassetto, in cui dicevamo al sindaco di cambiare registro perché così non si poteva andare avanti. Lui è tanto bravo a comunicare messaggi negativi, ma non è mai stato bravo a comunicare messaggi positivi. Avrebbe dovuto essere più efficace nel comunicare quanto di buono fatto dalla sua giunta, con la stessa efficacia con cui mette marchi negativi addosso agli altri. Gli avevamo detto che se non avesse cambiato registro, saremmo stati pronti a dimetterci. All’epoca fu il Pd nazionale a dire di provare ad andare avanti, furono nominati due assessori che adesso Marino chiama i guastatori. Vedere Causi come guastatore mi pare un po’ complicato. Quando il nazionale intervenne è perché Marino chiese l’aiuto del nazionale. Marino non era tanto libero dal Pd come voleva far credere, anzi si rapportava più col Pd nazionale che con i suoi consiglieri e assessori. Noi abbiamo fatto cose di cui andare fieri che invece sono diventati dei boomerang per l’incapacità di comunicarle da parte del sindaco. Se tu vendi le case del centro storico senza fare sconti metti in campo una grande rivoluzione, ma poi ti rifiuti di dare i documenti all’opposizione, fai pensare che stai nascondendo qualcosa. Questo ci ha fatto arrivare addosso una tegola, come se avessimo fatto qualcosa di sbagliato. Rivendico quello che abbiamo fatto, nonostante Marino”.


Domani, giovedì 31 marzo, il candidato sindaco Enrico Forte e Giovanni Malinconico, candidato nella lista “Enrico Forte sindaco”, presenteranno alla stampa parte della componente femminile della lista.
L’appuntamento è alle 11,30 al point elettorale della lista in Corso della Repubblica 88 (di fronte alla Facoltà di Medicina).


Il senatore del Partito Democratico Luigi Manconi è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Ieri il senatore Manconi era accanto ai genitori di Giulio Regeni nella conferenza stampa in Senato. “L’aspetto umano e la dimensione umanitaria, che riguarda la tortura e l’uccisione di un essere umano, è stata presentata dai genitori di Giulio Regeni come parte di una questione generale,  pubblica e politica –ha spiegato Manconi-. La madre di Giulio ha detto di aver visto sul volto di suo figlio tutto il male del mondo e ha spiegato il motivo. Ha detto di aver visto nel volto del figlio quello dei ragazzi contemporanei che vanno in giro per il mondo e fanno la stessa fine. Ad esempio quelle 88 persone che nei soli primi mesi del 2016 sono state rapite in Egitto e 8 di quelle sono state rapite ed uccise. Questa dimensione politica la richiamano i genitori di Giulio Regeni. La loro compostezza l’ho vista anche nelle parole e nei gesti dei familiari di Stefano Cucchi, dei genitori di Federico Aldrovandi, delle sorelle di Budroni e Uva. Familiari di vittime che nella compostezza trovano l’energia per fare un discorso politico, perché la politica è questa, è prendere una vicenda personale che chiama in causa le leggi, il diritto, le relazioni internazionali e la chiama con il suo nome: una straziante vicenda umana, che ha una profonda e complessa dimensione politica. Io sono al servizio dei genitori di Giulio Regeni, sono un tramite, ma non prendo iniziative quindi fatico persino ad esprimere opinioni. A me è successo di dover prendere, insieme ai genitori di Stefano Cucchi, la decisione di mostrare le foto di Stefano in obitorio, così come di mostrare le foto di Giuseppe Uva sul tavolo dell’obitorio, dopo averlo deciso con sua sorella. Sono scelte estreme, crudeli e per un verso oscene, perché presentano alla pubblica opinione ciò che dovrebbe essere riservato al più intimo dei dolori”.
Sull’atteggiamento del governo italiano nella gestione del caso Regeni. “Penso che il governo abbia peccato di eccessiva prudenza –ha affermato Manconi-. Non va dimenticato che nel rapporto tra Italia ed Egitto, è l’Italia che si trova in una posizione di forza. Quanti sanno che l’Italia è il secondo mercato europeo per i prodotti egiziani dopo la Germania? Abbiamo quindi una possibilità di esercitare la forza democratica, quella di uno stato di diritto, e di esercitare una pressione, la più potente possibile. Non riesco ad immaginare relazioni tra gli Stati dove, accanto alle legittime esigenze economiche e commerciali, non sia prevista la legittimissima tutela dei diritti umani delle persone. Penso che dentro il Pd molti la pensino come me e da ieri ho ricevuto solo messaggi di supporto, nessun messaggio ostile”.


ESPOSITO (PD) A RADIO CUSANO CAMPUS: “PRESENTERÒ INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL PROGRAMMA DI LUCA MERCALLI, CHE SABATO HA FATTO 22 MINUTI DI TRASMISSIONE A SENSO UNICO CONTRO LA TAV. NON E’ AMMISSIBILE UNA COSA DEL GENERE SULLA TV PUBBLICA“. POI SUL LIBRO DI MARINO: “MI ASPETTO MOLTI RACCONTI ROMANZATI A MODO SUO. NON CREDO CHE COMPRERÒ IL LIBRO DI MARINO
Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del Format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Stefano Esposito ha parlato di Ignazio Marino e del libro, ormai prossimo all’uscita, dell’ex primo cittadino della Capitale: “Se sono preoccupato per il libro di Marino? Assolutamente no, ma secondo voi uno si deve preoccupare per il libro di Marino? Cosa mi aspetto dal libro di Marino? Non mi appassiona il tema, ma non ne sono assolutamente preoccupato. Non sono né curioso né preoccupato di quello che può aver scritto, l’ho conosciuto bene nell’esperienza romana, come ho detto a più riprese non è esattamente una di quelle persone su cui puoi mettere la mano sul fuoco che dica la verità. Il fatto che Orfini e gli altri nella cena a casa di Causi gli consigliarono di tornare in America? Questa è una assoluta bugia. Una assoluta bugia, ma io presumo che ci saranno tante cose raccontate alla Marino in questo libro. Tante balle? Sì, mi aspetto dei racconti romanzati a modo suo. E’ una storia che sul piano politico è chiusa, il suo libro neanche penso di comprarlo e di leggerlo“.
Stefano Esposito, poi, ha parlato dei No Tav, attaccando il  conduttore di Raitre Luca Mercalli, sul quale annuncia di aver presentato una interrogazione parlamentare: “A Pasqua ci sono stati degli stupidi che hanno passato le vacanze a Chiomonte e non sapendo cosa fare la sera andavano a tirare sassi al cantiere. Lì fanno i campeggi, vanno in ferie, quando non hanno nulla da fare poi se la prendono col cantiere. Sabato, poi, una trasmissione di Raitre condotta da Luca Mercalli è riuscita a fare 22 minuti di propaganda No Tav su una rete pubblica, Questa è una cosa incredibile. Luca Mercalli è noto per essere un esponente No Tav, molti lo conoscono per le sue previsioni meteo, ma da dieci anni fa parte del movimento No Tav. E ha fatto una trasmissione in cui ha raccontato la sua versione dei fatti, invitando 4 persone che la pensano come lui. Ognuno può avere le opinioni che ritiene, ma la Rai con i soldi dei contribuenti non può pagare un conduttore che fa una trasmissione a senso unico su un tema così delicato. Non può utilizzare una rete pubblica pagato dai contribuenti per fare una propaganda No Tav. Sono curioso di vedere cosa mi risponderà il direttore di rete per questi 22 minuti. Presenterò interrogazione parlamentare per questo, in Rai serve il confronto, altrimenti smettiamola di parlare di televisione pubblica, smettiamola di pagare il canone e ognuno fa quel che vuole. Abbiamo la par condicio per le elezioni, perché non possiamo avere la par condicio su tematiche di questa rilevanza?“.

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