giovedì 24 settembre 2020,

Cronaca

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Tiziano Ferro: da via Caravaggio al successo mondiale

scritto da Redazione
Tiziano Ferro: da via Caravaggio al successo mondiale

Lì avevamo la nostra redazione della TGR LAZIO,con gli operatori Peppe e Andrea, con il grande Gianfranco.Tu eri timido,Tiziano e quando regalasti il primo concerto alla tua Latina, non hai voluto rilasciare l’intervista al TG3 ed io rimasi male e ti criticai.Ma non  ti conoscevo e sbagliai. La tua panchina è ancora lì, nei giardinetti,tanto cari ad Antonio Pennacchi e a tutti noi, nati a Latina, in questa strana città. Zaccheo voleva immortalarla quella panchina, ma non è riuscito a raggiungere l’obiettivo.Tu sei andato via, nella civile Inghilterra e sei andato avanti, con la tua caparbietà,la tua sensibilità, la tua intelligenza e bravura ed hai conquistato il successo ed io non capii, allora, con chi avevo a che fare e ti chiedo scusa. Ora sei maturo, perché il 21 febbraio compierai 40 anni e il monologo di ieri mi ha colpito,mi ha fatto emozionare.

“Non sono sbagliato, nessuno lo è”. È la parte più forte del tuo monologo, nell’ultima serata del Festival di Sanremo.

“Tra due settimane compio 40 anni.  A 40 anni, per la prima volta ho sognato Dio. Aveva il viso di un adolescente e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo. A 40 anni ho scoperto che non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l’arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma. A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all’amore del padre e della madre, mai, né per orgoglio né per timore. L’amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare. A 40 anni so che nessuno può vedere quanto è bello l’amore se non condividi col mondo il tuo sorriso da innamorato. Ci ho messo 40 anni, ma adesso so che il brutto tempo non esiste. È tutto un susseguirsi di stagioni. Solo questione di ripararsi o scoprirsi al momento giusto. A 40 anni guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno. Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire. Perché subire non è una disgrazia, è una scelta. E la felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli. Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema.Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai”.

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