venerdì 19 luglio 2019,
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Terracina. Nuovo regolamento di Polizia Urbana. L’intervento del PD

scritto da Redazione
Terracina. Nuovo regolamento di Polizia Urbana. L’intervento del PD
Il nuovo regolamento di Polizia Urbana, approvato nelle scorse settimane, impone alcune riflessioni sul metodo della sua approvazione e nel merito dei suoi contenuti. La necessità di dar vita a una nuova serie di norme che rendessero conto dell’evoluzione del nostro tessuto sociale e dei cambiamenti profondi che aveva subito ha prodotto nei mesi scorsi lunghe discussioni per mettere a punto un piano moderno riguardo sicurezza, decoro e ordine pubblico, aggiornando una normativa datata ormai 1949.
Il nostro circolo ritiene che il testo finale, così come è stato pensato e voluto dalla maggioranza, tradisca in punti fondamentali una sorta di impronta ideologica, tale da indebolire qualsiasi sforzo di integrazione, ponendo in un solo colpo la nostra città, esempio da secoli per accoglienza e rispetto per le altre culture, tra le più arretrate.
Eppure nello “Statuto del Comune di Terracina” troviamo scritto:

“L’azione del comune è indirizzata alla rimozione degli ostacoli che impediscono l’affermazione dei valori della persona umana, indipendentemente dalle distinzioni di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali e di sesso; promuove tra i cittadini l’adesione a valori di eguaglianza delle opportunità, di solidarietà e di rispetto della dignità umana.”

Sulla discriminazione religiosa.
Ritenendo imprescindibile la necessità di garantire la sicurezza mediante il riconoscimento di un individuo in un luogo pubblico, il punto contro burqa e niqab, indumenti tipici femminili di alcuni ambienti del mondo islamico, sposta improvvidamente una questione di tipo culturale su un piano di ordine pubblico e di sicurezza, criminalizzando una condizione di cui sono vittime le stesse donne. Esiste un documento dell’ONU che condanna leggi repressive come quelle anti-burqa approvate in Francia; le associazioni italiane islamiche come l’UCOII chiedono che sia una riflessione interna alla comunità religiosa a risolvere la questione.

La povertà non è un crimine
La povertà, il bisogno, il disagio non sono crimini.
Il nuovo regolamento chiude il discorso criminalizzando la povertà, mettendo sullo stesso piano l’individuo bisognoso per necessità e l’accattone di professione. Sarebbe bastato un solo aggettivo, come scritto nei regolamenti di comuni più virtuosi del nostro: “E’ vietato su tutto il territorio l’accattonaggio molesto”.
Del resto la Corte Costituzionale, con sentenza n.519 del 1995, ha stabilito la liceità della richiesta di elemosina purché sia “una legittima richiesta di umana solidarietà”, “che non intacca né l’ordine pubblico né la pubblica tranquillità”.
Il nuovo regolamento quindi pone numerosi interrogativi e diverse questioni che andranno presto risolte, mettendo di nuovo mano al testo.
Si spera che questa stagione di grandi trasformazioni possa portare a una riflessione profonda, – capace di comprendere un tessuto sociale in continua evoluzione, sempre più stratificato e complesso – della quale non sembra esservi alcuna traccia nel regolamento oggi approvato.
Il Partito democratico.

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