giovedì 05 dicembre 2019,
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Terracina. ITS A: Bianchini, scuola sostenibile, Legambiente prima “Climate Change School”

scritto da Redazione
Terracina. ITS A: Bianchini, scuola sostenibile, Legambiente prima “Climate Change School”

Legambiente Terracina con l’ITS A. Bianchini, Scuola Sostenibile Legambiente che ha aderito alla campagna di Legambiente Scuola e Formazione SOS CLIMA, annunciano la nascita di una “Climate Change School”, la prima in Provincia di Latina, con una serie di appuntamenti che verranno condotti da esperti del Circolo Legambiente locale, da altri esperti dei Circoli Legambiente della Provincia e da illustri ospiti di Legambiente nazionale, della Coalizione per il Clima, del Coordinamento Pontino per il Clima, invitati di volta in volta, e che si terranno tutti gli ultimi venerdì del mese di mattina per una ora, fino alla chiusura dell’anno scolastico, denominati “Fridays for Climate”. La Climate Change School vuole essere un luogo dove informarsi, attivarsi e mobilitarsi da subito anche nel proprio quotidiano perché conoscere il cambiamento climatico e comprenderne cause ed effetti è il primo passo per agire e solo tutti insieme possiamo fermare la febbre del Pianeta che sta minacciando la vita sulla Terra. Il primo appuntamento in via sperimentale si è tenuto già venerdì 25 ottobre scorso, alla presenza di Gustavo Giorgi, Presidente del Circolo Arcobaleno Pontino di Latina e referente provinciale del Coordinamento Pontino per il Clima e con circa cento alunni, ed è stato dedicato, proprio in occasione del triste anniversario, all’approfondimento, con proiezioni video e analisi, di quanto avvenuto proprio a Terracina il 29 ottobre 2018, ovvero un disastro climatico senza precedenti che ha provocato la morte di due concittadini e che è entrato tristemente nella casistica nazionale dell’Osservatorio Citta’ Clima di Legambiente, di cui recentemente è stato presentato l’ultimo Rapporto, https://www.legambiente.it/emergenza-citta-ecco-i-dati-dellosservatorio-legambiente-sui-mutamenti-climatici/. L’Osservatorio ha l’obiettivo di raccogliere e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici, di contribuire ad analisi e approfondimenti che riguardano le città e il territorio italiano, oltre a condividere analisi e studi internazionali e esperienze di piani e progetti di città, paesi, Regioni. Dal 2010 ad oggi, sono 563 gli eventi registrati sulla mappa del rischio climatico, con 350 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti e tra questi purtroppo a seguito del  disastro climatico del 29 ottobre 2018, anche il Comune di Terracina. Nel 2018, il nostro paese è stato colpito da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati, un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni. Dal 2014 al 2018 le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di 68 persone. In particolare sono stati 197 i casi di allagamenti provocati da piogge intense, le stesse che hanno causato 17 frane, 69 giorni di blackout elettrici, 74 esondazioni fluviali e 180 eventi che hanno interrotto le infrastrutture di trasporto, portando a 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani. Sono stati 14 i casi di danni al nostro patrimonio storico, 17 quelli provocati da prolungati periodi di siccità, 123 quelli prodotti da trombe d’aria. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti: sono oltre 203 le vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 45mila persone legata a eventi atmosferici estremi. Non va dimenticato, infatti, che in Italia, oltre 7,5 milioni di persone vivono o lavorano in aree a rischio idrogeologico elevato: un problema che interessa circa 7.275 comuni incluso il nostro nel quale, secondo il Rapporto Ecosistema Urbano di Terracina 2018, il dissesto idrogeologico del territorio (frane e inondazioni) interessa un terzo (32,29%) della superficie con migliaia di persone a rischio. Sul fronte dei costi l’Italia dal 1998 al 2018 ha speso, secondo dati Ispra, circa 5,6 miliardi di euro (300 milioni all’anno) in progettazione e realizzazione di opere di prevenzione del rischio idrogeologico, a fronte di circa 20 miliardi di euro spesi per “riparare” i danni del dissesto secondo dati del CNR e della Protezione civile (un miliardo all’anno in media, considerando che dal 1944 ad oggi sono stati spesi 75 miliardi di euro). Il rapporto tra prevenzione e riparazione è insomma di uno a quattro.

Per questa ragione Legambiente ha deciso di rafforzare il proprio impegno per combattere la crisi climatica lanciando la nuova campagna #ChangeClimateChange: una piattaforma online https://www.changeclimatechange.it/ tutta dedicata ai giovani che vuole proporre, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare con  Greta Thunberg “ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna fare presto”. La piattaforma web presenta per questo un’ampia sezione di approfondimento (anche con contributi multimediali) che analizza i settori maggiormente impattanti e climalteranti: l’energia, per un’uscita dalle fonti fossili e un futuro finalmente 100% rinnovabile; l’efficienza e la rigenerazione delle città; per promuovere una mobilità a zero emissioni; cibo sano, giusto, equo e sostenibile e infine il tema dell’emergenza e del rischio. Sulla piattaforma web Legambiente identifica anche i principali nemici del clima, ancora troppi e difficili da cacciare: le aziende, una su tutte l’ENI, le infrastrutture, centrali che contribuiscono in maniera drammatica al cambiamento climatico e all’inquinamento locale e che poco o nulla stanno facendo per invertire la rotta. Associazioni, comitati e cittadini potranno essere protagonisti della denuncia, segnalando a Legambiente i “nemici del clima” presenti nella propria città e nei propri territori per realizzare così una mappa interattiva che supporti l’azione di mobilitazione e di protesta.

Il prossimo venerdì 29 novembre, in occasione della quarta mobilitazione mondiale legata ai #FridaysForFuture, il quarto sciopero globale per il Clima, e anniversario della famosa Marcia Globale per il Clima del 29 novembre 2015, organizzata dalla Coalizione per il Clima, nella quale decine di migliaia di manifestanti scesero in piazza a Roma alla vigilia della COP21 per chiedere un accordo internazionale serio e vincolante per arrestare il cambiamento climatico e salvare il nostro Pianeta, ma anche nella triste ricorrenza dell’evento climatico estremo avvenuto il 25 novembre 2018 a seguito di piogge torrenziali, con l’ apertura di una impressionante voragine stradale che ha inghiottito per sempre un nostro concittadino Valter Dona’, Legambiente Terracina, in collaborazione con il Coordinamento Pontino per il Clima, presenta presso l’Aula Magna dell’ITS A. Bianchini, la nuova campagna Changeclimatechange mettendo in campo iniziative concrete, stili di vita sostenibili e offrendo strumenti di comprensione delle cause e degli effetti dei cambiamenti climatici e saranno presentate anche idee e proposte provenienti dai ragazzi.

“Sono felice di annunciare un calendario di incontri sul Clima, i Fridays for Climate che si svolgeranno la mattina di ogni ultimo venerdì del mese presso l’Aula Magna della Scuola Sostenibile Legambiente ITS A. Bianchini, con ospiti illustri, proiezioni di video e filmati e con testimonianze e approfondimenti e che saranno aperti a tutta la cittadinanza e a tutte le Scuole della Provincia e che vedranno anche la partecipazione attiva dei ragazzi. La Scuola ITS A. Bianchini si conferma ancora una volta all’avanguardia sui temi ambientali e dopo essere diventata la prima Plastic Free School della Provincia di Latina https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/10/15/lits-a-bianchini-di-terracina-e-la-prima-plastic-free-school-della-provincia-di-latina-e-una-delle-prime-nella-regione-lazio-borracce-inox-plastic-free-e-dispenser-di-acqua-pubblica-filtrat/ si avvia a diventare come prima Climate Change School della Provincia, un punto di riferimento per gli approfondimenti sugli impatti devastanti dei cambiamenti climatici sul nostro territorio pontino, dalle alluvioni, alle frane, alle trombe d’aria, ai tornado, all’erosione costiera. Durante gli incontri, verranno fornite anche spiegazioni su come attrezzarci per i rischi climatici e come provare a cambiare i nostri stili di vita in modo da contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti.  Ricordo però purtroppo che nonostante le ripetute sollecitazioni la nostra Amministrazione Comunale non ha ancora calendarizzato la nostra mozione per la dichiarazione di emergenza climatica, presentata il 5 giugno di quest’anno, e questo nonostante Terracina abbia subito uno degli eventi climatici più devastanti nella Regione Lazio proprio il 29 ottobre 2018 con un tornado che ha provocato due morti e il 25 novembre 2018  con l’apertura di una voragine stradale che ha provocato purtroppo un disperso e non ha ancora messo in cantiere in modo deciso azioni concrete per evidenziare e mitigare il rischio climatico e creare e diffondere una cultura di prevenzione. Chiediamo pertanto come Legambiente Terracina di calendarizzare e discutere al più presto la nostra mozione. Purtroppo più in generale l’Italia è l’unico grande paese europeo, nonostante dal 2014 sia stata approvata la Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ancora senza un piano nazionale di adattamento al clima, piano che permetterebbe di individuare le priorità di intervento e ripensare il modo in cui si interviene e come Legambiente chiediamo al governo di approvare quanto prima il Piano di adattamento e di mettere le città al centro delle priorità di intervento” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina Pisco Montano.

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