lunedì 28 settembre 2020,

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C|S A 75 anni da Hiroshima, Rifondazione Comunista sarà davanti al Parlamento, per chiedere che l’Italia firmi il Trattato per messa al bando delle armi nucleari

scritto da Redazione
C|S A 75 anni da Hiroshima, Rifondazione Comunista sarà davanti al Parlamento, per chiedere che l’Italia firmi il Trattato per messa al bando delle armi nucleari

Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti effettuavano il primo bombardamento atomico della storia. A 75 anni da Hiroshima l’apocalisse nucleare incombe ancora sul futuro dell’umanità e la nuova guerra fredda con la Cina dimostra che il pericolo è più concreto che mai.
Per questo domani come Rifondazione Comunista esporremo di fronte alla base di Aviano in Friuli Venezia Giulia, a Ghedi in Lombardia, a Roma davanti al parlamento (ore 12) e in altre città italiane lo striscione MAI PIU’ HIROSHIMA – disarmo nucleare subito.
In questa ricorrenza tragica rilanciamo la richiesta al governo italiano di sottoscrivere il Trattato per la totale messa al bando delle armi nucleari approvato dall’Onu nel 2017.
Perchè l’Italia non sottoscrive il Trattato come dovrebbe in base alla nostra Costituzione? Perchè tutti i paesi NATO si rifiutano di sottoscriverlo alimentando una nuova folle corsa agli armamenti?

Chiediamo inoltre che l’Italia esca immediatamente dai programmi nuclear sharing della Nato, che cessino gli addestramenti al bombardamento nucleare dei piloti dei Tornado italiani in ambito Nato, si cancelli l’acquisizione degli F35 (cacciabombardieri abilitati al “first strike” nucleare). Si rendano pubblici gli accordi bilaterali (mantenuti segreti dal 1954) che regolano la presenza militare statunitense sul territorio nazionale come primo passo per un loro definitivo superamento e la liberazione del nostro territorio dalle bombe nucleari.

Il governo italiano neghi preventivamente la disponibilità ad ospitare nuovi ordigni nucleari e si sbarazzi in tempi brevi di quelli già presenti!

L’Italia è il paese europeo con più armi nucleari americane. Una palese contraddizione rispetto all’articolo 11 della Costituzione – “L’Italia ripudia la guerra” – e la nostra adesione al trattato di non proliferazione nucleare (TPN).
Nè il governo, nè l’opposizione di destra e nemmeno la regione Friuli Venezia Giulia governata da presunti sovranisti dicono nulla sul trasferimento a Aviano di altre bombe nucleari dalla Turchia e degli F16 dalla Germania.

È ora di rilanciare la lotta per il disarmo nucleare.
Si svuotino gli arsenali, si utilizzino le immense risorse sprecate per strumenti di morte per garantire il diritto a una vita dignitosa a tutti gli esseri umani.
Come ha scritto il giornalista John Pilger “Un’altra Hiroshima sta arrivando…se non la fermiamo ora”.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-S.E.

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