lunedì 25 Ottobre 2021,

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Voto subito arriva al Tar, Pdl lavora su regole

scritto da Redazione
Voto subito arriva al Tar, Pdl lavora su regole

Da una parte il fronte del ‘voto subito’ che si rivolge al Tar per fare pressione sulla governatrice uscente Renata Polverini. Dall’altro il Pdl del Lazio che attende domani una riunione del ‘gruppo delle regole’ sulle Primarie nazionali, dai cui esiti ragionare sulle prossime mosse a livello locale. Al momento il candidato che sfiderà il democratico Nicola Zingaretti non c’é, e del resto non c’é neanche la data del voto. Polverini (che oggi si è ricoverata al Sant’Andrea per sottoporsi a terapie conseguenti all’intervento oncologico dello scorso 25 agosto) pensa al 27 gennaio e dovrebbe sciogliere la riserva a metà novembre. Però deve attendere di trovare una data comune con Lombardia e Molise, perché il Viminale si è espresso per l’election day tra le Regioni. Ecco dunque che stamattina l’avvocato Pierluigi Pellegrino, spesso a fianco del Pd, ha presentato a nome del Movimento Difesa del Cittadino un ricorso al Tar del Lazio per ottenere dai giudici l’ordine alla governatrice di fissare le elezioni entro 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio. Né la politica si è risparmiata le quotidiane schermaglie: il capogruppo regionale Pd Esterino Montino è tornato a chiedere di “votare subito, perché la melina sulla data è un ulteriore costo a carico di cittadini e imprese. Mi auguro che l’interrogazione dei deputati Gasbarra e Causi impegni il governo a riparare i danni causati dal centrodestra”. Montino, prima di parlare – la replica di Stefano Cetica, assessore al Bilancio e braccio destro di Polverini – ricordi che ha lasciato la Regione col più grande indebitamento d’Italia”. Intanto però il fronte del centrodestra si interroga sulle strategie.  Domani il Pdl dovrebbe discutere delle regole per le Primarie nazionali. Solo una volta fissate quelle si potrà decidere come (e se) ‘calarle’ sul territorio. Perché la questione è strettamente legata a quella del candidato. Una parte degli ex-FI, infatti, sarebbe dell’idea che la candidatura ideale debba provenire dall’esterno dei partiti anche saltando le Primarie. La fretta è tanta, l’antipolitica preme e non va sottovalutata. Da qui sarebbe partita, per ora a livello di mera ipotesi, l’idea della giudice Simonetta Matone, figura personalmente stimata dal fronte pidiellino, senza eccezioni. Ma non da tutti è considerata strategicamente una buona mossa mettere in campo lo ‘straniero’. Se la posta in gioco, oltre a giocarsi voto per voto la partita contro Zingaretti, è anche e soprattutto riprendere in mano un partito tutto da reinventare e disorientato dal caso Fiorito, allora serve una mobilitazione generale dal basso (cioé le Primarie), e candidature di peso (Augello o Rampelli) in grado di essere leader ‘nel’ partito, anche in discontinuità con l’orgogliosamente indipendente Polverini. Il quadro dei nomi in campo, se si andasse alla conta, non muta. Augelliani e rampelliani schiererebbero le loro primissime file. Stefano De Lillo, senatore ex azzurro, è già in campagna elettorale per le Primarie. Francesco Giro sarebbe pronto a giocarsela. Ma bisognerà fare attenzione alle mosse di Francesco Storace: in campo ci sarà, e non è uno che passa inosservato.

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