martedì 24 Novembre 2020,

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“Di tutto di più (2)”

scritto da Redazione
“Di tutto di più (2)”

VINITALY, ZINGARETTI PRESENTA RITORNO REGIONE CON PADIGLIONE LAZIO
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’assessore regionale all’Agricoltura, Carlo Hausmann, e l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, hanno presentato il programma di partecipazione della Regione Lazio alla 50° edizione del Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si svolgerà a Verona dal 10 al 13 aprile. La Regione sarà presente alla Fiera di Verona come Sistema Lazio con Arsial, gli assessorati regionali al Turismo e allo Sviluppo Economico, LazioInnova, Azienda Romana Mercati, Agenzia regionale del Turismo, le Strade e i Consorzi del Vino, il Gal dei Castelli Romani e Prenestini, Unioncamere Lazio e il Comitato Roma 2024 in un padiglione di 1.600 metri quadrati, all’interno del quale saranno ospitati 58 produttori provenienti da tutte le province laziali.
La veste grafica del Padiglione, realizzata dal giovane artista di Street Art, Agostino Iacurci, testimonia lo spirito di rinnovamento con il quale la Regione Lazio con tutti gli operatori del settore lavora sul progetto di rilancio, di promozione e di ricollocazione sui mercati nazionali e internazionali dei vini di qualità. Il claim della Regione sarà “Lo sguardo del Lazio sul vino“, con cui la Regione assegna al vino un ruolo importante: veicolo per far conoscere e apprezzare la qualità del prodotto, per narrare le bellezze del paesaggio, per stimolare la convivialità e la socialità. Sarà proposto ai visitatori un ricco ventaglio di degustazioni dei vini del Lazio in abbinamento con i cibi e il racconto dei territori di provenienza. Per quanto riguarda il calendario degli eventi, 16 saranno appuntamenti tecnici, 11 le delegazioni di buyers e 5 gli appuntamenti culturali, con testimonial di eccezione tra i quali Marcello Masi, Attilio Scienza, Bruno Vespa ed Enzo Vizzari. Attorno al ‘Sistema dei cammini’ del Lazio ruoterà il contest “Il territorio in tavola“, alla sua seconda edizione, al quale parteciperanno i ragazzi dei tre Istituti alberghieri, “Alessandro Farnese” di Caprarola, “Maffeo Pantaleoni” di Frascati e “Pellegrino Artusi” di Roma, in stage con Arsial al Vinitaly. Le scuole saranno premiate dal presidente Zingaretti, l’assessore Hausmann e Antonio Rosati: alla prima andrà un buono di 500 euro in prodotti tipici da ritirare presso Enoteca regionale, alla seconda e alla terza un buono da 200 euro sempre da ritirare presso enoteca regionale.
Alcune delegazioni di buyers, provenienti da Canada, Cina, Tailandia, Taiwan, Vietnam, Regno Unito, Estonia, Finlandia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia e Azerbaijan, hanno concordato un incontro con i produttori all’interno del padiglione Lazio. L’assessore Hausmann ha spiegato come la scelta sia ricaduta su “mercati già importanti per il nostro vino ma anche mercati di scoperta come quelli dall’Oriente“. Hausmann ha inoltre annunciato che verranno presentati “dei prodotti sieri mentali, tra cui tre nuovi vini passiti” e che i vini portati al Vinitaly verranno da “73 vitigni diversi“. Antonio Rosati ha invece parlato di “anno uno per la Regione al Vinitaly“, sottolineando che “anche quest’anno ci saranno quattro scuole alberghiere della nostra regione. Noi non usiamo più le hostess ma i ragazzi e la ragazze per fare un’esperienza di stage. Tutto questo serve per creare lavoro per i ragazzi, che è il nostro assillo“.


Raffaele Sollecito è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, la radio dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Raffaele Sollecito si è detto meravigliato dal clamore suscitato dalla sua collaborazione con Mediaset, con cui commenterà casi di cronaca nera: “Tutta questa attenzione mi ha meravigliato. Non mi aspettavo che ci fosse tanto astio nei miei confronti e non si capisce bene da dove derivi, anche perché arriva da persone che sono disinformate sul mio processo e sulla mia storia. Mi hanno paragonato a Michele Misseri o alla Franzoni, ma queste persone sono state condannate, io non so come si possa paragonare il mio caso a questa gente. Il problema è sempre la disinformazione. La puntata della Leosini con Rudy Guede? Ha gettato altre ombre su una vicenda che ombre non ne ha. La Leosini non so se per ignoranza o per una sua scelta personale in quella puntata ha dipinto un quadro di questa vicenda che non esiste. Le inesattezze e le bugie che dice Guede sono state già stigmatizzate in tutti i suoi processi e chi lo ha giudicato in tutte le sentenze lo ha dichiarato un bugiardo e un millantatore. Anche il fatto che dicono che sia stato in concorso non è vero, quella era un’ipotesi accusatoria, lui ha fatto il rito abbreviato, ha avuto un processo totalmente diverso, con delle prove ormai congelate“.
Sollecito ha fatto capire che la sua nuova avventura a Mediaset nasconde una sorta di missione: “Io voglio in tutti i modi che cambi l’approccio che hanno i media davanti ai casi di cronaca nera. Troppo spesso si creano colpevoli prima del terzo grado di giudizio. Voglio che questo cambi. Il male che mi è stato fatto è stato incommensurabile. Hanno distrutto la mia esistenza e quello che è capitato a me può succedere realmente a qualsiasi persona che ci circonda e io questa cosa non la tollero e non mi ci fa convivere bene. Per questo voglio dare il mio contributo affinché si possa accendere una luce completamente diversa sugli episodi di cronaca e quindi cominciare a considerare l’aspetto mediatico e quindi anche le carceri stesse come un componente fondamentale dell’inchiesta in sé. Se ho mai pensato alla politica? Il mio intento è quello di entrare nei meandri del nostro sistema penitenziario e giudiziario, per quello che riguarda l’aspetto mediatico nella cronaca, per cercare di evidenziare quelle falle tristi e tragiche che ci sono nel nostro Paese. Non chiudo la porta a un eventuale futuro politico? No, non chiudo la porta a niente, in assoluto. Bisogna trovare la strada giusta per poter cambiare questi aspetti così delicati nel nostro paese“.
Sollecito, poi, ha riepilogato la sua esperienza giudiziaria: “Prima di essere giudicato innocente ho fatto 4 anni di carcere, di cui 6 mesi in isolamento e 3 anni e mezzo in un carcere di massima sicurezza. Sono stato in cella con violentatori seriali, assassini della mafia, violentatori seriali di minori e così via. Le carceri italiane non servono assolutamente a nulla, le condizioni in cui versano i detenuti sono raccapriccianti. Non esiste nessun percorso di recupero, sono semplicemente un contenitore, una discarica, in cui vengono buttati come sacchetti dell’immondizia i detenuti. Io vorrei ricordare sempre che la vera pena è la privazione della libertà. Oltre al fatto che la vera pena è la privazione della libertà, noi possiamo tenere una persona che sbaglia anche in una reggia, ma sicuramente non vivrà mai bene. Vorrei cercare di sfatare tutti i pensieri negativi che possono spingere le persone ad invocare che chi sbaglia debba marcire in carcere a vita. Marcire non ha senso, allora sarebbe meglio chiedessero la morte, sarebbero coerenti. Le carceri negli anni trasformano i detenuti in veri e propri vegetali che non potranno mai essere riammessi in società. Se mi hanno mai dato psicofarmaci? No, mi sono imposto di non farlo, ma è stato molto difficile. Tutti i detenuti che conosco li usavano“.
Sollecito ha poi rivelato un aneddoto particolare: “Se è vero che il male affascina? Da colpevole mi hanno trattato in pochi, nel senso che quando mi hanno conosciuto, anche durante gli anni in cui ero indagato, dopo che le persone mi conoscevano capivano perfettamente che io ero assolutamente innocente in questa storia.  Ho avuto a che fare con donne che pensavano che io fossi colpevole e appena hanno capito che in realtà sono un pezzo di pane, mi hanno lasciato perdere. Ci sono stati un paio di casi così“.
In chiusura Sollecito ha rivelato che spera di poter rivedere la sua ex fidanzata, Amanda: “Amanda ha detto che vuole tornare in Italia? Se torna mi farebbe piacere rivederla, non capita da svariati anni, sarebbe bello incontrarla di nuovo per sapere che cosa accade nella sua vita e rivederla qui tranquilla“.


RIFORME. RENZI: VOTO PROSSIMA SETTIMANA, E PARLERÒ ANCHE IO
Matteo Renzi conferma che l’ultimo voto del Parlamento sul ddl riforme sarà la prossima settimana. “A proposito di settimana prossima, non ci mancheranno gli impegni. Alla Camera si voteranno in sesta e definitiva lettura le riforme costituzionali. Prenderò la parola anche io nel dibattito, perché voglio che resti agli atti il valore di questa importante legge“, scrive il premier nella enews.


Roberto Fico, deputato del Movimento Cinque Stelle, presidente della commissione di vigilanza Rai, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Non si placano le polemiche per l’intervista andata in onda durante Porta a Porta al figlio di Totò Riina: “Sicuramente questa è una brutta vicenda perché ancora una volta la Rai non esprime la qualità che ha il dovere di esprimere. Il punto non è l’intervista in sé al figlio di Riina, perché il diritto di intervistare chiunque deve essere tutelato, ma è il modo, il contenitore e come si fanno le cose. Da questo punto di vista secondo me la Rai è stata scarsa, come già era accaduto con i Casamonica. La puntata riparatoria? Chi ha pensato a una puntata riparatoria ha pensato a una bestemmia, non può esistere una puntata riparatoria, altrimenti vorrebbe dire che la puntata di Porta a Porta è stata fatta con dolo. Se esiste una puntata riparatoria rispetto a quella dell’altra sera siamo alla frutta. La Rai da un punto di vista editoriale e di produzione culturale deve rivedere moltissimo“.
La sensazione è che la Rai stia tentando di scaricare tutto su Bruno Vespa: “Noi in commissione di vigilanza abbiamo convocato per mercoledì prossimo il direttore di Raiuno Fabiani e il direttore Verdelli, nuovo responsabile dell’offerta informativa che sembra abbia dato l’ok finale a tutta l’operazione.  La responsabilità è sempre in capo al direttore generale, che con la nuova legge è anche amministratore delegato e quindi ha poteri molto più forti rispetto al passato. Il punto fondante è che la Rai rispetto all’informazione e rispetto al prodotto editoriale culturale che la Rai deve fare dei grossi passi in avanti“.
Fico, poi, ha puntato l’accento su un particolare dell’intervista al figlio di Riina: “La questione legata alla firma della liberatoria concessa da Riina solo a fine interista? E’ una cosa molto scorretta. Quando è andato Grasso la liberatoria l’ha firmata prima. Lo stesso è accaduto con me. Probabilmente Vespa pur di avere l’intervista con il figlio di Riina gli ha assicurato che la liberatoria sarebbe stata firmata dopo, questo è il punto davvero dolente da affrontare in vigilanza, perché questo caso non finisce qui. Cosa penso di chi chiede la chiusura di Porta a Porta? Il problema non è in sé esclusivamente Porta a Porta. Bisogna capire quale modello culturale la Rai vuole produrre. Se un miglioramento deve passare attraverso la chiusura di alcuni programmi, ben venga“.
C’è chi pensa addirittura che Riina Junior abbia lanciato dei messaggi in codice per presentarsi come nuovo capo dei capi: Io da questo punto di vista non sono in grado di giudicare. Non so se Riina ha lanciato dei messaggi. Non c’è dubbio però che i mafiosi cercano l’opportunità per lanciare messaggi ad altri mafiosi“.


RAFFAELE SOLLECITO A RADIO CUSANO CAMPUS: LE CARCERI ITALIANE NON SERVONO A NULLA, TUTTI I DETENUTI CHE CONOSCO USAVANO PSICOFARMACI. ANDRÒ IN TV PER CERCARE DI CAMBIARE L’APPROCCIO DEI MEDIA AI CASI DI CRONACA NERA. DUE DONNE MI CORTEGGIAVANO PENSANDO CHE FOSSI COLPEVOLE, POI QUANDO HANNO CAPITO CHE ERO INNOCENTE MI HANNO LASCIATO STARE. SPERO DI RIVEDERE AMANDA IN ITALIA
Raffaele Sollecito è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, la radio dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Raffaele Sollecito si è detto meravigliato dal clamore suscitato dalla sua collaborazione con Mediaset, con cui commenterà casi di cronaca nera: “Tutta questa attenzione mi ha meravigliato. Non mi aspettavo che ci fosse tanto astio nei miei confronti e non si capisce bene da dove derivi, anche perché arriva da persone che sono disinformate sul mio processo e sulla mia storia. Mi hanno paragonato a Michele Misseri o alla Franzoni, ma queste persone sono state condannate, io non so come si possa paragonare il mio caso a questa gente. Il problema è sempre la disinformazione. La puntata della Leosini con Rudy Guede? Ha gettato altre ombre su una vicenda che ombre non ne ha. La Leosini non so se per ignoranza o per una sua scelta personale in quella puntata ha dipinto un quadro di questa vicenda che non esiste. Le inesattezze e le bugie che dice Guede sono state già stigmatizzate in tutti i suoi processi e chi lo ha giudicato in tutte le sentenze lo ha dichiarato un bugiardo e un millantatore. Anche il fatto che dicono che sia stato in concorso non è vero, quella era un’ipotesi accusatoria, lui ha fatto il rito abbreviato, ha avuto un processo totalmente diverso, con delle prove ormai congelate“.
Sollecito ha fatto capire che la sua nuova avventura a Mediaset nasconde una sorta di missione: “Io voglio in tutti i modi che cambi l’approccio che hanno i media davanti ai casi di cronaca nera. Troppo spesso si creano colpevoli prima del terzo grado di giudizio. Voglio che questo cambi. Il male che mi è stato fatto è stato incommensurabile. Hanno distrutto la mia esistenza e quello che è capitato a me può succedere realmente a qualsiasi persona che ci circonda e io questa cosa non la tollero e non mi ci fa convivere bene. Per questo voglio dare il mio contributo affinché si possa accendere una luce completamente diversa sugli episodi di cronaca e quindi cominciare a considerare l’aspetto mediatico e quindi anche le carceri stesse come un componente fondamentale dell’inchiesta in sé. Se ho mai pensato alla politica? Il mio intento è quello di entrare nei meandri del nostro sistema penitenziario e giudiziario, per quello che riguarda l’aspetto mediatico nella cronaca, per cercare di evidenziare quelle falle tristi e tragiche che ci sono nel nostro Paese. Non chiudo la porta a un eventuale futuro politico? No, non chiudo la porta a niente, in assoluto. Bisogna trovare la strada giusta per poter cambiare questi aspetti così delicati nel nostro paese“.
Sollecito, poi, ha riepilogato la sua esperienza giudiziaria: “Prima di essere giudicato innocente ho fatto 4 anni di carcere, di cui 6 mesi in isolamento e 3 anni e mezzo in un carcere di massima sicurezza. Sono stato in cella con violentatori seriali, assassini della mafia, violentatori seriali di minori e così via. Le carceri italiane non servono assolutamente a nulla, le condizioni in cui versano i detenuti sono raccapriccianti. Non esiste nessun percorso di recupero, sono semplicemente un contenitore, una discarica, in cui vengono buttati come sacchetti dell’immondizia i detenuti. Io vorrei ricordare sempre che la vera pena è la privazione della libertà. Oltre al fatto che la vera pena è la privazione della libertà, noi possiamo tenere una persona che sbaglia anche in una reggia, ma sicuramente non vivrà mai bene. Vorrei cercare di sfatare tutti i pensieri negativi che possono spingere le persone ad invocare che chi sbaglia debba marcire in carcere a vita. Marcire non ha senso, allora sarebbe meglio chiedessero la morte, sarebbero coerenti. Le carceri negli anni trasformano i detenuti in veri e propri vegetali che non potranno mai essere riammessi in società. Se mi hanno mai dato psicofarmaci? No, mi sono imposto di non farlo, ma è stato molto difficile. Tutti i detenuti che conosco li usavano“.
Sollecito ha poi rivelato un aneddoto particolare: “Se è vero che il male affascina? Da colpevole mi hanno trattato in pochi, nel senso che quando mi hanno conosciuto, anche durante gli anni in cui ero indagato, dopo che le persone mi conoscevano capivano perfettamente che io ero assolutamente innocente in questa storia.  Ho avuto a che fare con donne che pensavano che io fossi colpevole e appena hanno capito che in realtà sono un pezzo di pane, mi hanno lasciato perdere. Ci sono stati un paio di casi così“.
In chiusura Sollecito ha rivelato che spera di poter rivedere la sua ex fidanzata, Amanda: “Amanda ha detto che vuole tornare in Italia? Se torna mi farebbe piacere rivederla, non capita da svariati anni, sarebbe bello incontrarla di nuovo per sapere che cosa accade nella sua vita e rivederla qui tranquilla“.

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