giovedì 16 Aprile 2026,

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Terracina, turismo balneare nell’occhio del ciclone: investimenti vanificati e caos normativo?

scritto da Redazione
Terracina, turismo balneare nell’occhio del ciclone: investimenti vanificati e caos normativo?

Il turismo balneare di Terracina è al centro di una crisi che penalizza gli operatori e l’attrattività della città. Quello che doveva essere un processo di destagionalizzazione si è trasformato in un cortocircuito normativo tra Comune, Regione e imprenditori.

Negli ultimi anni numerosi stabilimenti balneari hanno investito migliaia di euro in strutture, coperture e servizi per allungare la stagione oltre i mesi estivi. Ma l’assenza di un Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) efficace e approvato dalla Regione ha creato un vuoto normativo che ha generato contenziosi legali e blocchi autorizzativi.

Il nodo del PUA.

La mancata definizione del PUA ha reso impossibile programmare l’uso delle aree demaniali con certezza giuridica. Gli operatori che hanno puntato sulla destagionalizzazione si trovano ora in una situazione di incertezza normativa, con investimenti a rischio e autorizzazioni contestate.

L’amministrazione comunale ha proceduto tra annunci, ritardi e provvedimenti contraddittori, mentre manca una visione unitaria tra ente locale e Regione.

Il confronto con gli altri comuni.

La situazione diventa più evidente nel confronto con i territori vicini. A Latina, Sperlonga, San Felice Circeo, Fondi e Gaeta gli operatori balneari hanno strumenti pianificatori più chiari. Questi comuni registrano permanenze turistiche più lunghe, maggiore indotto economico e un’offerta strutturata.

A Terracina, invece, cresce il fenomeno del turismo “mordi e fuggi”: visitatori giornalieri, scarsa permanenza media, ridotto numero di pernottamenti. Un problema acuito dalla presenza di camperisti che sostano in aree centrali a costi minimi.

Instabilità amministrativa nella presunta stabilità politica.

Negli ultimi anni si è assistito a un frequente avvicendamento di assessori, percepito da parte dell’opinione pubblica come frutto di equilibri di partito più che di una programmazione di lungo periodo.

Il clima politico appare polarizzato, con parte del consenso concentrato nei borghi come Borgo Hermada. Eventi pubblici come il Carnevale locale alimentano in alcuni cittadini la percezione che le iniziative culturali possano essere utilizzate anche come strumenti di visibilità politica, in un momento in cui la città affronta problemi strutturali irrisolti.

Le prospettive.

Terracina ha potenzialità enormi: posizione strategica, patrimonio storico e turistico rilevante. Ma senza coerenza urbanistica e una visione strutturata, il rischio è restare indietro mentre altri territori crescono.

Per recuperare competitività servono: pianificazione urbanistica certa, gestione ordinata degli spazi pubblici, regolamentazione chiara delle concessioni, promozione turistica strutturata.

Il vero banco di prova non è la distribuzione delle deleghe in giunta, ma la capacità della classe politica di affrontare i nodi che da anni frenano lo sviluppo della città. (e)

*Foto Jolly Barone, che ringraziamo.

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