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Terracina, tra giustizia e politica. La vicenda De Gregorio e le sue ricadute sull’amministrazione Giannetti. Tra acquisizioni di atti e la “Lista del Sindaco Giannetti” che fatica a scrollarsi di dosso il peso della vicenda

scritto da Redazione
Terracina, tra giustizia e politica.  La vicenda De Gregorio e le sue ricadute sull’amministrazione Giannetti. Tra acquisizioni di atti e la “Lista del Sindaco Giannetti” che fatica a scrollarsi di dosso il peso della vicenda

Premessa doverosa: siamo garantisti. La colpevolezza si accerta solo dopo il terzo grado di giudizio, e non è nel commentare le disgrazie giudiziarie altrui che troviamo soddisfazione. Eppure, il dovere dell’informazione impone di ragionare su vicende che coinvolgono figure di primo piano della politica locale.

Nelle ultime ore è rimbalzata la notizia dell’acquisizione da parte dei Carabinieri di documentazione relativa a dehors e risarcimenti per danni da maltempo. Un fascicolo che porta anche il nome di Gavino De Gregorio, ex consigliere comunale della “Lista del Sindaco Giannetti” e già capogruppo della medesima formazione civica, oggi agli arresti domiciliari con pesantissime accuse contestate dalla DDA di Roma.

La dichiarazione del sindaco.

A margine delle ultime notizie, il sindaco Francesco Giannetti ha affidato ai social una nota ufficiale, che riproduciamo integralmente:

“In merito all’acquisizione di alcuni atti da parte dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina, l’Amministrazione Comunale ribadisce piena fiducia nell’operato della magistratura. È interesse della stessa Amministrazione garantire sempre la massima trasparenza del suo operato. La collaborazione con le Forze dell’Ordine e con la Magistratura è sempre massima.”

Dichiarazione ineccepibile nella forma. Sarebbe stato ben più sorprendente il contrario. Ma il punto non è qui.

Il nodo politico che resta irrisolto.

Perché la questione, al netto dei profili penali, è drammaticamente politica.

De Gregorio non era una figura marginale: era il capogruppo della lista civica del sindaco, membro autorevole di commissioni consiliari, un pilastro dell’architettura politica costruita attorno a Giannetti. Eppure, dal momento in cui le accuse sono diventate pubbliche, il primo cittadino non ha trovato la forza — o la volontà — di compiere il passo che in molti attendono: ammainare la bandiera della Lista del Sindaco, disancorandola dalla bufera giudiziaria, e rifondare il percorso politico su basi nuove, a tutela dei consiglieri rimasti e della comunità che rappresentano.

Quella scelta non è ancora arrivata. E così, a ogni nuovo capitolo giudiziario, il problema torna a galla con rinnovata urgenza.

Trattative in corso, ma niente di definito.

Secondo quanto risulta, nelle ultime ore sarebbero in corso interlocuzioni con i rappresentanti del Gruppo Misto per dar vita a una nuova entità consiliare. Nulla, però, è ancora formalizzato. E la speranza di chi sostiene la Lista del Sindaco — di poter continuare a operare senza questa spada di Damocle — rischia di scontrarsi con la realtà dei fatti.

Lo squilibrio di potere che pesa sugli alleati.

A complicare ulteriormente il quadro, c’è un altro elemento di tensione in vista della scadenza elettorale: il sovradimensionamento degli incarichi in mano alla Lista del Sindaco. Nelle sue fila si concentrano oggi il sindaco, il vicesindaco con delega alle finanze e il presidente del Consiglio comunale. Un peso specifico sproporzionato rispetto alla rappresentanza effettiva del gruppo in aula, e che non può non pesare nei rapporti con gli alleati di maggioranza.

Il tempo stringe.

Il messaggio, in conclusione, è uno solo: il tempo delle riflessioni è finito. Per legittimare un’eventuale ricandidatura, per presentarsi agli alleati con argomenti credibili, per costruire una coalizione coesa e competitiva, servono decisioni nette. Magari scomode, certamente coraggiose.

La politica, quando è seria, sa anche quando è il momento di voltare pagina. (e)

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