Le origini: un nome, una storia.
Mario Colavolpe, terracinese doc, è stato considerato una delle colonne portanti su cui si incentrava la squadra del Terracina Calcio nel lontano 1925. Personaggio eclettico e dalle mille risorse, aveva nel suo curriculum un passato da estremo difensore, vantando la presenza come dodicesimo in Nazionale. A lui è intitolato lo stadio comunale sorto in via Ceccaccio, nella località San Martino a nord di Terracina, capace di contenere 2.844 spettatori seduti, suddivisi in tribuna coperta, gradinata, curva e settore ospiti, dotato di una pista di atletica e di un terreno in erba naturale, con una struttura a pianta ellittica.
All’impianto principale si affianca il campo B di San Martino, struttura complementare destinata agli allenamenti e all’attività giovanile, da anni al centro di controversie amministrative.
La vicenda della cronica manutenzione carente dello stadio non è recente. Le foto del luglio 2016 documentano come sul manto di gioco del Mario Colavolpe, ridotto in condizioni pietose, un gruppo di sostenitori biancocelesti abbia preso letteralmente pala e carriola, riportando il campo a una parziale normalità. Un episodio che ha fatto il giro della città e che, a distanza di anni, continua a essere citato come simbolo di un rapporto mai risolto tra politica locale e gestione degli impianti sportivi.
A dicembre del 2017 il Comune di Terracina ha stipulato una convenzione con la Polisportiva “D” Terracina Calcio per l’affidamento gestionale del Colavolpe e del San Martino B per la durata di sei anni, che si è interrotta a luglio del 2022 quando la società ha comunicato la volontà di recedere dalla convenzione.
Il rientro in possesso del complesso da parte del Comune ha fatto emergere un quadro problematico. Il rientro in possesso del complesso sportivo ha evidenziato una serie di criticità strutturali e nel reperimento della documentazione tecnica. Tra le lacune più evidenti, una su tutte: lo stadio non è provvisto di una rete fognante, tanto è vero che per ottenere l’agibilità il Comune ha dovuto affittare bagni chimici.
La riapertura ai tifosi è avvenuta a fatica e con le risorse della società sportiva. Il 31 agosto 2022, con opportune prescrizioni per superare le criticità riscontrate, è stata rilasciata l’autorizzazione per l’utilizzo dello stadio fino al 30 giugno 2023, in un primo momento con divieto di ingresso per il pubblico, e dal febbraio 2023 con capienza fino a 500 persone, dopo il parere favorevole della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo.
Per giungere a ottenere l’agibilità dello stadio — prima per 500 spettatori poi per 2.000 — la società terracinese ha speso di tasca sua 70.000 euro. Tutto questo mentre il Campo B di San Martino, quello in terra battuta, è rimasto inagibile per mancanza delle prescrizioni previste dalla legge.
Se lo stadio terracinese ha potuto tornare a funzionare lo si deve al Commissario Cappetta, che ha ripreso in mano l’intero faldone delle inadempienze burocratiche giacenti da decenni nei polverosi cassetti comunali, grazie anche a una dirigente che ha redatto un capitolato tecnico — il primo della sua lunga storia — propedeutico per giungere ad assegnare il complesso sportivo alla società del Terracina calcio per nove anni, più altri nove.
Nella stessa fase, nel maggio 2023, è stata adottata una delibera commissariale per l’affidamento in gestione a terzi dello Stadio Colavolpe e dell’impianto San Martino. Era stata avviata la procedura negoziata per cedere la gestione a un soggetto esterno, ma a causa di vari ritardi amministrativi e difficoltà operative, la procedura non si è conclusa positivamente. La gara era affidata alla Stazione Unica Appaltante della Provincia di Frosinone.
«Lo stadio Mario Colavolpe sarà pronto per l’inizio del campionato di calcio di Serie D». Questo rese noto l’Amministrazione comunale dopo il sopralluogo del 6 giugno effettuato dal Fiduciario della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Bizzarri, alla presenza dell’assessore allo Sport Alessandra Feudi e dei dirigenti dei Dipartimenti competenti. Nell’occasione si precisò che il campo doveva passare dagli attuali 62 metri a 64 di larghezza, e che i quattro cancelli delle tifoserie andavano tinteggiati di giallo. «A breve partiranno i lavori», fu la comunicazione ufficiale.
Nel frattempo il Terracina 1925 è riuscito a iscriversi al campionato solo grazie all’ennesimo sforzo della proprietà, rappresentata dalla famiglia Baioni, e a un piccolo aiuto concreto da parte di alcuni imprenditori locali.
Sul fronte delle risorse economiche, il quadro è quello di fondi ottenuti ma ancora in attesa di tradursi in cantieri concreti. Il Comune ha ottenuto un mutuo dall’Istituto per il Credito Sportivo per l’importo di 1 milione e 870.000 euro per lavori di rigenerazione, perfezionamento, completamento ed efficientamento energetico, e ha ottenuto dallo stesso Istituto un contributo di 359.731 euro che andrà a coprire pressoché totalmente gli interessi sul mutuo richiesto e concesso. Tali lavori prevedono il rifacimento della pista di atletica, l’installazione dell’impianto di recupero dell’acqua piovana, l’installazione dell’impianto fotovoltaico per la riduzione dei costi di gestione e l’impianto solare termico per l’acqua calda sanitaria.
Per il 2024 era prevista la realizzazione della rete idrica e fognante di San Martino, con un investimento di 340.000 euro. Un’opera attesa da oltre un decennio — la stessa mancanza che costringeva la società a ricorrere ai bagni chimici per ottenere l’agibilità.
A maggio 2025, con delibera di Giunta Comunale, è stata revocata in via di autotutela la delibera commissariale del 15 maggio 2023 per la parte relativa all’affidamento in gestione a terzi del Colavolpe e del San Martino, in ragione del sopravvenuto interesse dell’Ente a una gestione diretta. Una decisione che ha di fatto azzerato due anni di iter burocratico.
La precedente procedura d’affidamento tramite la Stazione Unica Appaltante di Frosinone resta ancora pendente per cause non imputabili al Comune, ma di fatto è stata superata dalla revoca in autotutela approvata in giunta.
La questione della rete idrica e fognaria del complesso San Martino rimane il problema più emblematico dell’intera vicenda. Una carenza strutturale nota da anni, più volte pianificata, finanziata con 340.000 euro già stanziati, e tuttavia ancora oggetto di “procedure in corso”. Per ottenere l’agibilità, la società di calcio ha dovuto affittare bagni chimici. La scorsa stagione calcistica ha pagato al Comune circa 28.800 euro per l’affitto della struttura.
A distanza di nove anni dalla giornata in cui i tifosi presero le pale per sistemare il campo, i fatti confermano che la politica terracinese non ha imparato nulla da quella lezione d’amore per la città. Fondi ottenuti, delibere adottate, procedure avviate e poi revocate, nuove procedure riavviate. Il Colavolpe e il San Martino B attendono ancora, come attendono da decenni, che le carte negli uffici si trasformino in cemento, asfalto e tubi fognari. (e.l.)
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