Via Due Pini, angolo del degrado: sacchi di riso e valigie abbandonate a due passi dall’Area Chezzi. I cittadini chiedono conto di un sistema di videosorveglianza costato centinaia di migliaia di euro
C’è un paradosso che si consuma quotidianamente nelle strade di Terracina e del territorio comunale, e che sta diventando sempre più difficile da ignorare. Il Comune è dotato di una rete capillare di telecamere di videosorveglianza, installate nel corso degli anni con investimenti significativi a carico dei contribuenti, eppure nessuno — almeno a memoria dei residenti — ha mai visto un nome, un volto, una sanzione associati a chi abbandona impunemente i propri rifiuti per strada.
Un problema che non è solo di decoro urbano. È un problema sociale, sanitario ed economico di primaria importanza: i costi aggiuntivi di raccolta e smaltimento straordinario ricadono inevitabilmente sulle casse comunali e, quindi, sulle tasche di tutti i cittadini che pagano la Tari.
Tra i luoghi diventati tristemente “canonici” per l’abbandono incontrollato di rifiuti urbani, spicca un angolo di via Due Pini, traversa della centralissima Viale della Vittoria, all’imbocco del popoloso quartiere delle Capanne. Un punto ben noto, frequentato, e — dettaglio non secondario — già coperto dalla visuale di una telecamera.
Eppure, proprio lì, si ripete con stancante regolarità lo stesso spettacolo: rifiuti di ogni genere accatastati sul suolo pubblico, nella totale indifferenza delle regole e del senso civico più elementare. L’ultimo episodio documentato parla di sacchi di riso non più commestibile ammassati nell’angolo sotto gli occhi — presumibilmente — della telecamera. Poco più avanti, all’imbocco del parco pubblico dell’Area Chezzi, è comparsa anche una valigia abbandonata.
I cittadini sono stanchi e lo dicono apertamente. Le domande che circolano con crescente insistenza sono scomode, ma legittime:
Le telecamere funzionano davvero, o sono lì a fare da arredo urbano? Hanno mai ripreso qualcuno nell’atto di abbandonare rifiuti? Qualcuno è mai stato identificato e sanzionato?
Perché, fino a oggi, nessun abitante di Terracina ha mai avuto il “piacere” — si fa per dire — di conoscere l’identità di chi trasforma angoli della città in mini-discariche abusive. Gli incivili, evidentemente, sanno di avere campo libero. E finché nessuno li persegue, continueranno ad averlo.
Vale la pena ricordare che l’installazione e il progressivo potenziamento della rete di videosorveglianza comunale è costata centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico. Risorse che i contribuenti hanno il diritto di vedere impiegate concretamente, non solo come deterrente teorico.
La videosorveglianza, per avere senso, deve tradursi in azione: identificazione, segnalazione, sanzione. Altrimenti resta uno strumento muto, incapace di incidere su comportamenti che degradano la qualità della vita dell’intera comunità.
Agli amministratori comunali, il messaggio dei residenti è chiaro: fateci sapere. Quante violazioni sono state accertate grazie alle telecamere? Quante sanzioni sono state elevate? Quali risultati concreti ha prodotto questo investimento nella lotta all’abbandono dei rifiuti?
I cittadini attendono risposte. E i sacchi di riso di via Due Pini, nel frattempo, sono ancora lì. (e.l.)
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