Un centro estetico affacciato sul degrado, in via Cesare Battisti al civico 56, a due passi dalla posta. La titolare denuncia le condizioni degli alloggi popolari gestiti dal Comune di Terracina e lancia un appello alle istituzioni.
Ci sono denunce che nascono dalla rabbia, ma anche dall’amore per il proprio paese. È il caso di Mariella, titolare di un centro estetico storico a Borgo Hermada, in via Cesare Battisti n. 56, zona centralissima della frazione terracinese, proprio di fronte al condominio Coter di cui la donna fa parte. Da giorni la sua voce sta circolando tra i cittadini della zona, stanchi — a suo dire — di vivere accanto a un degrado che sembra non avere fine.
Mariella non usa mezzi termini. Racconta di aprire la saracinesca ogni mattina e trovarsi davanti uno scenario che definisce imbarazzante: “Dove pensate possa esistere questa realtà? In un paese del terzo mondo? Forse in un paese del dopoguerra? No — siamo qui, a Borgo Hermada, in via Cesare Battisti, zona centralissima vicino alla posta.”
È lei stessa a raccontare cosa vede ogni giorno, insieme alle sue clienti, entrando e uscendo dal proprio negozio: “Questa in fotografia è esattamente ciò che i miei occhi vedono ogni giorno che entro ed esco dal mio centro estetico. E che anche le mie clienti vedono, ovviamente. Dire che mi vergogno è dire poco. In verità però non dovrei essere io a vergognarmi.”
Al centro della denuncia c’è la gestione delle case popolari della zona, che secondo la commerciante sarebbero assegnate dal Comune di Terracina come alloggi provvisori — una definizione che Mariella contesta con amarezza: “So che queste case vengono date dal Comune di Terracina come alloggi provvisori — e provvisorio, a Terracina, sono minimo trent’anni!”
Da qui la domanda diretta rivolta all’amministrazione comunale: “Caro Comune di Terracina, ma voi davvero pensate che la gente meriti questo? È mai possibile che una volta seduti in poltrona non riuscite più ad alzare il vostro… dalla sedia? È possibile che Borgo Hermada debba diventare Borgo Spazzatura?”
La donna non risparmia critiche sulla percezione di un’amministrazione più attenta alla riscossione che alla manutenzione del territorio: “Ve la date o no una mossa a migliorare certe situazioni? Qua veramente si sta nella cacca e voi pensate solo a fare pagare le tasse — per quelle siete puntuali!”
Mariella tiene però a precisare un punto, per evitare facili strumentalizzazioni: il problema, sottolinea, non è una questione di origine delle persone che vivono negli alloggi. “Non diamo sempre la colpa agli extracomunitari, che pure ce ne sono tanti. Qui il problema è che c’è un Comune che se ne frega dei cittadini e del decoro urbano.”
La titolare del centro estetico chiude il suo sfogo con un appello diretto alle istituzioni cittadine: “Questa storia deve finire. Assumetevi le vostre responsabilità e cercate di lavorare con onestà per il bene della città tutta. Per il momento, vergognatevi.”
Una zona che meritava altro.
Chi conosce Borgo Hermada da anni ricorda un’altra immagine della frazione: un borgo vivo, frequentato, apprezzato per la sua posizione centrale e per il tessuto di attività storiche come quella di Mariella. Una zona che solo pochi anni fa veniva considerata bella e appetibile, e che oggi, secondo anche la denuncia della commerciante, rischia di scivolare in un degrado silenzioso, fatto di manutenzioni mancate e responsabilità rimandate. Un appello, quello di Mariella, che la comunità locale sembra fare proprio: non un attacco ai residenti degli alloggi, ma una richiesta di cura, decoro e presenza istituzionale per un borgo che merita di tornare a essere quello di un tempo. (everardo longarini)
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