venerdì 15 novembre 2019,
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Egregio on. Salvini ti scriviamo

scritto da Redazione
Egregio on. Salvini ti scriviamo

Egregio Onorevole Matteo Salvini
Ho visto  un programma informativo su una  rete tv italiana in cui lei indossava una maglietta con su scritto  “Comunità Incontro”. Mi ha fatto piacere perché io quella Comunità l’ho fondata.
Il giorno 27 settembre 1979, ero lì a dare vita ad quella importante  realta’ sociale che ha rappresentato per me e per tutti quelli che hanno condiviso quei luoghi e quei percorsi di crescita interiore, uno spartiacque nel modo di essere di vivere la propria esistenza .
Eravamo io, Roberto, Umberto, Fabio, Giorgio , Washinton  e Don Pierino .
Pensi un po’: tutti ragazzi del  Sud , di Roma ladrona ed uno che arrivava addirittura dall’Africa , insieme ad un sacerdote Lombardo.
Non eravamo ad un evento, eravamo li per metterci le mani , la schiena  e le gambe e lo abbiamo fatto.
lo abbiamo fatto davvero, abbiamo fondato una comunità ed abbiamo condiviso e diffuso alcuni valori portandone poi la testimonianza vivente nel mondo che abbiamo incontrato.
Questi valori sono: aiuto incondizionato a chi lo chiede. Senza distinzione di razza, religione, credo politico, sesso, genere.
E sono anche impegno senza sosta, almeno un giorno alla volta per poi vedere se il giorno seguente sei in grado di rifarlo e così via , seguitamente.
E sono anche che il tuo compagno di vita è come te e non ha importanza cosa ha fatto e da dove viene. Importante è cosa vuole e cosa posso  fare, io insieme agli altri, per aiutarlo a realizzare il suo bisogno.
Vede, potrei raccontare tanti episodi che raccontano di ragazzi e ragazze dispersi nella loro vita insana, delle loro famiglie disperate, di giovani meravigliosi che non ci sono più e che  arricchirebbero il suo patrimonio di conoscenza del genere umano ma non sono portato per l’autoincensamento.
Non le nascondo che scrivo questa mia con una certa riluttanza ma era d’obbligo, per me, per la mia intera storia di vita e per tutti coloro che da questo piccolo seme ne hanno tratto qualcosa di buono.
E sono tanti.
E abbiamo condiviso e diffuso il seme della bontà, della generosità, della temperanza, della volontà a rialzarsi sempre senza attendere il conteggio  che ci separa dal ko.
Indossando quella maglietta mi auguro che le sia rimasto addosso questo messaggio, che le ronzi nella testa.
Altrimenti non è stato nulla, al massimo è rimasto qualcosa di lei su una maglietta.

Cordialità.

Agostino Mastrogiacomo

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