Ci scusiamo se disturbiamo il Ferragosto dei nostri lettori, ma le immagini che ci giungono da via Bengasi non possono essere ignorate. Ritraggono cassonetti dell’immondizia che rilasciano liquami maleodoranti sul marciapiede e sulla carreggiata, proprio nei pressi della strada parallela dove da tempo si svolge il mercato pubblico, allestito in via provvisoria dopo la chiusura – per motivi ormai noti a tutta la cittadinanza – del Mercato della Marina.
Non si tratta di un disagio da poco. Con le temperature che in questi giorni toccano punte elevate, i rifiuti organici accumulati nei cassonetti fermentano più rapidamente, producendo un percolato dall’elevata carica batterica e potenzialmente tossico. Questo liquame, colando copiosamente su marciapiedi e strada, non è soltanto un problema estetico o di decoro urbano: rappresenta un concreto rischio igienico-sanitario per i cittadini che vi transitano a piedi, per i commercianti del vicino mercato e, non ultimo, per i bambini che in questo periodo estivo frequentano più spesso gli spazi pubblici.
Il caldo, inoltre, amplifica il cattivo odore e favorisce la proliferazione di insetti e altri vettori potenzialmente patogeni, trasformando un problema di decoro in una vera e propria emergenza igienico-sanitaria a cielo aperto.
Ci si chiede, legittimamente, come sia possibile che in pieno agosto – con temperature roventi che renderebbero necessaria una sanificazione ancora più frequente e attenta – la ditta ancora incaricata del lavaggio e della sanificazione dei cassonetti non stia garantendo il servizio previsto da capitolato. E ci si chiede, con altrettanta legittimità, dove sia chi dovrebbe vigilare affinché gli obblighi contrattuali vengano rispettati fino all’ultimo giorno di validità dell’appalto.
Non è la prima volta che segnaliamo criticità di questo tipo, ma la concomitanza tra l’ondata di calore, la presenza ravvicinata del mercato pubblico e l’assenza di controlli efficaci rende la situazione attuale particolarmente allarmante.
Che brutta pagina si sta scrivendo per la nostra città. In un momento in cui il turismo estivo porta visitatori anche in zone come via Bengasi, e mentre i cittadini cercano di godersi le ferie di metà agosto, l’immagine che si offre è quella di un’amministrazione e di un gestore del servizio che sembrano aver abbassato la guardia proprio quando servirebbe il massimo dell’attenzione.
Ci auguriamo che queste segnalazioni non cadano nel vuoto e che gli enti preposti intervengano con urgenza, sia per ripristinare condizioni igieniche accettabili, sia per verificare puntualmente il rispetto degli obblighi contrattuali da parte della ditta incaricata. Il decoro urbano e, soprattutto, la salute pubblica non possono attendere la fine delle vacanze e il giorno dal cambio appalto previsto per il 1° settembre prossimo. (everardo longarini)
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