Ogni anno, con l’arrivo della seconda settimana di luglio, Terracina si veste a festa per onorare la Madonna del Carmine e San Rocco: è la tradizionale Festa del Mare, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati dell’intero calendario cittadino. Un evento che intreccia fede, tradizione popolare e vita commerciale, e che ogni volta richiama a Terracina una moltitudine di persone provenienti non solo dalla città e dal circondario, ma anche da fuori provincia, attirate dalla suggestione della processione a mare, dagli spettacoli e dal clima di festa che si respira nella zona del porto.
La Festa del Mare si svolge interamente nell’area del porto, il vero fulcro pulsante dei festeggiamenti. Qui, per l’intera durata delle celebrazioni, si concentrano gli spettacoli, i momenti musicali e di intrattenimento, i riti religiosi legati alla Madonna del Carmelo e a San Rocco, e naturalmente le immancabili bancarelle, che espongono merce di ogni genere: dai dolciumi agli oggetti artigianali, dai giocattoli agli articoli più disparati, in un via vai continuo di famiglie, bambini e curiosi.
È un momento importante anche dal punto di vista economico: numerose aziende e commercianti ambulanti fanno delle fiere e delle sagre paesane il proprio lavoro, spostandosi di città in città, di festa in festa, portando con sé banchi, merci e furgoni.
Non tutto, però, fila liscio. Da alcune edizioni a questa parte si registra infatti un fenomeno che desta preoccupazione tra chi ha a cuore la storia e il patrimonio della città: capita non di rado che camion e furgoni di alcuni commercianti vengano parcheggiati, con una disinvoltura che definire “sbarazzina” è quasi un eufemismo, proprio sopra i resti delle antiche banchine del porto romano.
Non si tratta di un porto qualunque: è l’antico porto di Terracina fatto costruire dall’imperatore Traiano, una delle testimonianze più significative dell’ingegneria portuale romana lungo la costa tirrenica, un pezzo di storia che la città porta con orgoglio e che meriterebbe ben altra considerazione. Vedere mezzi pesanti posizionati senza alcun riguardo su queste preesistenze archeologiche è quantomeno una scena sconveniente, che stride con il valore storico e identitario del luogo.
Su questo punto la richiesta che arriva dalla cittadinanza è chiara: andrebbe imposto un divieto assoluto al parcheggio di mezzi commerciali sulle banchine di origine romana, individuando aree alternative per il carico, lo scarico e la sosta dei veicoli legati alle attività fieristiche. Una misura di buon senso, che non inciderebbe sullo svolgimento della festa né penalizzerebbe il lavoro degli operatori commerciali, ma che tutelerebbe un bene che appartiene alla collettività e alla memoria della città.
Alla Festa del Mare, si sa, può starci quasi tutto: la festa popolare vive di colori, rumori, bancarelle, profumi di street food e un pizzico di sano disordine organizzato che fa parte del suo fascino. Ma c’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, ed è quello del buongusto e del rispetto per la storia patria locale. Un limite che riguarda tanto gli organizzatori quanto i singoli operatori, chiamati a una maggiore attenzione verso un contesto che non è solo scenografico, ma storico e monumentale a tutti gli effetti.
Resta comunque intatto lo spirito autentico della festa, quello devozionale e comunitario, che ogni anno riunisce Terracina attorno ai suoi simboli più cari.
W Maria, W San Rocco. (e.l.)
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