lunedì 19 Aprile 2021,

Politica

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Terracina – situazione politica: l’arguta riflessione della “Giovane Italia”

scritto da Redazione
Terracina – situazione politica: l’arguta riflessione della “Giovane Italia”

A due anni circa dalla “rivoluzione dolce” di cui aveva bisogno Terracina, quella “rivoluzione che si nutre di passione, idee, persone. Una rivoluzione fatta di piccole e grandi cose. Di strade senza buche, illuminazione, decoro urbano, ma anche di progetti ambiziosi, che restituiscano a Terracina il posto che merita nella storia del nostro territorio”, di dolce ormai è rimasto ben poco.
Il Gruppo Giovane Italia non è nuovo a questo tipo di discussione ma ancora una volta non possiamo che esprimere il nostro rammarico e la nostra delusione per l’ennesima occasione persa. Perché anche quest’anno è stata mancata la tanto osannata “Bandiera Blu”?, perché non è stata rilanciata la politica universitaria? Perché non sono stati organizzati quei grandi eventi musicali, teatrali o legati all’editoria nazionale che avrebbero dovuto trovare nel territorio terracinese un palcoscenico naturale? Perché il restyling della città ancora è in alto mare?
Il déjà vu è evidente: in due anni è cambiato poco o addirittura niente quindi o Terracina ha per l’ennesima volta sbagliato la rampa d’accesso o palesemente c’è qualcosa che non va. Sicuramente hanno contribuito il dissesto finanziario in cui versa la città e il momento politico economico nazionale e internazionale; sembrerà retorica, ma il problema sembra essere radicato in questa “cattiva” amministrazione e inadeguatezza da parte di alcuni esponenti politici che trovano la loro massima espressione nel primo cittadino: In difficoltà nel gestire una crisi che va avanti ormai da mesi, ambiguo nelle ultime elezioni amministrative in cui pochi sono riusciti a capire in favore di chi sia stata condotta la campagna elettorale da una persona, o meglio un’istituzione, che dovrebbe essere “super partes”; sia ben chiaro, anche il Presidente del Consiglio partecipa e sostiene campagne elettorali, ma quello che lascia interdetti è l’aver ribadito l’appartenenza a uno schieramento politico caldeggiandone un altro; ancora più strano, ma a questo punto sembra avere un filo logico, è infine l’ufficializzazione di questo nuovo gruppo politico in concomitanza, strano a dirsi in politica, con la conferma di un rappresentante di riferimento alla Camera dei Deputati che fino a quel momento era stato in bilico.
La storia che Terracina è terra di conquista e che ci sia un oscuro manovratore? Ormai non più di una favola della buonanotte, perché probabilmente il vero disagio per certi politici è che, in controtendenza con il dato nazionale, qui a Terracina si sono dovuti confrontare con un gruppo politico forte e coeso che proprio alle ultime amministrative si è dimostrato il più robusto e che già due anni fa aveva permesso all’attuale primo cittadino di rivestire tale carica. È chiaro come una forza politica del genere possa dare fastidio così tanto da infoltire le file dei suoi detrattori perché in fondo il detto dice che più si è grandi e più si fa rumore quando si cade.
Ciliegina sulla torta è la scelta, in questi giorni, di affidare a Gianfranco Sciscione una serie di deleghe oltre che la nomina a Vice Sindaco che fanno di questo curioso personaggio politico, in cerca di una poltrona quà o là sin dall’era Polverini in regione, una persona cosi competente e piena di risorse che quasi ci viene il dubbio due anni fa di aver votato al ballottaggio per il Sindaco giusto. Stando perlomeno alle dichiarazioni del Sindaco, che fino a ieri chiudeva la porta all’entrata degli “sciscioniani” in maggioranza la quale sarebbe dovuta essere la stessa sulla base dei risultati politici di due anni fa. Il Vice Sindaco dal canto suo si presenta con la promessa di 50 posti casa per altrettante famiglie, una bella promessa di quelle che a Terracina fanno effetto, un po’ come quelle che da secoli si fanno sul Porto su Monte Giove e così via:  Dinamiche e radiografia di cosa è successo negli ultimi mesi per chi se lo fosse perso, per chi non è stato in zona, o per chi più semplicemente preferisce credere allo screditamento messo in atto verso un Pdl che si pensa in totale anarchia dove si tiene più alle poltrone che al bene della città.
Il vero problema, per una città che tutti provano a screditare e a far diventare di Serie B, ma che tutti poi vogliono governare, non è esterno ma è talmente evidente che si è perso il contatto tra quella politica, che doveva tornare ad essere locale, vicina alle persone e ai cittadini stessi al punto che a Terracina esistono due mondi paralleli: la città, che continua a deteriorarsi non mostrando prospettive soprattutto in ottica giovani, sempre più costretti a orientare i propri studi e lavoro al di fuori di una realtà che non riesce a garantire nemmeno più il “famoso” lavoro stagionale, e il mondo della politica che continua i suoi arrocchi, giochi di potere e valzer di poltrone e che sembra essere sfociato di nuovo in un’eterna campagna acquisti, in cui si può assistere dai politici di turno che confermando lo loro appartenenza ad un partito, il giorno dopo cambiano casacca per la solita promessa di un posto al sole, fino alle importanti opere di rimozione dei semafori che sicuramente lasceranno impressionati i turisti, se ancora ce ne fossero, che percorreranno le strade della città
Il messaggio è duplice e rivolto a entrambi i mondi: alla politica ci sentiamo di dire, se ci sarà una prossima occasione, l’ennesima per Terracina, di scegliere meglio chi rappresenterà la città, di organizzare le proprie liste non in base a chi è più anziano a chi ha più voti ma a chi ha valori veri e sentimenti di affetto e crescita per la città oltre i requisiti tecnici e l’attaccamento al partito ma soprattutto ci sentiamo di dire che quando la fiducia reciproca tra coalizione di maggioranza e primo cittadino viene meno, non ci sono giunte civiche che reggano o strane alchimie che portano a sovvertire totalmente ciò che i cittadini, con un voto preciso hanno espresso; anche perché non si spiega perché dei “tecnici” siano stati inseriti solo adesso e non fin da subito, magari destinandoli ad assessorati critici in cui le capacità del singolo fanno la differenza. E con ciò ai cittadini lanciamo l’appello per un voto che non sia l’ennesimo scambio di cortesia, ma sia l’affidamento della responsabilità del cambiamento che Terracina da tanti anni cerca e che meriterebbe quale fiore all’occhiello di tutta la zona pontina.
Come Giovane Italia prendiamo le distanze da questa “politica dei grandi”, visti i risultati, per serrare le fila di un gruppo che deve avvicinare i giovani alla politica e fargli capire che è questo modo di fare politica che porta al degrado e alla regressione sociale, ed è invece con la trasparenza, l’integrità morale, le capacità e soprattutto la volontà, che si possono cambiare le regole del “gioco” dando più dignità alla nostra città e al nostro futuro; nel far questo Giovane Italia coglie l’occasione per ringraziare Marco Fontana, che termina la sua avventura nel Direttivo del gruppo, per il grande impegno profuso sotto campagna elettorale e nella realizzazione di questa opportunità per il mondo giovanile.

Giacomo Romagna
Presidente Circolo Giovane Italia Terracina

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