mercoledì 30 Novembre 2022,

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Comune di Terracina: l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!

scritto da Redazione
Comune di Terracina: l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!

Dopo una decina di anni dell’amministrazione più competente di sempre, purtroppo mandata a casa da “inique” decisioni assunte dalla Procura della Repubblica di Latina, i cittadini terracinesi vengono a conoscenza del virtuoso percorso che il commissario, inviato dalla prefettura di Latina, sta programmando per ottimizzare la gestione del Comune di Terracina.

Il commissario Cappetta ci fa sapere, in maniera chiara, che il palazzetto dello sport dedicato alla memoria di Bibi Carucci è sprovvisto (evidentemente da sempre?) del certificato della prevenzione agli incendi, oltre ad avere una caldaia mai certificata.

Fatti che costringono le squadre agonistiche che usano l’impianto ad emigrare in altre città della provincia pontina.

Il commissario prefettizio ha in proposito di ammodernare il palazzetto con la messa a norma degli infissi e dei cavi per consentire anche l’accesso del pubblico.

Per lo stadio Mario Colavolpe si viene a sapere che manca il collegamento dei servizi con la rete fognante pubblica ad uso degli spettatori e degli spogliatoi.

Dalle elevate proteste dei cittadini, soprattutto del quartiere Calcatore ma anche per altre zone del territorio comunale, il commissario provvederà a dare mandato per il risarcimento delle strade ammalorate, anche con i denari provento delle multe, e l’imposizione per le ditte che operano per la messa in opera di fibre e cavi, il ripristino dello stato dei luoghi, non a babbo morto.

Poi, nella scaletta annunciata delle cose da fare, il commissario passerà alla riapertura di molti edifici storici chiusi da troppo tempo e per il Pua, conferma, farà riferimento alla normativa regionale.

L’ultimo pensiero dell’amministratore pro tempore del Comune lo ha per i dipendenti dell’ente, che ha trovato scioccati dagli arresti e dalle indagini della Procura di Latina ed hanno difficoltà a firmare gli atti d’ufficio nel timore di incappare in disavventure giudiziarie.

Sullo stato dell’arte della burocrazia comunale il cittadino terracinese si domanda: su cosa hanno lavorato nei 12 anni di governo le amministrazioni che si sono succedute in Comune?

Domanda delle 100 pistole, come affermava il giornalista Sandro Paternostro.

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