mercoledì 12 Maggio 2021,

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Terracina – Politica. Il diavolo è nei “dettagli”?

scritto da Redazione
Terracina – Politica. Il diavolo è nei “dettagli”?

ARGO 42

Ogni tanto, anche su Terracina si accendono i riflettori della “cronaca” del Bel Paese. E per avvenimenti non sempre positivi. Anzi. Si tratti dell’esecuzione del presunto camorrista Marino o degli spari e delle botte all’indirizzo di immigrati, piuttosto della confisca di beni di origine malavitosa. Mentre, nella cronaca locale e sui social, restano diversi episodi di violenza giovanile consumata nelle strade ovvero la mala-gestione amministrativa in alcuni settori economici, i sequestri dell’autorità giudiziaria e qualche avviso di garanzia.

Insomma, il quadro non è per niente incoraggiante. Si avverte nella città una caduta di tensione civica, la caduta verticale della partecipazione e lo smarrimento della “cittadinanza” che le ultime elezioni comunali hanno evidenziato, a cominciare dalla forte astensione degli elettori. Il perdurare nel governo della città – sono ormai vent’anni – di forze politiche con riferimento alla stessa area politica, probabilmente ha contribuito all’affermazione di una omologazione del “pensiero”, e il diffondersi di un atteggiamento di indifferenza di tanti (troppi), verso le sorti della comunità.

Terracina ancora trae vantaggi dalle sue risorse naturali e da un importante patrimonio storico-archeologico. C’è una rendita di cui le forze economiche e sociali dominanti, ancora godono. Ma non potrà durare per sempre, perché gli aspetti “naturali” sono al limite della compromissione e quelli “storici”, senza un organico disegno di tutela e valorizzazione, resteranno potenziali elementi di uno sviluppo che non ci sarà.

Ci sarebbe bisogno di una presa di coscienza, di una sincera acquisizione della situazione, che purtroppo non viene elaborata. Il 12 aprile scorso la maggioranza di centrodestra ha approvato il Bilancio previsionale 2021-2023. Ne ha fatto un contenitore senza anima, una teoria di cifre che serve solo ad un formale adempimento di legge ma che non dice nulla su quel che siamo e quel vogliamo essere come comunità.

Viviamo una città “incompiuta” che si trascina situazioni critiche del “novecento” sul piano urbanistico e con una struttura economica fondata, in prima istanza, sull’agricoltura e sull’offerta di servizi nel settore turistico nel quale prevalgono l’economia del mare, la ristorazione ed in generale del tempo libero e del consumo. Dove i comportamenti e l’organizzazione dell’attività commerciale hanno avuto decisivi riflessi sulla forma urbana.

Dove abbiamo consumato troppo suolo e c’è poco verde. Dove la “rigenerazione urbana” è quella dell’ex Pro-Infantia. Dove la mobilità è quella delle auto private ( 61 automobili ogni cento abitanti). Dove in pochi sono diventati più ricchi e in molti più poveri. Dove i giovani vanno via e gli anziani sono sempre di più, e si fa poco per gli uni e gli altri… Dove i dettagli aiutano a comprendere la necessità di una nuova direzione di marcia del sistema locale. Qui, dove l’eredità del passato, è anche una eredità culturale, purtroppo sempre più fluida e irrilevante.

Armando Cittarelli

Consigliere comunale Pd

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