domenica 29 Maggio 2022,

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Terracina. Quartiere Calcatore, dove tutto è a misura d’uomo (di Neanderthal)

scritto da Redazione
Terracina. Quartiere Calcatore, dove tutto è a misura d’uomo (di Neanderthal)

Quello del “calecatore”, così un tempo gli anziani appellavano la zona a ridosso della ex ferrovia ed ex Valle dei Santi, dove la caratteristica economica per decenni è stata la coltivazione del moscato di Terracina.

Dove per altri decenni gli amministratori pro tempore dell’ente comunale e gruppi economici che avevano interessi su queste terre, hanno lottato aspramente per non far costruire neanche una baracchetta ad uso del fondo agricolo.

Poi, negli ultimi decenni, amministratori molto più illuminati, che hanno sempre goduto al sol vedere le gru librarsi nel terso cielo terracinese, hanno permesso quello che oggi è possibile vedere, anche per “pocaluce”, soprannome di un noto ipovedente locale.

Chi ha il dono di Santa Lucia intatto, può dunque ammirare una sequenza, senza soluzione di continuità, di case: popolari, in cooperativa, villini accatastati come pertinenze agricole, senza che tutte queste costruzioni rispettino uno stralcio di disegno urbanistico di pianificazione del territorio.

Senza andare oltre, pubblichiamo alcune foto dell’irragionevole pianificazione urbanistica del “Calecatore”.

Via Favonia, è al centro del quartiere, ed è un esempio del non senso urbano del luogo, ad iniziare dai marciapiedi.

Sulla sinistra della foto troviamo un marciapiede di circa un metro di larghezza con al centro geometricamente posizionati i pali della illuminazione pubblica e di altri enti erogatori di servizi, quindi aut per gli umani non deambulanti e le mamme con carrozzine.

Sulla destra troviamo un marciapiede ancora più ridotto del metro di larghezza del compagnuccio di sinistra, ma altrettanto impraticabile per le pessime condizioni del fondo che offre al viandante.

Spero che queste riflessioni non suscitino in chi dovrebbe amministrare le cose di tutti, come un rancoroso e strumentale attacco politico, o un rimestare il fondo del barattolo della facile critica, o dell’antipatia di chi si vorrebbe comunque contro per “partito preso”.

Nulla di tutto questo, è.

Il fatto è molto più semplice: il Calcatore, come quartiere, è stato lasciato ai piedi del Santissimo fin dal suo primo vagito e a nessuno pare importi raddrizzarne le sorti, e forse non importa neanche a chi vi abita.

MCT

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