lunedì 15 Luglio 2024,

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Formia. “Rifiuti, da che pulpito viene la predica”

scritto da Redazione
Formia. “Rifiuti, da che pulpito viene la predica”

La discussione sulla gestione del servizio di igiene urbana è surreale, soprattutto se pensiamo ai protagonisti che hanno voluto dire la loro.
In particolare ci preme sottolineare l’intervento del gruppo consiliare dell’UDC che paventa, in un comunicato stampa, la possibilità che possa essere Vernetti a diventare amministratore delegato, incarico ricoperto anche nella “Formia Servizi”, la società che gestiva i parcheggi a pagamenti nella nostra città e poi miseramente fallita, senza che ancora sia chiaro il perché.
Sulla scelta di una società per azioni a controllo pubblico il giudizio del gruppo consiliare dell’UDC è lapidario lamentando la nascita dell’ennesimo carrozzone per gli amici del sindaco Bartolomeo.
D’altronde di carrozzoni l’UDC se ne intende.
Indimenticabili sono gli effetti per le nostre tasche del costo del cda di Acqualatina, nel quale sono rimasti seduti per anni esponenti proprio del partito della croce. Nel 2003 il presidente era Paride Martella (UDC) con uno stipendio di 100mila euro. Di oltre 740mila euro il costo dell’intero consiglio di amministrazione. Nel Novembre del 2004 a Paride Marella si affianca Spelda Alberto (UDC) con uno stipendio di circa 8mila euro. Il consiglio di amministrazione continua a costare 740mila euro. Nel 2005 Paride Martella continua a costare 100mila euro, mentre Spelda Alberto ci costa circa 48mila euro, essendo passato nel frattempo ad essere consigliere a tempo pieno. Il cda continua a costare oltre 740mila euro. Nel 2006 Paride Martella viene sostituito nel suo ruolo da Fazzone e per l’UDC nel consiglio di amministrazione entra Gerardo Stefanelli, invece di Spelda Alberto. L’attuale consigliere comunale di Minturno deve accontentarsi di circa 43mila euro. Il costo del consiglio di amministrazione scende a circa 704mila euro. Nel 2007 e nel 2008 lo stipendio di Gerardo Stefanelli scende a 36mila euro e il costo del consiglio di amministrazione scende al di sotto dei 500mila euro. Nel 2009, per l’UDC, a Gerardo Stefanelli, subentra l’itrano Igor Ruggeri, e il costo del cda scende a 322mila euro. Costi che sono rimasti invariati per i successi anni.
Il costo totale del consiglio di amministrazione di Acqualatina dal 2003 al 2013 è stato di oltre 5milioni di euro e crediamo che rimarrà tale nei prossimi anni.
Quindi chi più dell’UDC conosce i nefasti effetti per le tasche dei cittadini delle spa? Ovviamente nessuno.
Senza dimenticare le inefficienze e l’esosità per le tasche dei cattidini di cui si è caratterizzata la gestione del servizio idrico targata “Acqualatina” e centrodestra.
D’altronde se veramente il partito dell’ex-senatore avesse avuto a cuore le sorti del servizio di igiene urbana e dei lavoratori, avrebbe di certo appoggiato la nostra proposta di istituire un’azienda speciale, cioè un ente di diritto pubblico, dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale”, agendo secondo principi di efficacia ed efficienza, ma avendo come obiettivo di primaria importanza la qualità del servizio offerto ai cittadini e la tutela dei lavoratori, impossibile nel caso in cui si debba fare profitto.
Aggiungiamo che andrebbero sperimentate nuove forme di democrazia, con le quali cittadini conquisterebbero responsabilità e il potere di decidere su importanti questioni come la gestione dei rifiuti, da sempre punto debole dell’azione delle precedenti amministrazioni, compresa quella guidata dal sindaco Michele Forte.
Lasciamo quindi stare le società per azioni, con le quali invece il ruolo del cittadino verrebbe azzerato, in quanto sono gli organi statutari a dettare leggere nella scelta delle politiche societarie, nelle spese e negli acquisti, nelle assunzioni di personale e nelle nomine della dirigenza, in quanto esse avvengono sulla base delle direttive “della proprietà” e non più “dell’ente locale”.
Quindi di fatto si esautora la città dalla possibilità di incidere nelle questioni riguardanti la gestione del servizio, ma non solo.
Una società formalmente privatizzata, qual’è una società per azioni a capitale interamente pubblico, non ha obblighi di bandi o concorsi per l’acquisizione delle risorse, ma tutto viene demandato al consiglio di amministrazione, vero padrone del nostro destino.
La “privatizzazione” ha di fatto comportato il proliferare di consigli di amministrazione e il moltiplicarsi di cariche varie, a cui hanno fatto seguito assunzioni clientelari.
Il tutto condito con il dissesto finanziario di queste società, vedi Formia Servizi.
E ora di cambiare rotta.

Gennaro Varriale
segretario del circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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