Erba alta, sterpaglie, aree pubbliche abbandonate e infrastrutture deteriorate. È lo stato in cui versa La Fiora, frazione di Terracina storicamente legata alla Via Francigena, al centro di una denuncia pubblica di Forza Italia che chiede all’Amministrazione comunale un intervento straordinario immediato e una pianificazione strutturata della manutenzione nelle periferie.
Le criticità segnalate dai residenti sono molteplici. La pista ciclopedonale lungo la Via Consolare risulta difficilmente fruibile a causa della vegetazione cresciuta senza controllo e del progressivo deterioramento delle strutture. Analoghe condizioni di degrado si registrano nei pressi della scuola dell’infanzia e del campo sportivo, da anni inutilizzato. All’ingresso del borgo, la statua della Madonna — simbolo identitario della comunità — si trova circondata da rifiuti e incuria, mentre nella parte alta della frazione la macchia mediterranea sta restringendo alcuni tratti stradali.
Il caso più allarmante riguarda l’incrocio tra Via Consolare e la stazione ferroviaria, dove la vegetazione incontrollata riduce sensibilmente la visibilità per gli automobilisti. Il 5 maggio scorso proprio in quel tratto si è verificato un incidente che molti residenti hanno collegato alla scarsa visibilità causata dall’erba alta lungo le banchine. A questo si aggiunge il rischio incendi: le elevate temperature estive rendono urgenti gli interventi di sfalcio e bonifica, soprattutto nelle zone prossime ad abitazioni, impianti sportivi, scuole e infrastrutture pubbliche.
«Le fotografie documentano una situazione che va ben oltre il semplice decoro urbano», dichiara Valentina Olleia, capogruppo di Forza Italia Terracina. «Ci troviamo di fronte a criticità che riguardano la sicurezza stradale e la prevenzione degli incendi. Per questo chiediamo un intervento straordinario immediato e, soprattutto, una programmazione costante della manutenzione nelle frazioni e nelle periferie della città».
Il gruppo consiliare sottolinea come la manutenzione ordinaria non possa essere gestita soltanto in emergenza, ma debba essere pianificata e monitorata con continuità. «Le periferie e le frazioni non sono aree secondarie», conclude Olleia. «Sono parte integrante della città e meritano la stessa attenzione riservata al centro urbano». (e.l.)
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