sabato 17 agosto 2019,
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Terracina: c’era una volta la spiaggia di sabbia dorata

scritto da Redazione
Terracina: c’era una volta la spiaggia di sabbia dorata

Dove è finita la nostra spiaggia di sabbia dorata ?…da anni purtroppo è solo un lontano ricordo della nostra giovinezza con le interminabili partite di pallone, fino a buio, sulle spiagge della nostra Città con tuffo finale in mare tutti sudati. Fortunati noi ragazzi di allora, oggi sarebbe davvero impossibile. La ghiaia e i ciottoli, frutto di un discutibile (seppur alcuni studi in materia ne confermano la validità ai fini dello stato attuale di conservazione della spiaggia) intervento di ripascimento di più di una decina di anni fa con 1,7 milioni di mc di “sabbia” proveniente da una cava sotto-marina al largo di Torvaianica, devastano, oramai da anni, ampi tratti del litorale spingendosi ogni anno più a sud e oramai arrivando anche all’interno della spiaggia di ponente più vicina al centro cittadino. Il danno anche di tipo economico, oltre che ambientale, è enorme. Una spiaggia, quella della nostra Città, che, per lunghi tratti, negli anni è divenuta più adatta ai piedi ruvidi dei “fachiri” che a quelli gentili dei nostri amati turisti, dei cittadini e dei loro bambini (..chissà cosa ne pensano i pediatri che ci hanno dato la bandiera verde..)…

Forse è ora di pensare invece a come affrontare seriamente questo problema senza continuare a nascondersi dietro la collezione di Bandiere Blu, verdi, gialle e di tutti i colori…Non serve, davanti a questa emergenza, mettere la “testa sotto la sabbia (o meglio, sotto la breccia…) come gli struzzi…” Le bandiere, come diciamo sempre, se non sono accompagnate da reali processi di miglioramento dei servizi e della qualità dell’accoglienza turistica, restano solo dei meri adempimenti burocratici, delle medagliette senza valore. Una questione , quella dei sassi che “sfregiano” in modo oramai permanente la spiaggia di Terracina, che è stata superficialmente gestita e successivamente ignorata da chi ha governato la Regione ma anche questa Città dal 2005 ad oggi ma che dovrebbe stare invece in cima all’agenda politica di questa Città assieme alla questione del porto e dei trasporti, del dissesto idrogeologico del territorio, dello sviluppo economico sostenibile (turismo, agricoltura, pesca), della legalità…per citare solo alcuni temi importanti, per chiunque voglia governarla con progetti ed azioni concrete e non solo con la retorica, la propaganda ed il clientelismo, questa Città.

Ma riportare la situazione della nostra spiaggia ante intervento del 2005-2007 sarà molto difficile, ma deve essere una priorità per questa Città. Occorre recuperare il tempo perduto, occorre lavorare per limitare e gestire efficacemente la presenza della “breccia” sulla battigia e sugli arenili, con interventi e misure di contenimento del disagio, sempre più diffuso, per turisti e cittadini e di rivalorizzazione della nostra risorsa più preziosa ad oggi seriamente compromessa ed impoverita.

Certo il problema dell’erosione costiera, che impatta su oltre il 50% della nostra costa (dati dell’Ecosistema Urbano di Legambiente) e resa ancora più grave nel tempo dall’allungamento dei bracci dei porti di San Felice Circeo e di Terracina, rimane come una spada di Damocle sulle nostre teste e sulla nostra spiaggia e va combattuta con interventi non sporadici ma continui di ripascimento morbido. Cioè riportando la sabbia “autoctona” dalle zone di accumulo (foci e porti) alle zone in arretramento. Interventi di ripascimento invasivi con materiale “alloctono”, di scarsa qualità e granulometria non idonea (come quello del 2005-2007), senza una valutazione approfondita degli impatti anche di lungo termine sulla fruibilità ex post della spiaggia ed un piano di gestione delle problematiche a valle o la costruzione di strutture artificiali di rallentamento del moto ondoso (barriere, pennelli o altro) sono altamente problematici oltre che sconsigliati per un litorale fortemente antropizzato come il nostro, come si è potuto sperimentare negli anni anche per il loro impatto sull’ecosistema marino e sulla Posidonia Oceanica presente nel nostro mare.

E’ necessario sviluppare invece un modello numerico previsionale che simuli la dinamica specifica della nostra costa oltre a soluzioni innovative per l’adattamento della nostra zona costiera ai cambiamenti climatici sempre più decisamente e pericolosamente in atto (con il prevedibile innalzamento del livello del mare negli anni a venire e di subsidenza della costa che aggraverà ulteriormente il quadro), per la gestione della linea di costa e dei sedimenti di spiaggia con azioni di riequilibrio del ciclo sedimentario dei bacini idrografici presenti, come, del resto previsto dalle Linee Guida Nazionali per la difesa della costa dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici” elaborate dal TAVOLO NAZIONALE SULL’EROSIONE COSTIERA MATTM-REGIONI con il coordinamento tecnico di ISPRA.

Prenderci cura e intervenire a difesa della nostra spiaggia deturpata dai sassi e proteggerla dall’erosione e dai cambiamenti climatici, lo dobbiamo ai nostri padri e ai nostri nonni che ci hanno lasciato in dono la sabbia dorata della spiaggia di Terracina.

Gabriele Subiaco
Legambiente “Pisco Montano” Terracina

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