domenica 18 Aprile 2021,

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Terracina. “Come far fallire la Casa di riposo Salvini”

scritto da Redazione
Terracina. “Come far fallire la Casa di riposo Salvini”

Sono in piena esecuzione importanti lavori di somma urgenza presso la storica Casa di Riposo “Curzio Salvini” di Terracina. Dopo decenni di mancati interventi o di interventi-palliativi che hanno solo comportato spesa e sprechi, l’attuale CDA dell’Ipab SS. Annunziata, proprietaria della struttura, grazie ad un apposito finanziamento regionale, sta ristrutturando e profondamente ammodernando l’immobile, che ospita attualmente circa quaranta anziani di ambo i sessi.
Dal tetto all’ascensore, dai bagni alle stanze, dagli spazi di socialità a quelli di cura, è in atto presso la struttura un vero e proprio restyling. E altri importanti lavori sono già in cantiere per il prossimo futuro. Il tutto senza arrecare alcun fastidio e problema agli ospiti, che continuano a godere di servizi di qualità, di cure appropriate e della massima serenità, garantiti dalla Fondazione Alzaia Onlus, il nostro Ente strumentale che gestisce la struttura.
Ma, per colpa dell’Azienda Speciale Terracina, la Casa di Riposo rischia di non poter andare avanti. Per la gioia di qualche privato e per la disperazione di tanti anziani.
“Abbiamo già avuto modo di dire in altre circostanze, ha dichiarato il Presidente ff. dell’Ipab Piero Bianchi, che continuiamo a praticare le rette più basse d’Italia, pur assicurando -con enormi sacrifici- servizi di assoluta qualità ai nostri ospiti anziani. E abbiamo già rappresentato i gravi problemi che ci arrivano dai Comuni- che partecipano in tutto o in parte al pagamento delle rette per alcuni ospiti- a causa degli intollerabili ritardi, di mesi e in alcuni casi di anni, nei pagamenti. Ma ciò che sta accadendo con l’Azienda Speciale Terracina ha dell’incredibile! Questa Azienda ci deve oltre centomila euro per rette non pagate dal 2009, da ben 6 anni, e nonostante sollecitazioni, ripetute duplicazioni di rendicontazioni, sconti vari, riunioni, diffide e appelli, non riusciamo ad avere quanto a noi dovuto. Un comportamento che mette a rischio la tenuta stessa della Casa di Riposo. E’ una vergogna! I nostri fornitori ci riempiono di decreti ingiuntivi se tardiamo a liquidare quanto a loro dovuto e noi da questa Azienda continuiamo ad essere presi in giro.Siamo andati più di una volta a supplicare la Direttrice per avere quanto ci è dovuto, ma inutilmente. Ad oggi abbiamo ottenuto soltanto un piccolissimo anticipo, ma intanto i giorni ed i mesi passano e il nostro credito aumenta. Con quali risorse dovremmo far fronte ai costi del vitto, del personale, delle utenze, delle cure che quotidianamente affrontiamo per gli anziani nostri ospiti? Non vorremmo arrivare, ha concluso Bianchi, a gesti estremi, ad iniziative eclatanti. Dobbiamo però avere risposte immediate e concrete.”

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