giovedì 04 Marzo 2021,

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Fondi. Documento politico della maggioranza comunale sugli amletici dubbi di compatibilità

scritto da Redazione
Fondi. Documento politico della maggioranza comunale sugli amletici dubbi di compatibilità

In questi giorni il dibattito politico locale, su iniziativa e sollecitazione del Partito Democratico, è stato esclusivamente incentrato sull’applicazione delle recenti norme del DLGS 39/2013 in merito alla incompatibilità ed alla inconferibilità di alcuni dirigenti del Comune di Fondi, mentre lo stesso PD appare sinora affetto da mutismo in  merito alle incompatibilità e inconferibilità negli altri Enti pubblici governati da esponenti del partito del centro sinistra.
Il PD, nella persona del capogruppo Bruno Fiore, ha più volte richiesto al Responsabile dell’anticorruzione, il segretario Comunale dr. Loricchio, l’applicazione del citato Decreto chiedendo pubblicamente ed in modo particolare che fosse accertata l’incompatibilità del Dr. Mitrano, dirigente del Settore finanze del Comune di Fondi e Sindaco del Comune di Gaeta dal 2012.
La sollecitazione del consigliere Bruno Fiore è stata prontamente recepita dalla Presidente della Commissione Trasparenza Maria Civita Paparello, in via di transito nelle fila del PD, la quale non ha avuto alcuna minima esitazione nel convocare immediatamente diverse riunioni della Commissione medesima per affrontare il tema dell’incompatibilità dei dirigenti.
Inspiegabilmente né il consigliere Bruno Fiore e ancor meno la Presidente della Commissione Trasparenza Maria Civita Paparello, al pari di tutti i consiglieri di minoranza, non hanno sollevato il benché minimo dubbio su un’altra incompatibilità: quella della medesima Presidente della Commissione Trasparenza, che alla luce del richiamato Decreto 39/2013 deve decidere se continuare a fare il consigliere comunale oppure il dirigente scolastico.
Infatti l’art. 12, comma 3 del DLGS 39/2013 così recita:
Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale sono incompatibili:
a) con la carica di componente della giunta o del consiglio della regione interessata;
b) con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione;
c) con la carica di presidente e amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione”.
Non c’è ombra di dubbio che i Dirigenti scolastici siano compresi tra gli incarichi dirigenziali della Pubblica Amministrazione e pertanto la consigliera Maria Civita Paparello, al pari di tanti altri dirigenti pubblici che contestualmente ricoprono una carica elettiva, deve scegliere quale dei due incarichi intende continuare ad esercitare.
Tra l’altro non sarebbe la prima a doverlo fare: risulta che in ambito nazionale altri dirigenti scolastici, prendendo atto del succitato Decreto, abbiano già rassegnato le proprie dimissioni dalle cariche elettive finora ricoperte.
Nei giorni scorsi è pervenuta agli eletti un’informativa nella quale si chiede a quanti ricoprono incarichi dirigenziali presso pubbliche amministrazioni o presso enti privati in controllo pubblico, di presentare le dichiarazioni di cui all’art. 20 del D. Lgs. 39/2013 riguardante la insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità.
Ebbene, nel corso dell’ultima riunione della Commissione Trasparenza, tenutasi nella giornata di Mercoledì 17 Luglio, la stessa Presidente Maria Civita Paparello ha (finalmente!) ammesso (seguita dal Consigliere Bruno Fiore, che ne ha condiviso le riflessioni) di essersi posta lei medesima qualche perplessità in merito alla esatta interpretazione della norma, dichiarando di essere in attesa di un chiarimento ministeriale. In sostanza ha invitato ad esser cauti a fronte di una norma che, a suo dire, è dubbia. A quanto pare la medesima norma è invece molto chiara per gli altri.
Appare evidente come la Presidente della Commissione Trasparenza abbia saputo subito intendere ed applicare la consuetudine del partito politico in cui sta per confluire, indicando e denunciando le incompatibilità altrui ma non pronunciandosi, almeno fino ad oggi, in merito alla sua stessa incompatibilità.
Il PD, oggi allargato, dovrebbe quanto meno dimostrare una maggiore coerenza rilevando anche in casa propria eventuali incompatibilità.
Alla luce dei fatti i partiti della maggioranza di centro destra a sostegno del Sindaco De Meo segnalano la paradossale situazione venutasi a creare a causa del contraddittorio atteggiamento del PD, la cui doppiezza nell’interpretazione delle norme appare ogni giorno più evidente agli occhi dell’opinione pubblica.
Ci si chiede cosa aspetti la Presidente della Commissione Trasparenza a rassegnare le proprie dimissioni da consigliere comunale?

Popolo della Libertà, UDC, La Destra, Gruppo Politico Io Sì, Litorale e Sviluppo Fondano

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