È scattata l’allerta sindacale sul fronte dei Cup della provincia di Latina. Nel corso di un’assemblea convocata d’urgenza per voce di Francesca Gentili della Cgil, ha fatto il punto sulla vicenda del mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori impiegati dalle due società affidatarie del servizio, S.D.S. s.r.l. e la Cooperativa sociale Crescere Con, entrambe inadempienti rispetto agli obblighi contrattuali sottoscritti con la Regione Lazio. “Gravissima” è l’aggettivo scelto da Gentili per descrivere la situazione.
Una promessa disattesa.
Secondo quanto riferito, ai dipendenti era stata comunicata una rassicurazione: gli stipendi arretrati sarebbero stati corrisposti entro la settimana successiva. Una promessa che non ha trovato riscontro nei fatti. Gentili ha annunciato che il pagamento non avverrà nemmeno nei prossimi giorni, imputando il ritardo a una crisi di liquidità delle aziende, che sostengono di essere in attesa di fondi da parte della Asl di Latina.
La Asl respinge le accuse: “In regola con i pagamenti”.
Un punto che la sindacalista ha voluto chiarire con fermezza riguarda le responsabilità: la Asl, a quanto risulta, avrebbe rispettato puntualmente le scadenze contrattuali nei confronti dell’appaltatore. Sarebbero state le stesse aziende a richiedere un’anticipazione dei pagamenti, richiesta che l’azienda sanitaria avrebbe facoltà di accogliere o meno e che, in questo caso, non risulta essere stata accolta. La Asl resterebbe dunque comunque in regola con gli obblighi previsti.
Il nodo resta insoluto: coinvolto anche il Consorzio.
Nel tentativo di sbloccare la situazione, Gentili ha riferito di un’interlocuzione avuta con il CSN, il Consorzio, per verificare la possibilità di un intervento a copertura delle somme dovute, al netto delle questioni tecniche legate a competenze e modalità di pagamento. Allo stato attuale, salvo sviluppi nelle prossime ore, non si prevedono novità a breve termine.
Verso lo stato di agitazione.
Proprio per condividere con i lavoratori le prossime iniziative da intraprendere, era stata convocata l’assemblea odierna. Le prospettive delineate parlano di uno stato di agitazione, a cui potrebbero seguire azioni sindacali e legali, in considerazione delle scadenze economiche che ogni singolo lavoratore deve affrontare e dell’assenza di certezze sui tempi di pagamento, una condizione che starebbe creando serie difficoltà a molti dipendenti.
La Asl chiede il pagamento immediato, ipotesi di stop al servizio.
Sul fronte istituzionale, la Asl di Latina ha assunto una posizione netta, inviando una diffida alle aziende – a firma della dottoressa Carmen Docimo – con cui si intima il pagamento immediato delle spettanze ai lavoratori, paventando eventuali azioni legali e, non da ultimo, una possibile interruzione del servizio. Una linea dura che avrebbe messo in allarme le società affidatarie, alle prese, secondo quanto emerso, con ritardi analoghi anche su altri appalti regionali. Un segnale che, secondo i sindacati, configura un problema più ampio e non circoscritto al solo territorio pontino.
Vi aggiorneremo delle decisioni ultime che l’assemblea al termine della stessa inizierà a mettere in campo nei prossimi giorni.
Al termine l’assemblea ha deciso di seguire il seguente percorso: apertura della procedura di attivazione dello stato di agitazione; blocco straordinari; richiesta apertura del tavolo presso la Prefettura di Latina; indicazione della giornata di sciopero. (e.l.)
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