giovedì 25 aprile 2019,
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Terracina. Anche l’Associazione Italiana Medici e il WWF contrari all’antenna

scritto da Redazione
Terracina. Anche l’Associazione Italiana Medici e il WWF contrari all’antenna
Intervento dell’Associazione Italiana Medici per l’ambiente diLatina e il WWF Litorale Laziale sulla costruzione nel Quartiere Arene di una antenna per la telefonia mobile.

Questa volta non lontano dai centri abitati e in pieno centro cittadino, giusto nel mezzo di una piazza circondata da abitazioni, da un centro commerciale e da un palazzo dello sport, una zona della città dove tutti i giorni passano o vivono migliaia di persone alcuni dei quali, come i bambini, particolarmente suscettibili a subire danni fisici da onde elettromagnetiche. Nel suo comunicato il Sindaco di Terracina non entra giustamente nel merito delle analisi sanitarie, cosa che è di competenza dell’Associazione Nazionale dei Medici per l’Ambiente e di associazioni ambientaliste come il WWF; le stesse associazioni inoltre, vorremmo ricordarlo, sono già intervenute due anni fa quando la compagnia chiese l’autorizzazione all’istallazione e lanciarono un appello, assolutamente inascoltato, alle istituzioni. I danni da onde elettromagnetiche, dopo circa vent’anni, stanno iniziando a venir fuori, tant’è che l’AIRC (Associazione Internazionale Ricerca sul Cancro) ha indicato i campi elettromagnetici a radiofrequenze come possibili cause di alcuni tipi di tumori come il glioma cerebrale e il neurinoma del nervo acustico. Non ci si rende conto che oggi tutti dobbiamo dimostrare responsabilità e solidarietà verso i cittadini, in particolare le Istituzione che hanno il compito di tutelarne la salute, diritto costituzionalmente riconosciuto. Tutti dobbiamo fare un passo indietro per limitare l’inquinamento e il surriscaldamento di questa nostra Terra. Quello delle onde elettromegnetiche e delle antenne sta diventando un grosso problema, per cui, a prescindere da questa ennesima antenna, che non deve essere assolutamente costruita, le suddette associazioni intendono sensibilizzare i responsabili della tutela ambientale di Terracina ad essere trasparenti ed assicurare il monitoraggio, insieme ad Arpa e Asl, di tutti i valori delle emissioni delle onde elettromagnetiche delle antenne già esistenti nel nostro territorio e di renderli pubblici. E’ risaputo che il limite previsto per le o.e.m. è di 6 volt/metro, ma se ancora non si possono valutare appieno i danni nel tempo è sicuro che l’unico limite che non provoca danni è zero volt/metro per cui è importante non continuare con l’installazione di nuove antenne telefoniche. Si dovrebbe cercare invece, anche a livello preventivo, di cominciare a segnalare, tramite le scuole, i mass media e altre vie di comunicazione, l’uso ragionato e limitato dei telefoni cellulari soprattutto per i bambini. Inoltre, visto l’insorgenza delle prime patologie da onde elettromagnetiche, è importante che le istituzioni pretendano da parte dell’ Arpa, e della Asl controlli più ravvicinati e a tappeto su tutte le antenne di telefonia istallate nel territorio della nostra una città. Speriamo inoltre che venga imposto uno stop al posizionamento di altre antenne e che venga formulato un regolamento comunale che tenga conto anche del fenomeno del bioaccumulo di queste onde elettromagnetiche ormai riconosciute dannose per l’uomo. E’ vero che ci sono delle normative statali ed europee ma è vero anche che, come succede per le centrali di digestione dei rifiuti, la Regione Lazio obbliga i vari Comuni a monitorare, in maniera attenta e continua, gli impianti; ugualmente tale azione deve essere fatta per le antenne di telefonia mobile e segnalare in maniera trasparente quando si va oltre il limite consentito. Ricordiamo inoltre al Sindaco il caso dell’arsenico, elemento dichiarato dall’AIRC cancerogeno, per cui si era stabilito 20 anni fa il limite di 50 microgrammi poi portato a 10, dopo aver riconosciuto il suo effetto cancerogeno. Quindi visto che stanno cominciando a manifestarsi patologie da onde elettromagnetiche è facile che in un prossimo futuro il limite di 6 volt/metro venga ulteriormente abbassato, per evitare la comparsa di quelle patologie oncologiche che già la IARC sta incominciando a valutare. La normativa nazionale dice anche di assicurare che la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni sia coerente con la tutela dell’ambiente e della salute per quanto attiene ai limiti di esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualità, relativamente alle emissioni elettromagnetiche di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e certo in un sito così centrale di Terracina non siamo sicuri che ci sia tutela dell’ambiente e della salute.

Franca Maragoni del Wwf

Pasquale Milo Associazione Italiana Medici

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