L’Azienda Speciale Terracina è stata condannata dal Tribunale del Lavoro di Latina al pagamento di oltre 24mila euro per differenze retributive dovute all’errata applicazione del contratto di lavoro a un dipendente. La sentenza, firmata dalla dottoressa Simona Marotta, è stata al centro di una conferenza stampa organizzata questa mattina dal sindacato UilTucs presso un noto locale cittadino.
Al tavolo dei relatori il segretario dell’UilTucs Gianfranco Cartisano, a cui il dipendente si era rivolto per tutela, e l’avvocato Luigi Cerchione che ha seguito la causa in tribunale. Tra il pubblico anche il neo presidente dell’Azienda Speciale Terracina, Stefano Favali, successivamente intervenuto per commentare tecnicamente la sentenza. Presenti inoltre alcuni consiglieri comunali, attuali ed ex, che hanno espresso le proprie valutazioni sulla vicenda.
Al di là delle diverse opinioni emerse durante l’incontro, il cuore della questione risiede in alcune disposizioni contenute nel Contratto di Servizio dell’Azienda Speciale e nelle sue successive modifiche.
Secondo quanto stabilito nell’articolo dedicato alle risorse umane, i servizi devono essere gestiti dall’Azienda con personale assunto nel rispetto della dotazione organica approvata con il Piano Programma, seguendo le modalità previste dallo statuto aziendale e i vincoli della normativa sulla finanza pubblica, mediante procedure pubbliche o concorsuali.
Particolarmente rilevante appare l’articolo 8 del Contratto, rubricato “Attività di programmazione ed indirizzo”. La norma prevede che l’Azienda proponga annualmente al Comune i documenti di programmazione, includendo bilanci, piani di investimento, piani di assunzione del personale e programmi operativi con relative previsioni di entrate e uscite.
La domanda che emerge dalla conferenza stampa è: questo iter è mai stato seguito negli anni?
Analogamente, si interroga sulla collaborazione prevista tra Azienda e Settore Politiche Sociali per la gestione del personale, assunto secondo la dotazione organica e previa rilevazione del fabbisogno.
Il punto cruciale è contenuto nell’articolo 15 del contratto, approvato con delibera di Consiglio comunale n.55 del 9.12.2013, che ripropone una previsione presente dal 2010: l’Azienda Speciale, ente pubblico economico strumentale del Comune, è di diritto privato e i suoi dipendenti non hanno qualifica di dipendenti pubblici.
Di conseguenza, i Contratti Collettivi Nazionali applicabili sono quelli degli enti di diritto privato. L’applicazione transitoria del CCNL degli enti locali doveva riguardare solo gli istituti retributivi salariali, escludendo salario accessorio e fondo di produttività.
La norma stabiliva inoltre che la fine della fase transitoria non dovesse determinare ulteriori spese per il Comune di Terracina, né pregresse né future, e che l’Azienda dovesse comunicare alle organizzazioni sindacali il passaggio al contratto privato garantendo il livello retributivo di ciascun dipendente.
Il contratto attribuisce inoltre poteri di vigilanza e controllo al Dirigente del Dipartimento Comunale che include i Servizi Sociali, mentre la verifica dei parametri finanziari compete al Dirigente del Dipartimento Finanziario.
La vicenda, come sottolineato in conferenza stampa, è tutt’altro che conclusa e solleva interrogativi sulla corretta applicazione delle norme contrattuali nel tempo.
Adesso, quello che è accaduto negli ultimi anni chi deve portare la responsabilità: la politica di governo della città, i dirigenti dei settori interessati, la direttrice dell’Azienda Speciale Terracina. Il rimpallo delle responsabilità che si possono intravedere, forse, stanno per giungere al capolinea… a suon di sentenze.
Fine della puntata…ma la storia continua.
e.
*Se qualcuno degli interessati vuole confutare il testo che abbiamo stilato, può liberamente inviarci le sue considerazioni.
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