Gli uffici ancora al lavoro sul documento contabile a pochi giorni dalla scadenza. La nuova pianta organica non ha accelerato le pratiche. Assessori bloccati da risposte evasive del personale. E Giannetti chiede ai partner di coalizione garanzie per la ricandidatura.
Il conto alla rovescia è quasi scaduto. Giovedì 30 aprile 2026 è il termine ultimo per l’approvazione del bilancio consuntivo del Comune di Terracina, ma dalle indiscrezioni che filtrano da Palazzo municipale gli uffici competenti starebbero ancora al lavoro sul documento. Una situazione che, secondo fonti interne, potrebbe portare all’ennesimo sforamento di una scadenza formale — l’ennesimo segnale di un apparato burocratico che fatica a tenere il passo.
La recente riorganizzazione della pianta organica, che ridisegnava competenze e responsabilità dirigenziali con l’obiettivo dichiarato di snellire le procedure, sembra aver sortito l’effetto opposto. Non perché l’impianto fosse sbagliato nella sua architettura, ma perché rispecchia un problema più profondo: la componente politica dell’ente — il sindaco Giannetti e la sua giunta — soffre, nei fatti, di scarsa autorevolezza nei confronti della struttura amministrativa.
Il segnale più concreto di questa tensione silenziosa è emerso nelle ultime ore: l’amministrazione avrebbe deciso di non riconoscere ai dipendenti il punteggio pieno — il 100% — sulla produttività relativa all’anno 2025. La risposta non si è fatta attendere: diversi dipendenti, evidentemente convinti di meritare la valutazione massima, avrebbero già avviato le pratiche di ricorso.
Nel dettaglio
“Questo non mi compete”, “lo stiamo facendo”, “non ho personale per lavorare subito la pratica”: sarebbero queste le risposte che alcuni assessori si sentono rispondere dagli uffici di riferimento quando tentano di portare avanti i dossier di loro competenza. Un muro di lentezze e rimpalli che, di fatto, rallenta l’attuazione del programma di mandato e tradisce le aspettative dei cittadini terracinesi.
A complicare ulteriormente il quadro politico c’è la questione della ricandidatura e della possibile fine traumatica della consiliatura. A tre anni dall’insediamento, il sindaco Giannetti avrebbe intensificato le richieste di rassicurazioni ai partner di maggioranza, in vista delle prossime elezioni comunali. Una conferma che ancora, formalmente, non arriva.
Stando a quanto riferiscono fonti vicine alla coalizione, durante una recente riunione di maggioranza, un esponente di rilievo avrebbe risposto alla consueta richiesta di Giannetti con una formula volutamente laconica: “Non ti devi preoccupare: per noi sei il candidato alle prossime elezioni.” Una frase che suona più come un contentino diplomatico che come un impegno politico preciso.
La verità politica, per quanto scomoda, è più semplice: se qualcuno nella coalizione avesse avuto la forza e la volontà di defenestrare Giannetti, lo avrebbe già fatto. Non è accaduto, il che significa che il sindaco terminerà il mandato. Ma ciò non equivale a una garanzia di ticket per le prossime consultazioni. La sua ricandidatura resta, allo stato attuale, una variabile aperta — condizionata da sviluppi che, in questo momento, nessuno è in grado di prevedere. Come quella che l’attuale amministrazione vada fino al termine della consiliatura.
Come si dice in questI casi: chi vivrà vedrà. (e)
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