venerdì 13 dicembre 2019,
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Terracina. Impotesi mega impianto di compostaggio. La posizione di Legambiente

scritto da Redazione
Terracina. Impotesi mega impianto di compostaggio. La posizione di Legambiente

Nell’ultimo mese (ma in realtà già da almeno un anno), si parla della realizzazione di un mega-impianto di compostaggio con recupero di energia a Terracina in Via Morelle per il trattamento della Frazione organica di rifiuti solidi urbani (FORSU) su una superficie estesa di circa 60.000 metri quadri (6 ettari) per fare fronte alla emergenza rifiuti della Provincia di Latina. Relativamente al trattamento della frazione organica e vegetale, visto che questa frazione costituisce in provincia di Latina (dati catasto Ispra Rifiuti 2017) oltre il 22% del rifiuto prodotto e quasi il 50 % di quello differenziato.

 

“Premesso che la nostra posizione come Circolo e come Legambiente è favorevole alla piena attuazione dell’Economia Circolare che non può prescindere dall’adeguamento degli impianti attuali con nuove tecnologie e dalla realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti che devono consentire una maggiore estrazione di materia da avviare al riciclo rispetto ad oggi, una riduzione significativa dei rifiuti che finiscono in discarica e negli inceneritori, una autosufficienza impiantistica con la chiusura del ciclo di trattamento di tutte le frazioni a livello provinciale/città metropolitana o perlopiù regionale con conseguente riduzione dei costi di smaltimento e gestione, ribadiamo però la nostra contrarietà alla realizzazione di megaimpianti di compostaggio a livello ATO provinciale, anche considerando il fatto che è necessario comunque garantire assolutamente il rispetto dei criteri di pianificazione e dei relativi vincoli per la localizzazione dei nuovi impianti ed una progettazione, realizzazione e gestione degli stessi che eviti potenziali disastri o gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini e dei lavoratori.

 

Relativamente alla ipotesi di realizzazione di un impianto di compostaggio localizzato a Terracina in via Morelle a servizio dell’intera Provincia, da una prima verifica dei piani regionali e provinciali e della documentazione tecnica connessa, sussistono alcune pesanti criticità bene evidenziate nella nostra accurata analisi e assolutamente non risolte nella documentazione ad oggi disponibile analizzata e che non potranno, a nostro avviso, essere superate in nessun modo da una eventuale deroga per ampliamento/riqualificazione di un impianto preesistente, visto che lo stesso insiste comunque su un’area ad elevato rischio idrogeologico.

 

Ovviamente ci riserviamo come Circolo locale assieme a Legambiente Lazio e Legambiente nazionale, di verificare nel merito e nel metodo direttamente in Regione e in Provincia i dettagli della soluzione proposta ed in particolare se e come le criticità da noi segnalate siano state affrontate nella Valutazione Ambientale Strategica e comunque fare in modo che la Valutazione di Impatto Ambientale ne tenga debitamente conto, chiedendo di essere parte audita dalle varie amministrazioni (Regionale, Provinciale, Comunale) coinvolte nella autorizzazione/realizzazione dell’opera, alla luce della storia problematica di questo tipo di impianti.

 

Recentemente infatti, sempre in provincia di Latina, l’impianto di compostaggio Acea Ambiente Srl (ex Kyklos Srl) di Aprilia, dopo le proteste dei residenti nella zona esposti a disturbi odorigeni pesanti e alla presenza costante di sciami di mosche e dopo l’intervento dell’Autorità Giudiziaria, ha dovuto effettuare un abbattimento del 50% della produzione per cercare di limitare i problemi che persistono da anni nonostante Acea assicuri di utilizzare tecnologie di biofiltrazione d’avanguardia, mentre la SEP di Pontinia è diventato uno dei casi giudiziari più importanti della provincia, come dimostra la recentissima inchiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Roma “Smoking Fields” (e prima ancora della Procura di Latina) che vede indagate 23 persone, con reati contestati come il concorso in traffico illecito di rifiuti, il falso ideologico in atto pubblico nella predisposizione di certificati di analisi, abbandono di rifiuti e discarica abusiva, e infine l’intralcio all’attività di vigilanza e controllo ambientale, secondo la quale la Società Ecologica Pontina avrebbe ceduto ad aziende agricole laziali compost di pessima qualita’, nel quale i rifiuti organici venivano triturati con scarti di ogni tipo: vetro, plastica, metalli vari, perfino siringhe.

 

Un sistema articolato e ramificato con il quale sarebbero state smaltite per anni decine di migliaia tonnellate di rifiuti speciali, con gravissime conseguenze per l’ambiente e la salute umana, sistema reso possibile anche dalla mancanza di un garante a livello nazionale/regionale/provinciale dei necessari controlli e della dovuta tracciabilità dei rifiuti. Inoltre vorremmo assolutamente evitare decisioni che cadano direttamente dall’alto, mettendo tutti davanti al fatto compiuto, senza che i cittadini, le associazioni e i portatori di interesse del territorio vengano opportunamente coinvolti ed informati in un corretto processo di pianificazione partecipata e condivisa, e soprattutto, come spesso diciamo, non ci piace la politicizzazione delle questioni, soprattutto oggi che, a Terracina, siamo già in campagna elettorale.

 

Politicizzazione che sta puntualmente avvenendo con il rischio di affidare a posizioni ideologiche obsolete, semplicistiche e scarsamente documentate, o peggio ancora a ricatti e lusinghe occupazionali, decisioni che invece sono molto rilevanti per l’economia e l’ambiente del nostro territorio.”

 

Ing. Gabriele Subiaco

Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente di Terracina

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