lunedì 10 Maggio 2021,

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Becchis: “Rifondazione Comunista sostiene le lavoratrici ed i lavoratori della cultura e dello spettacolo”

scritto da Redazione
Becchis: “Rifondazione Comunista sostiene le lavoratrici ed i lavoratori della cultura e dello spettacolo”

Oggi, a Roma, le lavoratrici ed i lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno occupato il Globe Theatre, denunciando, per l’ennesima volta, la drammaticità di una condizione di assenza di reddito. La cui causa, solo parzialmente riconducibile alla pandemia, è sostanzialmente frutto della precarietà e deregolamentazione del mondo del lavoro, che nel settore era già molto avanzata, senza che tuttavia fossero state istituite adeguate tutele.

A ciò si deve aggiungere la contestuale miopia e strabismo della politica, a partire dal Ministro fino all’ultimo assessore alla cultura. Da una parte i pochi finanziamenti pubblici sono indirizzati alle produzioni mainstrem orientate ai grandi numeri ed al profitto, escludendo ricerca, sperimentazione, formazione e produzioni indipendenti, dall’altro si pensa a realizzare grandi strutture come “la Netflix della cultura,” ma si nega alle piccole o più fragili realtà di poter operare in quegli spazi che sono beni comuni e che le istituzioni sembrano preferire lasciar marcire.

Rifondazione Comunista condivide e concorda con i lavoratori e le lavoratrici occupanti la necessità di: – assicurare la salute la salute di tutt*, riaprendo le attività con criteri uniformi e aiutando le realtà più fragili quando vi sarà la possibilità di farlo in sicurezza,

– istituire un reddito di base universale, che elimini le condizionalità oggi previste, come nella proposta del Basic Income Network che sosteniamo e che potete firmare su https://eci.ec.europa.eu/014/public/#/screen/home,

Basta con l’ipersfruttamento, basta con l’autosfruttamento, basta con una politica culturale che finanzia solo le strutture mainstream.

E ora che lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura, possano rompere le catene di precarietà, intermittenza, esclusione e ricostruire nuovi diritti.

Ciò sarà possibile solo con un intervento del settore pubblico che riconosca all’arte e alla cultura il suo status di elemento necessario della vita dei cittadini e bene della comunità.

Michela Becchis

responsabile cultura PRC Federazione di Roma, Castelli, Litoranea

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