…il ‘mistero’ della sparizione del pluteo di Piazza Santa Domitilla…
…da giorni è sparito agli occhi dei cittadini il frammento di pluteo altomedievale presente in Piazza Santa Domitilla, con alcune conseguenti polemiche per il silenzio del Comune verso la città…
…ipotesi di furto e quindi principi di solite accuse e critiche verso il Comune che non controllerebbe la Piazza, prima di conoscere i fatti, sono iniziate a trapelare sul social Facebook…
…non che il Comune non meriti critiche per le condizioni in cui versano i ‘beni e gli spazi culturali’ della città, spesso chiusi da anni senza che ai cittadini venga almeno data informazione e motivazione sul perché, visto e considerato che ‘appartengono’ alla Città e ai suoi cittadini…
…ma tornando al pluteo si viene a sapere, tramite ‘vie traverse’, che considerate le condizioni in cui versava, è stato smontato e portato all’interno dei locali del Palazzo delle Bonificazioni perché abbisognante di restauro…sembra una buona notizia !
…mentre, piaccia o non piaccia, il Comune non aveva alcun obbligo di informare la città, a riguardo, anche se una breve nota di informazione non avrebbe dato fastidio, rendendola partecipe…
…ma, sono proprio le vicende ‘recenti’ di anni che hanno interessato alcuni reperti archeologici della città, abbisognanti di necessari restauri annunciati, che fanno sorgere molti dubbi su se e quando ritornerà visibile…
…per i lavori del rifacimento di Piazza Santa Domitilla, conclusi nel 2016, il progetto approvato e reso pubblico alla città prevedeva il necessario spostamento temporaneo e riposizionamento dei tre grandi frammenti epigrafici allora presenti e attualmente depositati nel cortile della Cattedrale di San Cesareo; ma prima del loro riposizionamento sarebbe stato necessario il loro restauro…ad oggi sono ancora lì in attesa di restauro…
(v. ‘Iscrizioni inedite di Terracina’ di Umberto Broccoli, in ‘Archeologia Classica’, vol. 30, 1978)
…nel 2018 venne trasportato nell’atrio del Comune un cippo funerario repubblicano, proveniente dalla località Campolungo, che venne posizionato su un pancale di legno e coperto da un telo di plastica, per occultarne la vista; il cippo che sarebbe dovuto entrare a fare parte della collezione del Museo Pio Capponi era necessitante di restauro…ad oggi non è stato ancora possibile, non solo il suo restauro, ma neanche farlo entrare nelle sale del Museo, infatti è ancora lì sul pancale di legno, ma senza il telo di plastica…
…auguro e spero che il pluteo sia interessato al necessario restauro quanto prima, ma considerati gli esempi sopra esposti è possibile poter pensare che rimarrà in qualche sala del Palazzo delle Bonificazioni per molto tempo, sempre in attesa di restauro…
…rimane la buona notizia che non è stato rubato ed è al sicuro !
P.S. – qualcuno potrebbe obbiettare ricordando che negli scorsi anni siano stati condotti gli scavi alle terme romane, di periodo imperiale, nell’area del distributore ENI e che le statue ritrovate siano state restaurate, ma erano altri lavori con altre finalità e finanziamenti, e svolti direttamente dalla Soprintendenza…
Bruno La Mela
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