Proviamo a fare ordine, per quanto non mi affascini questa discussione, già definita fuori contesto in aula e che distoglie dai problemi veri della città tra i quali c’è appunto l’Azienda Speciale.
Procediamo con ordine:
PRIMO: Le parole di Talone.
Che si faccia quadrato attorno al consigliere Talone è comprensibile. Mi stupirei del contrario.
Tuttavia, far quadrato non vuol dire sentirsi liberi di raccontare una storia che non sta in piedi, girando la frittata a proprio piacimento, giustificando con la passione certi atteggiamenti.
Nessuno ha usato il termine fasc@sta con il consigliere Talone. Semmai se l’è detto da solo, asserendo che il suo partito affonda le radici nella DESTRA SOCIALE che, fine a prova contraria, è stata di fatto continuatrice di quell’esperienza seppur edulcorata dallo spirito repubblicano che nel frattempo si era affermato.
Una destra che non ha superato mai del tutto, con una condanna chiara ed inequivocabile, quella stagione politica del ‘900, preferendo, ieri come oggi, il trincerarsi dietro termini come a-fascismo, di cui scrisse anni or sono nel “Male Oscuro”, tale Luigi Berto, nel tentativo di equiparare l’antifa@cismo al fa@cismo.
Dello stesso tenore è l’accusa a Chiumera ed altri di essere amici della plutocrazia.
Ci vuole una bella faccia tosta a dare certe patenti agli altri, quando sul palco delle proprie feste è salito proprio il simbolo della destra plutocratica mondiale, Elon Musk, a cui il partito del consigliere Talone ha steso il tappeto rosso delle grandi cerimonie.
Questo dimostra, al contrario di quanto sostenuto da Talone, la destra non è mai stata veramente vicina ai lavoratori, alle lotte epocali per l’affermazione dei diritti sindacali, primo tra tutti quello di un giusto salario.
La destra ha sempre preferito i poteri forti, monarchici, ecclesiastici, ultraliberali e padronali. Anche la storia recente, dopo l’avvento della seconda repubblica, lo sta a dimostrare!
SECONDO: L’Azienda Speciale.
Veniamo, alla questione principale, ossia l’Azienda Speciale.
Talone attacca tutti, ma dimentica che il suo partito è maggioranza attuale e partito di maggioranza relativa da quindici anni! Chi ha diretto in questi anni le sorti dell’Azienda?
La questione Statuto è chiaramente centrale per ridefinire il futuro dell’Ente.
Da ciò, la domanda, a cui la maggioranza dovrebbe dare una risposta: vista la costituzione del nuovo Consorzio, che dovrà gestire per l’intero distretto i servizi sociali, attirando su di sé tutti i fondi della Regione, quale futuro deve avere l’Azienda Speciale?
Le opposizioni hanno provato a dare un contributo per disegnare questo futuro, partendo proprio dal nuovo Statuto che come a ben ribadito Subiaco, nel suo successivo intervento, è stato fatto dopo tre mesi di lavoro in commissione, per definire chiaramente la sua natura di strumento nell’ambito sociale.
Uno strumento che può coesistere con il Consorzio senza però duplicare i servizi e che non può occuparsi di farmacia.
Quindi, dirsi vicini ai lavoratori, agitando temi ideologici, senza dare però risposte chiare sul futuro dell’Ente, che non sia quello conservativo, equivale solamente a costruire l’ennesima cortina fumogena sui problemi senza di fatto affrontarli.
CONCLUSIONI
Riprendo il concetto iniziale: preferirei impegnare il lavoro d’aula ad approvare delibere per la costruzione di un teatro, come gli amici fondani, piuttosto che a partecipare a questi teatrini tipici di una politica inconcludente!
Sono stato eletto per provare insieme ad altri a dare un futuro diverso a questa città e di questo vorrei occuparmi.
Tuttavia, non posso esimermi neppure dal rispondere alla non verità!
Detto ciò, quello che assolutamente mi preoccupa è che dinanzi alla necessità di innovazione, noi siamo inesorabilmente fermi ed arroccati alle nostre invincibili convinzioni conservative.
Terracina, deve tornare ad immaginare un futuro diverso dall’eterno presente in cui è stata confinata ormai da due decenni.
Non è un lavoro semplice e di breve durata.
Non si tratta solo di strade dissestate o costante manutenzione di luoghi pubblici.
Si tratta di risposte chiare che bisogna iniziare a dare su temi fondamentali come il rilancio economico, i servizi ai cittadini, la mobilità sostenibile, la sicurezza, l’innovazione, il completamento delle opere urbanistiche derelitte, l’eliminazione delle brutture, il rilancio culturale ed il recupero degli spazi di aggregazione sociale fondamentali per riscoprirsi comunità attiva e non dei semplici individui portatori di interessi particolari.
Questo penso sia oggi il dovere di un consigliere e di amministratori consapevoli.
Un abbraccio a tutti e buona festa di san Cesareo.
P.S.
Un santo finalmente tornato al centro delle nostre considerazioni religiose, per merito anche delle bellissime iniziative di ieri sul centro storico, che hanno dimostrato due cose: che una destagionalizzazione dell’economia è possibile; che di risorse e di intelligenze ne abbiamo da vendere anche noi!
Daniele Cervelloni
Consigliere comunale PD
I commenti non sono chiusi.