martedì 09 Marzo 2021,

Cronaca

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Formia. “Il tempo di Romeo è nelle mani di Dio”

scritto da Redazione
Formia. “Il tempo di Romeo è nelle mani di Dio”

Ma il nostro tempo è ancora nelle nostre mani”. Sono parole commosse e allo stesso tempo un vero e proprio monito alle giovani generazioni affinché invertano rotta quelle di Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta, che oggi pomeriggio ha celebrato il funerale del 17enne Romeo Bondanese, ucciso con una coltellata martedì sera a Formia, in via Vitruvio, nel corso di un litigio per futili motivi tra un gruppo di ragazzi del posto e una comitiva di coetanei di Casapulla, in provincia di Caserta.

In migliaia, cercando di mantenere il distanziamento imposto dalle norme anti-Covid, si sono dati appuntamento sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, per stringersi attorno ai familiari della vittima, il papà Domenico, la mamma Tina e il fratello Francesco, e salutare quel giovane strappato alla vita in un ultimo giorno di Carnevale in cui alle risate e alla festa si sono sostituiti la violenza cieca e l’orrore. Il corpo del 17enne è stato adagiato in una bara bianca, portata a spalla dai compagni di scuola dell’istituto nautico Caboto di Gaeta, coperta di fiori dello stesso colore, e attorno a quel feretro si è riunita un’intera comunità.

L’arcivescovo ai  tanti giovani presenti alla cerimonia funebre ha quindi ricordato i valori sacri della vita, affinché quanto accaduto martedì scorso non si ripeta più. “Dove c’è amore non c’è violenza, che la morte di Romeo non sia stata inutile”, ha detto monsignor Vari. “Non chiediamo vendetta, ma verità e giustizia”, ha ribadito anche al termine del funerale lo zio di Romeo, l’avvocato Salvatore Orsini. Alla presenza anche del prefetto di Latina, Maurizio Falco, che ha subito deciso di accendere un faro sui troppi episodi di violenza nel sud pontino, del questore Michele Spina e del commissario straordinario del Comune di Formia, Silvana Tizzano, gli amici, i compagni di scuola e anche un insegnante del 17enne hanno poi letto messaggi diretti a quell’amico che non c’è più, il loro “baby Rom”.

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