giovedì 25 Febbraio 2021,

Provincia di Latina

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Consiglio provinciale sul decreto del Ministro Clini. Stilato un documento dal titolo “La Provincia di Latina non sarà la pattumiera del Lazio”

scritto da Redazione
Consiglio provinciale sul decreto del Ministro Clini. Stilato un documento dal titolo “La Provincia di Latina non sarà la pattumiera del Lazio”

Intervento, in stralcio, del Presidente Armando Cusani.
“E’ bene sottolinearlo subito: l’invito che nei giorni scorsi il ministro ci ha dispensato non era finalizzato alla collaborazione per la stesura del decreto, ma ci ha invitati soltanto come uditori, senza quindi avere la possibilità di offrire  un contributo.
Il Ministro ci ha fatto comprendere subito che quello licenziato era un decreto che doveva, senza riserve, trovare l’urgente applicazione.
A questa imposizione, il giorno dopo, apprendendo la notizia della bocciatura del Piano Rifiuti della Regione Lazio, al quale il decreto del Ministro si è molto ispirato, devo confessare che qualche collega presidente ne ha gioito.
Il Ministro però non si è perso d’animo ed è corso ai ripari, variando il decreto con la modifica di due articoli: in sostanza togliendo tutti i riferimenti al bocciato piano regionale sui rifiuti.
L’esponente del Governo tecnico ha sostenuto che il decreto poggia su due assi fondamentali: 1. L’Italia sta per essere sanzionata per l’ennesima volta per lo scempio della discarica di Malagrotta; 2. Evitare che i cittadini romani portino, attraverso le loro amministrazioni, i rifiuti ad Amsterdam.
E allora la via più breve che il Ministro ha trovato e stata quella di formulare un decreto che consente a Roma di risolvere nei prossimi mesi l’emergenza rifiuti e portare fuori dalla città eterna un milione e 777 mila tonnellate di rifiuti (dei quali 930 mila subito) stoccandoli nei territori delle province laziali.

Per quanto riguarda la Provincia di Latina, il Ministro ha ritenuto vi siano due impianti: uno ad Aprilia, l’altro a Castelforte, che avrebbero una capacità residua di trattare i rifiuti del Comune di Roma pari a 80 mila tonnellate.
In soldoni vuol dire che nei prossimi sei mesi dovrebbero arrivare nella nostra Provincia 571 mila tonnellate di rifiuti, del famoso milione 774.
Vorrei ricordare che la nostra produzione di rifiuti complessiva si attesta intorno alle 300 mila tonnellate annue, ed è facile immaginare come il rapporto con 571 mila tonnellate in più sia un rapporto assolutamente insostenibile.
Una forza di accoglienza e lavorazione dei rifiuti romani che la Provincia di Latina non ha: ad esempio l’impianto di Castelforte dovrebbe avere undici mila tonnellate di capacità residua, ma non è così.
Perché questo è un impianto fantasma, non è stato mai autorizzato, non è stato mai realizzato, esiste l’autorizzazione amministrativa, ma fisicamente l’impianto non c’è, quello di Aprilia invece non è un TMB ma un TM.
Ma il fatto più assurdo è che i rifiuti una volta  da Roma in terra pontina dovrebbero essere lavorati e rimessi  sui camion per far ritorno a Malagrotta.
Se questo Decreto rimane in piedi, diventeremo con certezza la pattumiera di Roma.
Per questo stiamo predisponendo una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro, nella quale certificheremo l’entrata in emergenza dei Comuni della Provincia; perché i nostri impianti di riferimento hanno già un livello di saturazione prossimo allo zero; perché la discarica di Borgo Montello ha una vita residua di un anno un anno e mezzo.
Ci sono inoltre due considerazioni importanti da fare: noi non siamo in grado  di poter ospitare rifiuti perché abbiamo una condizione diversa dalle altre Province, per esempio Frosinone, che ha un’impiantistica completa e che potrebbe eventualmente anche fare il sacrificio.
Ci devono poi spiegare perché dobbiamo fare l’ennesimo sacrificio ambientale, ospitando di fatto una servitù gravissima e pesantissima a costo zero per i nostri territori.
Su questo punto il Ministro ci ha tenuto a chiarire che non c’è un euro per il funzionamento di questo decreto, gli eventuali costi li pagheranno quindi le istituzioni locali e i cittadini.
Aggiungo e termino, tutta quest’operazione è stata fatta con la perfetta connivenza della Regione Lazio, del Comune di Roma e della Provincia di Roma, che hanno avuto anche la fortuna di avere un ministro tecnico e la democrazia che le istituzioni provinciali rappresentano, deboli o inesistenti.
Quindi, l’obiettivo di questa riunione, Consiglio – Conferenza dei Sindaci è di darvi coscienza che siamo di fronte a un momento epocale: “noi non vogliamo alzare le folle nè fare le barricate, ma c’è un momento di riflessione e questo momento di riflessione è l’obiettivo che avevamo dato alla  riunione di questa mattina”.
Al termine della discussione i consiglieri provinciali e i sindaci della Provincia di Latina presenti hanno redatto e sottoscritto un documento, che impegna il Presidente Armando Cusani a opporsi in tutte le sedi deputate al provvedimento licenziato dal ministro dell’ambiente Corrado Clini, il quale vorrebbe far divenire la Provincia di Latina la pattumiera del Lazio.

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